On Tue, 22 Dec 2020 18:48:05 +0100 D. Davide Lamanna wrote:
Il cloud, come modello architetturale, è l'antitesi del software libero.
Wow! Che frase apodittica! Potresti spiegarla?
Semplicemente il cloud impedisce l'accesso al software in esecuzione, negando in un colpo le 4 libertà. Persino la zero, tecnicamente inalienabile persino per il software proprietario, viene meno. Non posso usare il software che il cloud sta eseguendo come voglio, non posso studiarlo, modificarlo né tanto meno ridistribuirlo. Non posso nemmeno sapere se sta eseguendo davvero il software che dichiara di eseguire e che non esegua software che NON dichiara. Eseguire un software su un computer inaccessibile sotto il controllo fisico di qualcun'altro può essere economico e comodo, ma di certo NON sicuro o libero.
Poi certo, un cloud pubblico come quello che proponesti al GARR sarebbe molto migliore di un cloud privato in mano ad una multinazionale straniera, soprattutto per le pubbliche amministrazioni.
E' esattamente il contrario! [...] La confusione viene dall'uso che facciamo in italiano...
No, nessuna confusione: io stavo proprio scrivendo in italiano! ;-) Pubblico: https://www.treccani.it/vocabolario/pubblico1/ Privato: "sottratto al pubblico" (:-D) Io sto dicendo che "il cloud", l'affidamento dei servizi informatici di una organizzazione cibernetica a terzi, ha senso SOLO fra soggetti pubblici. Questo semplicemente perché l'Italia è una, ed i suoi organi possono essere organizzati in modo più efficiente permettendo alcune specializzazioni. Così potrebbe essere razionale che la magistratura avesse il proprio cloud, così come il Parlamento, le forze dell'ordine o l'esercito. Costituirebbero ciascuno una rete di data center riservati ad una specifica funzione pubblica, ma affidarli a privati sarebbe folle. Per aziende, enti territoriali, scuole etc.. il cloud NON serve. Servono data center: stanze pulite e ben refrigerate piene di server gestiti da personale preparato e ben remunerato. Come nessun essere umano può andarsene in giro lasciando gestire ad altri il proprio sistema nervoso, così nessuna organizzazione cibernetica può affidare a terzi il proprio sistema informatico. Tanto meno a terzi che perseguono obiettivi propri (come la massimizzazione del profitto) che prima o poi prevarranno su quelli dell'organizzazione che vi si è affidata.
Ma non può costituire l'obiettivo ultimo. [...] E' un obiettivo importante e imprescindibile in questa fase storica.
Oggi è uno strumento imprescindibile, hai ragione. Se avessimo avuto l'infrastruttura che Giuseppe Attardi aveva proposto al GARR, milioni di studenti italiani non sarebbero stati profilati attentamente da Google, Microsoft e compagnia. Ma dovrebbe essere considerato come il gradino di una scala: è necessario, ma non può essere la destinazione. Giacomo