*Paura del web, da Boldrini ai blogger. “Ma in Usa ed Europa sono più liberali” */Politici italiani smarriti davanti ai commenti online, condanne per i commenti degli utenti, emendamenti che chiedono l'obbligo di rettifica anche per i siti non professionali e proposte di "controllo del web". Ma all'estero è diverso, tra responsabilità altrui e difesa del Primo emendamento/ di Eleonora Bianchini | 22 maggio 2013 Commenti lasciati sulle *bacheche* online che spingono i politici a riesumare emendamenti *ammazza-blog* <http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/intercettazioni-bavaglio-pdl-atta...> e piazze digitali equiparate più ad articoli di stampa che a una “piazza” virtuale. Responsabili di spazi web ritenuti colpevoli per commenti lasciati da altri. E se la persona offesa ricopre una *carica pubblica* cresce l’allarme e si ipotizzano anche norme più stringenti. Eppure in *Europa* come negli*Stati Uniti* c’è maggiore tolleranza sui contenuti online specie da parte dei politici e di chi è esposto mediaticamente, come dimostra anche una recente sentenza della *Corte europea* <http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/web-corte-europea-il-politico-dev...>. Nelle ultime settimane abbiamo assistito a una /escalation/ di preoccupazione nei confronti di ciò che può accadere in Rete. Prima la presidente della Camera *Laura Boldrini*, che a fronte di un fotomontaggio circolato online e alle minacce ricevute, ha ricordato il problema del “controllo del web” <http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/03/boldrini-minacce-online-e-norma-p...>. Poi *Piero Grasso*, seconda carica dello *Stato*, che sostiene la necessità di “avere delle leggi che colpiscano i reati commessi attraverso il web <http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/03/grillo-grasso-e-boldrini-e-legge-...>, di qualsiasi tipo: dall’insulto alla minaccia, dall’ingiuria alle cose anche più gravi”. Eppure le leggi ci sono già anche se, come ha sottolineato Boldrini, il problema sono i tempi della giustizia: troppo lunghi. [...] Continua qui: