Egregi e gentilissime, riporto di seguito (non dopo averne richiesto e ricevuto assenso alla diffusione) le risposte che il Dott.Bellucci ha gentilmente e tempestivamente dato ad alcune mie domande contenute in una mail da me inviatagli tre giorni fa. Bellucci è il secondo candidato proposto, per così dire, "dalla rete" insieme a Quintarelli. Della posizione di Quintarelli avevamo avuto notizia tramite una sua intervista rilasciata alla stampa. Chi ha seguito il piccolo dibattito che quì è sorto, ricorderà di alcune considerazioni da me espresse in ordine al contenuto dell'intervista, in particolare al ruolo che emergeva dell'Agcom e del suo presidente come "asettico e apolitico tecnico con spazi di manovra limitati da decisioni politiche sovraordinate" Di segno opposto sono, invece, le risposte fornitemi dall'altro candidato Bellucci, il quale nel sottolineare il ruolo politico dell'Agcom, prefigura, per il suo eventuale mandato, il rafforzamento dell'Agcom come Autorità "pubblica", superando il ruolo dirimente dei soli interessi privati che l'Autorità ha avuto sinora, e configurandosi, invece, come soggetto istituzionale "terzo" tra cittadini e aziende. Adesso le due posizioni mi sembrano chiare e ringrazio personalmente nexa di avermi dato la possibilità di giungere a tale chiarimento considerato che non conoscevo (come la stragrande maggioranza dei cittadini) nessuno dei due candidati. Direi, se mi è consentita una riflessione, che siamo in presenza di due diverse rappresentazioni del concetto di libertà della "rete" (ma, essendo la rete uno degli ambienti della società, tale discorso può essere esteso all'insieme sociale più generale di cui fa parte). Libertà di intraprendere e libertà di "accesso alla partecipazione" Entrambe queste concezioni trovano la loro attuazione e diversificazione sostanziale nel diverso ruolo attribuito all'Istituzione pubblica. Nel primo caso l'Istituzione pubblica media tra interessi di "intraprendenti", nel secondo caso l'Istituzione pubblica media tra gli interessi degli "intraprendenti" e quelli degli "esclusi" affinché anche questi ultimi possano partecipare della "risorsa" in questione. A questo punto, nella scelta di appoggiare l'uno o l'altro candidato ognuno potrà valutare in base alla propria "reale" appartenenza all'una categoria degli "intraprendenti" o all'altra degli "esclusi". Ho visto che la petizione per Quintarelli ha raccolto migliaia e migliaia di adesioni. Mi chiedo: così tanti sono gli appartenenti alla categoria degli "intraprendenti"? Perchè, se così fosse, allora dovrei arrendermi all'evidenza di far parte di un'assoluta minoranza... Saluti Gianluca Giannelli Ecco il testo integrale della mail da me ricevuta dal Dott. Bellucci Egregio dott. Giannelli di seguito ecco le mie, concise, risposte alle Sue pregevoli domande. Avrebbero avuto bisogno di molto più tempo e precisione, ma sono ore concitate anche in virtù di ciò che è accaduto a Brindisi... Spero che queste mie poche parole la convincano a diventare un supporter attivo di una battaglia che non si fermerà certo con le nomine. Certo di una Sua attenzione Le invio i miei più cordiali saluti. Sergio Bellucci *Posso quindi passare direttamente alla richiesta di conoscere dal candidato in "pectore" quali sono le linee programmatiche che intende seguire in caso di nomina ovvero gradirei conoscere:* *-la sua "lettura" del ruolo, in termini di limiti e possibilità, del presidente dell'Agcom,* In primo luogo credo che l’AGCOM sia un punto nevralgico per due questioni centrali: la prima riguarda l’assetto democratico del paese, la seconda attiene al modello di sviluppo e alle prospettive per il lavoro e la vita. Per il primo punto l’assetto oligopolistico, il conflitto d’interessi, la mancata occasione del passaggio al digitale per aprire il sistema radiotelevisivo al pluralismo – tra le altre, tantissime, cose – sono stati dei veri e propri buchi neri dell’attività del passato. Per il secondo punto la mancata apertura del sistema delle TLC, voluta da una specifica volontà di mantenere gli investimenti effettuati sul digitale terrestre, sta facendo pagare al paese un prezzo enorme. Il ritardo digitale ci ha relegato nel “Sud Digitale” e ci impedisce sia di mantenere il passo della produttività, sia di sperimentare nuove forme del produrre e del consumare. C’è bisogno di nuove pratiche, di condivisione e cooperazione per usciere dalla crisi. Il passaggio al digitale deve essere utilizzato per questo. * * *-quali sono, a suo giudizio, le forze sociali in campo, quali i rispettivi interessi e gli appoggi di cui ciascuna gode in termini di parti politiche, personaggi di riferimento o aree di influenza, * * * Purtroppo fino ad oggi la nostra Autorità è stata il punto di mediazione degli interessi industriali. Invece di essere un punto “terzo” tra Cittadini e Aziende, lo è stato tra gli interessi industriali. Non è questo il ruolo di una Autorità pubblica. *-in quale direzione intende operare nella sua azione di regolamentazione di tali interessi.* * * Credo che ci siano ampi spazi legislativi e sociali, se venissero attivati dalle istituzioni, per rovesciare la logica e far entrare aria fresca dalle finistre… poi se il Parlamento nella prossima legislatura volesse fare le riforme necessarie, l’AGCOM sarebbe centrale nel processo. *E, chiedendo ancora scusa, saluto tutti cordialmente* *Gianluca Giannelli* *P.S. "per pietà"... sarebbe possibile limitare l'uso del concetto "bene comune"? avverto una certa "orticaria intellettuale" ogni qual volta ne vedo l'utilizzo in un contesto sociale, come l'attuale, caratterizzato da un pervasivo "individualismo e particolarismo" senza precedenti nella storia degli ultimi due secoli dell'occidente. Stessa reazione mi provoca l'uso di "democrazia diretta" che con "partecipazione" chiude il trittico dei concetti particolarmente in voga negli "ultimi" tempi. Sarebbe interessante un'ipotesi di incontro pubblico su questi temi, del tipo "partecipazione, democrazia diretta, bene comune nell'era "digitale": quale l'idea di società?""* Sul tema dei Beni comuni, concordando con Lei che il concetto sia stato utilizzato spesso in maniera inopportuna, Le segnalo che a breve uscirà un volume della Fondazione Basso con un mio contributo per una lettura della comunicazione come bene comune e che il 3 Giugno presso la festa di SEL a Roma faremo un incontro che potremmo chiamare proprio “*P**artecipazione, democrazia rappresentativa,democrazia diretta, bene comune nell'era "digitale"* . Sul tema del digitale e delle trasformazioni indotte, inoltre, ho diverse pubblicazioni dagli anni ’90 che possono essere anche acquistate in rete. 2012/5/18 <a.dicorinto@uniroma1.it>
Agcom, spunta il bocconiano le strategie per i 4 consiglieri In uno scenario parlamentare confuso ecco un nome per guidare l'Agcom. Angelo Marcello Cardani sarebbe l'uomo a cui Monti darebbe la presidenza per garantire l'efficacia e l'autorevolezza dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. I partiti si azzuffano e Berlusconi chiede garanzie. Ma la società civile vuole dire la sua *di ARTURO DI CORINTO*
http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/05/18/news/agcom_presidente-3540499... ********************** “The Net interprets censorship as damage and routes around it.” – John Gilmore
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