*Chi ha paura della libertà? Lo Scudo europeo per la democrazia e la deriva autoimmune dell’UE * /Lo Scudo europeo per la democrazia viene presentato come un argine a disinformazione e interferenze straniere, ma finirà per istituzionalizzare la censura preventiva nello spazio informativo. Diventano suscettibili di limitazioni contenuti “altrimenti legali” ma “rischiosi”, una categoria tanto elastica da inglobare qualunque contenuto politicamente scomodo. La “difesa della democrazia” comporta la stigmatizzazione del conflitto delle idee come devianza e la costruzione di una filiera di segnalazione, fact-checking e neutralizzazione finalizzata a “tutelare l’integrità dello spazio informativo” e che coinvolge piattaforme online, ONG e istituzioni pubbliche sotto un’opaca regia del potere esecutivo. È un dispositivo che, se attuato, minerà alla radice i diritti fondamentali della libertà di espressione e della libera circolazione delle idee, pietre angolari di una democrazia sostanziale. (Prima parte) / Federica Cappelluti 19 Gennaio 2026 Ero su una collina, e di là vidi avvicinarsi il vecchio, ma veniva come se fosse il nuovo. BERTOLT BRECHT Contesto La Commissione europea a novembre 2025 ha presentato ufficialmente lo /Scudo europeo per la democrazia/ <https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_25_2660> (/European Democracy Shield/, EDS – JOIN(2025) 791/final <https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/ALL/?uri=CELEX:52025JC0791>): un insieme di “misure concrete per rinforzare, proteggere e promuovere democrazie forti e resilienti in tutta l’UE” in risposta alle minacce, interne ed esterne, di “manipolazione dell’informazione e disinformazione”. Si tratta dell’ultima tappa di un processo avviato oltre un decennio fa, quando una serie di /shock/ (geo)politici (la crisi ucraina e l’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014, la Brexit e l’elezione di Donald Trump nel 2016) portarono al centro dell’agenda europea il tema della /disinformazione online e /delle /interferenze malevole, domestiche e straniere. /Questi temi hanno occupato l’agenda politica dell’Unione con enfasi crescente a partire dalla pandemia COVID-19, con lo scoppio della guerra in Ucraina nel 2022 e con l’escalation delle ostilità[i] <https://www.roars.it/chi-ha-paura-della-liberta-lo-scudo-europeo-per-la-demo...> a Gaza nel 2023, e infine in occasione delle elezioni europee del 2024, culminando nell’enunciazione pubblica dell’EDS nel discorso di candidatura di Ursula von der Leyen per la presidenza 2024-2029 <https://enlargement.ec.europa.eu/news/statement-european-parliament-plenary-...>. Lungi dall’essere uno slogan elettorale, l’EDS è una “struttura dedicata” che riunisce una gamma estremamente articolata di strumenti, legislativi e non, tesi a mobilitare istituzioni, società civile e attori privati (/whole-of-government/ e /whole-of-society approach/, così la JOIN(2025) 791/final <https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/ALL/?uri=CELEX:52025JC0791>) per la “protezione della democrazia”. Parallelamente al consolidarsi dell’idea che la democrazia sia esposta a rischi crescenti (“Democracy cannot be taken for granted – it needs to be actively nurtured and defended”, COM(2020) 790 final <https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020DC0790>), ha fatto il suo ingresso nel lessico della Commissione la parola /resilienza/: inizialmente riferita alle infrastrutture critiche, essa è stata progressivamente estesa alla sfera sociale e politica. Sicché l’ultimo Strategic Foresight Report (2025) <https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/strategic-foresight/2025-st...> ha introdotto il concetto di “resilienza 2.0” come approccio “trasformativo, pro-attivo e lungimirante” da attuare in diverse aree strategiche, tra cui una “rafforzata democrazia”. “Quando le democrazie sono messe a dura prova, possono (e dovrebbero) ‘contrattaccare’”, osservano Bressanelli e Bernardi (2025)[ii] <https://www.roars.it/chi-ha-paura-della-liberta-lo-scudo-europeo-per-la-demo...>, sintetizzando la strategia europea. Registriamo che, sempre nel 2025, il Consiglio d’Europa (CdE) ha lanciato l’iniziativa“Un Nuovo Patto Democratico Europeo” <https://www.coe.int/en/web/new-democratic-pact-for-europe/home>, descritto nelle parole del segretario generale del CdE come un “/reset/” necessario per l’Europa. Uno Scudo per proteggere la democrazia… dalla democrazia? Il progetto dell’EDS, sotto la responsabilità del Commissario designato per la Democrazia, la Giustizia e lo Stato di Diritto (e Protezione dei Consumatori) <https://commission.europa.eu/document/download/907fd6b6-0474-47d7-99da-47007...>, riprende e sistematizza misure legislative e strumenti già presenti in diversi /package,/ tra cui lo European Democracy Action Plan (2020) <https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020DC0790>, che integra strumenti legislativi in ambito digitale quali il Digital Services Act (DSA, 2022) <https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32022R2065%5d> e l’AI Act (2024) <https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202401689>, e il Defence of Democracy Package (2023) <https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:d0c78e96-99c5-11ee-b164-0...>, dedicato alle interferenze straniere e alla trasparenza politica. [...] continua qui: https://www.roars.it/chi-ha-paura-della-liberta-lo-scudo-europeo-per-la-demo...