Scusate, [2] era semplicemente un riferimento a questa mail di Giuseppe in risposta ad Antonio e me: <https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/mes...> (meglio leggibile nell'allegato html) Giacomo Il 14 Maggio 2026 13:01:27 UTC, Giacomo Tesio via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
Ciao Giuseppe, [...] Per questo nella definizione che hai definito semplicistica [2] avevo scritto "sono archivi compressi con perdita di sequenze testuali di cui è possibile decomprimere _approssimazioni_di_alcune_zone_ fornendo in input una sequenza testuale prossima a quelle presenti nei testi sorgente".
Le zone di attivazione non rappresentano "conoscenza acquisita", o "rappresentazioni astratte", bensì sequenze di token che si comprimono meglio insieme rispetto che separatamente.
In altri termini, non si tratta di "un effetto secondario del processo di ottimizzazione durante l’apprendimentonto", ma del meccanismo di funzionamento del processo di compressione con perdita di _sequenze_ di token in atto.
Giacomo
[1] non credo sia necessario citarlo esplicitamente, ma comunque è qui https://en.wikipedia.org/wiki/Attention_Is_All_You_Need