On 11/6/14 9:26 PM, la_zanna wrote:
Capisco le difficoltà e i dubbi più che legittimi, ma, *appoggiando **/teleologicamente/* la democrazia diretta e partecipata, non posso che pensare che /in prospettiva/ *si dovrà adottare un sistema di consultazione pubblica praticamente permanente*, che ovviamente è impraticabile con sistemi tradizionali.
[...]
Con questo /non/ voglio dire che irrilevante la certificazione dei votanti, come già sostenevo in questo post <https://www.airesis.it/blogs/78-blog-di-zanna/blog_posts/658-Certificazione-...>, ma che è inutile impazzire per eliminare agenti perturbanti quando questi non sono più significativi nel contesto generale."
Ciao Luca, condivido l'esigenza di sperimentare, ma ritengo che il "voto a distanza" non vada assolutamente preso in considerazione per elezioni politiche, in cui vengono elette cariche istituzionali. Questo poichè verrennero meno i seguenti requisiti: - Lo scrutinio deve potere essere ripetibile - L'operazione di scrutinio (ed eventuale ri-conta), la deve potere fare in modo un cittadino privo di alcun tipo di conoscenza specialistica Questi due requisti non sono soddisfatti da nessun sistema di "voto a distanza", quindi per cose importanti come "elezioni politiche" (o anche in cui c'è un impatto diretto sulle istituzioni) li considero eccessivamente rischiosi per la democrazia. -- Fabio Pietrosanti (naif) HERMES - Center for Transparency and Digital Human Rights http://logioshermes.org - http://globaleaks.org - http://tor2web.org - http://ahmia.fi