il punto è che non esiste la mano invisibile: la mano è molto visibile, ed è quella degli stati nazione in conflitto tra loro. alcuni di questi sono forti, altri sono deboli. non credo che dopo Machiavelli sia molto sensato giudicare questo stato di cose utilizzando criteri di giudizio provenienti da altre sfere, come quella etica. si rischia di non vedere di cosa si sta parlando. dopodiché, mi pare ovvio che si esprimano preferenze per un assetto politico piuttosto che un altro anche in riferimento alle potenze egemoni... il razzismo endemico presente da sempre negli stati uniti, a parte il genocidio dei nativi americani, non ha dato esiti simili all'internamento di otto milioni di iuguri, come avviene oggi in Cina. e credo sia sensato esprimere un giudizio etico su tale pratica genocidaria. Il giorno mar 16 feb 2021 alle ore 14:13 D. Davide Lamanna < davide.lamanna@binarioetico.it> ha scritto:
On 16/02/21 12:37, Giovanni Biscuolo wrote:
(...)
L'economia assegna un valore alle cose e tale valore ha un'influenza totalizzante sulle azioni delle persone. Il fatto (innegabile) che l'informatica materiale e immateriale TUTTA ruoti intorno al generazione di prodotti predittivi da vendere sul mercato dei comportamenti futuri, significa che le azioni che le persone compiono sono comunque legate (più o meno direttamente) a questo centrale e, rafforzo, UNICO obiettivo.
Una volta la pensavo anche io così, poi ho alzato lo sguardo e mi sono fatto delle domande alle quali ancora non so rispondere, però ci sono persone che contestano, quasi sarcasticamente, il presunto primato dell'economia sulla politica, e non hanno mica poi tutti i torti a ben guadrdare:
https://www.limesonline.com/lapprofondimento-di-dario-fabbri-quanto-sono-pot...
Ho visto il video. Non mi è parso niente di eccezionale. Concetti consolidati dal tempo ed esempi piuttosto noti, di facile interpretazione. Tutto condivisibile, eh, tranne, se vuoi, la spocchia inutile del presentatore: sembra che stia per rivelarti il diciannovesimo segreto di Fatima...
É ovvio che ad un elevato potere geopolitico di una nazione corrisponda un'altrettanta ricchezza economica (più o meno concentrata nelle mani di pochi), le due cose sono altamente correlate ma il rapporto di causalità è tutt'altro che palese.
In altre parole: il capitalismo è transnazionale e le decisioni mica le prende la famigerrima "mano invisibile".
Ci può ripugnare, ma è così.
Si chiama imperialismo: ci può lasciare perplessi ma è così.
Non direi proprio perplessi. Si è perplessi quando si sente qualcosa di non noto o di controintuitivo.
A voler ben guardare, la natura stessa delle tensioni tra USA ed EU in merito alla privacy col GDPR e Scherms II [1] E in merito alla mancanza di adeguate misure antitrust è squisitamente POLITICA, altro che economica.
In altre parole: è un colossale abbaglio sostenere che il sistema di potere statunitense (presidente, congresso e apparati federali) sia succube dei GAFAM o qualsiasi acronimo ci sarà tra 20 anni.
Quale sarebbe l'esito di questa affermazione? Dovremmo smetterla di prendercela con i GAFAM e prendercela invece con gli USA? Il Grande Satana?
In generale non capisco come la diatriba tra analisi economica e geo-politica dovrebbe portare un beneficio al dibattito. La concentrazione di potere è sempre un problema. Entrambe le analisi sono utili.
Ciao, Davide
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Ing. D. Davide Lamanna - CTO
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