Ero su una collina, e di là vidi avvicinarsi il
vecchio, ma veniva come se fosse il nuovo.
BERTOLT BRECHT
La Commissione europea a novembre 2025 ha presentato ufficialmente lo Scudo europeo per la democrazia (European Democracy Shield, EDS – JOIN(2025) 791/final): un insieme di “misure concrete per rinforzare, proteggere e promuovere democrazie forti e resilienti in tutta l’UE” in risposta alle minacce, interne ed esterne, di “manipolazione dell’informazione e disinformazione”. Si tratta dell’ultima tappa di un processo avviato oltre un decennio fa, quando una serie di shock (geo)politici (la crisi ucraina e l’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014, la Brexit e l’elezione di Donald Trump nel 2016) portarono al centro dell’agenda europea il tema della disinformazione online e delle interferenze malevole, domestiche e straniere. Questi temi hanno occupato l’agenda politica dell’Unione con enfasi crescente a partire dalla pandemia COVID-19, con lo scoppio della guerra in Ucraina nel 2022 e con l’escalation delle ostilità[i] a Gaza nel 2023, e infine in occasione delle elezioni europee del 2024, culminando nell’enunciazione pubblica dell’EDS nel discorso di candidatura di Ursula von der Leyen per la presidenza 2024-2029.
Lungi dall’essere uno slogan elettorale, l’EDS è una “struttura dedicata” che riunisce una gamma estremamente articolata di strumenti, legislativi e non, tesi a mobilitare istituzioni, società civile e attori privati (whole-of-government e whole-of-society approach, così la JOIN(2025) 791/final) per la “protezione della democrazia”.
Parallelamente al consolidarsi dell’idea che la democrazia sia esposta a rischi crescenti (“Democracy cannot be taken for granted – it needs to be actively nurtured and defended”, COM(2020) 790 final), ha fatto il suo ingresso nel lessico della Commissione la parola resilienza: inizialmente riferita alle infrastrutture critiche, essa è stata progressivamente estesa alla sfera sociale e politica. Sicché l’ultimo Strategic Foresight Report (2025) ha introdotto il concetto di “resilienza 2.0” come approccio “trasformativo, pro-attivo e lungimirante” da attuare in diverse aree strategiche, tra cui una “rafforzata democrazia”. “Quando le democrazie sono messe a dura prova, possono (e dovrebbero) ‘contrattaccare’”, osservano Bressanelli e Bernardi (2025)[ii], sintetizzando la strategia europea. Registriamo che, sempre nel 2025, il Consiglio d’Europa (CdE) ha lanciato l’iniziativa “Un Nuovo Patto Democratico Europeo”, descritto nelle parole del segretario generale del CdE come un “reset” necessario per l’Europa.
Il progetto dell’EDS, sotto la responsabilità del Commissario designato per la Democrazia, la Giustizia e lo Stato di Diritto (e Protezione dei Consumatori), riprende e sistematizza misure legislative e strumenti già presenti in diversi package, tra cui lo European Democracy Action Plan (2020), che integra strumenti legislativi in ambito digitale quali il Digital Services Act (DSA, 2022) e l’AI Act (2024), e il Defence of Democracy Package (2023), dedicato alle interferenze straniere e alla trasparenza politica.
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