Su suggerimento dell'amministratore e su richiesta di alcuni che non sono riusciti a leggerla, riposto la mia email di stamani in formato testuale, anche a beneficio della consultabilità degli archivi. D. On 23/12/20 01:02, Giacomo Tesio wrote:
On Tue, 22 Dec 2020 18:48:05 +0100 D. Davide Lamanna wrote:
Il cloud, come modello architetturale, è l'antitesi del software libero.
Wow! Che frase apodittica! Potresti spiegarla? Semplicemente il cloud impedisce l'accesso al software in esecuzione,
Falso. Impedire l'accesso al software è una *scelta*, non un *requisito* del Cloud Computing. I fornitori di Public Cloud di fatto si comportano come dici tu. Per scelta. Ma io posso farmi il mio Private Cloud e dare accesso a tutto il codice sorgente, sia quello applicativo ospitato dalla mia cloud, sia quello infrastrutturale con cui ho costruito la mia cloud stessa. OpenStack, Kubernetes, Ansible, Docker, GitLab, sono tutti a codice sorgente aperto, ad esempio.
Eseguire un software su un computer inaccessibile sotto il controllo fisico di qualcun'altro può essere economico e comodo, ma di certo NON sicuro o libero.
Esatto. E' proprio per questo che il Public Cloud è il male assoluto, mentre il Private Cloud è una scelta di autonomia e di libertà.
Poi certo, un cloud pubblico come quello che proponesti al GARR sarebbe molto migliore di un cloud privato in mano ad una multinazionale straniera, soprattutto per le pubbliche amministrazioni. E' esattamente il contrario! [...] La confusione viene dall'uso che facciamo in italiano... No, nessuna confusione: io stavo proprio scrivendo in italiano! ;-)
Pubblico: https://www.treccani.it/vocabolario/pubblico1/ Privato: "sottratto al pubblico" (:-D)
Se parliamo di Cloud Computing, Public e Private hanno significati ben precisi, non possiamo usarne di altri senza fare confusione.
Io sto dicendo che "il cloud", l'affidamento dei servizi informatici di una organizzazione cibernetica a terzi, ha senso SOLO fra soggetti pubblici.
Il cloud NON è l'affidamento di servizi informatici a terzi. Quello è il Public Cloud. Il Private Cloud (che è sempre Cloud Computing) è una modalità di gestione dei propri assett fatta da se stessi. Anche io (e penso tutti e tutte qui) sono convinto che le organizzazioni, specialmente quelle pubbliche, dovrebbero gestire in proprio l'IT. Quello che aggiungo a quanto dici tu è: facciamolo in modalità cloud, Private Cloud. Godendo dei vantaggi del Cloud insieme a quelli del Free Software e della Privacy. Nel caso che riporti, quello in cui più organizzzazioni si dotano di una struttura cloud in proprio, come può essere l'ecosistema della PA, si parla di Community Cloud. Le parole sono importanti (cit.). A queste parole, corrispondono delle tecnologie molto sofisticate. E open, ovviamente.
Ma non può costituire l'obiettivo ultimo. [...] E' un obiettivo importante e imprescindibile in questa fase storica. Oggi è uno strumento imprescindibile, hai ragione. Se avessimo avuto l'infrastruttura che Giuseppe Attardi aveva proposto al GARR, milioni di studenti italiani non sarebbero stati profilati attentamente da Google, Microsoft e compagnia.
Certo. Tutti noi lo pensiamo questo. C'è un piccolo problema: quella infrastruttura non è sufficiente al fabbisogno delle scuole italiane, di almeno un paio di ordini di grandezza (stima fatta dal GARR stesso). Per questo stiamo suggerendo di estendere quella infrastruttura. Ci vogliono i denari. Tanti. E le competenze. Tantissime. Ciao, Davide