Come sempre leggendo in lista, mi pare che tutti abbiano buoni argomenti e buone ragioni. L'unica cosa che mi è venuta in mente, è una frase di Bobbio citata da Monica Senor in un suo articolo: "Non c’è né una libertà perduta per sempre né una libertà per sempre conquistata: la storia è un intreccio drammatico di libertà e oppressione, di nuove libertà cui fanno riscontro nuove oppressioni, di vecchie oppressioni abbattute, di nuove libertà ritrovate, di nuove oppressioni imposte e di vecchie libertà perdute" Norberto Bobbio, quando scrisse Eguaglianza e libertà non aveva idea di come sarebbe stato internet, e quell'art.19 "...cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere" è stato scritto nella dichiarazione universale nel 48. Non credo sia importante definire dogmaticamente nuovi diritti, ma garantire le nuove libertà contro le nuove oppressioni. C. Inviato da iPad2 Il giorno 05/gen/2012, alle ore 18:39, Stefano Beriozza <beriox@gmail.com> ha scritto:
ciao
certo internet è uno strumento, e gli strumenti in sé non hanno intenzionalità quindi come potrebbero garantire automaticamente qualcosa come dei diritti, che sono appunto stabiliti dalle persone a cui è destinato lo strumento? però è anche vero che già nel nome gli strumenti suggeriscono qualcosa sul loro utilizzo, in un certo senso, cioé: a lungo termine, c'è differenza nel garantire a tutti il possesso di un coltello o di una bomba, o di una connessione a inter-net (e la rete connette sì macchine, ma per servire persone, a che servirebbe internet senza la razza umana? internet è per le persone... come recita una famosa rfc, e dovrebbe anche appartenere alle persone...)? certo, si possono temere gli svantaggi dell'eccesso di trasparenza, prendiamo la censura attuata dai regimi autoritari, ma non è un buon motivo per fare passi indietro "nel buio", piuttosto per farli in avanti, nel senso: una trasparenza a livello globale nelle transazioni finanziarie impedirebbe corruzione, evasione, ricatti di mafie eccetera, quindi oltretutto è positiva "sia per governanti che governati", una trasparenza globale nelle decisioni politiche e quindi nel ragionare collettivo può solo diventare un bene per tutti (un po' per volta...), la trasparenza dell'essere (es. quel condividere ciò che si è) può migliorare il proprio carattere e quello collettivo, portando equilibrio a entrambi i livelli (individuale/collettivo) e minore ipocrisia/malessere. per me si ricorre alla privacy solo perché si ha paura dell'altrui incomprensione, o per paura che si scoprano dei propri fini che vanno contro al bene collettivo o di qualcuno in particolare, e ciò vale a livello di politiche statali così come politiche individuali (relazioni quotidiane, ecc). secondo me. non dico di diventare fanatici della trasparenza o che ne so impazzire e iniziare a girare nudi, le rivoluzioni possono degenerare se si applicano le cose d'un colpo e alla leggera... ma invece gradualmente e cercando tutti, insieme una persona per volta, pro/contro di tutto, continuamente, soluzioni ad ogni problema possibile, bé non credo serva commissionare studi per capire che ciò può portare solo bene. è come ha funzionato la scienza finora, o la storia dell'evoluzione umana (certo c'è anche involuzione). poi dipende dalle intenzioni di ognuno. comunque credo che internet stimoli questa partecipazione, come in un cervello collettivo, o come formiche, dai basta guardare l'open source, wikipedia, tutti quei siti tematici su ogni scibile umano, e cos'altro c'è... se l'umanità non è in grado di capire da tutto ciò che l'unione e la comprensione reciproca e atti tendenti a questo possono portarci sempre più benessere, ma proprio nessuno escluso! , boh non voglio neanche pensarci ! caspita, ben venga che ci sia internet come diritto, poi certo la cosa funziona se tutti si danno da fare per usarlo al meglio, e non mutilandolo via via.
ciao a tutti! (p.s. cmq non penso di aver detto cose "nuove")