Grazie Giacomo, lo trovo molto utile per comprendere la posizione dei medici di famiglia in un momento così critico. E credo che questo articolo possa essere di complemento per avere qualche dato in più sul SSN. https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/covid-medici-di-base-tampo... Non metto in dubbio la complessità del sistema cibernetico, su cui non sono competente, ma che il SSN necessiti di riforma, questo sì. In primis, il contratto ibrido, nè da lavoro dipendente né indipendente che i MMG hanno conquistato. Non credo favorisca i cittadini... Ogni necessità dettata da emergenza, ogni innovazione sono inseriti nell'agenda della medicina di base come forme "di incentivo a singhiozzo"... Ricordo gli incentivi per l'acquisto del computer, quelli per il software e quelli per realizzare la cartella clinica... Possibile che si dovesse spezzare in componenti separate quelle azioni che portano ad un unico obiettivo: informatizzare i dati cartacei? E che ci siano voluti così tanti anni? Possibile che per ogni tampone ricevano dai 12 ai 18 euro? E i casi sociali segnalati ai MMG per un contatto siano incentivati con 3 euro ciascuno (con magri risultati)? Questo e altro oltre gli 86 euro pro-capite che ricevono in automatico? Sicuro che non vada ripensato il sistema creato nel 1978 e poi "aziendalizzato" (per così dire)? Esso non pare proprio in grado di rispondere all'emergenza per come è stato concepito, al di là di casi di corruzione e mala organizzazione. Io non credo si possa addebitare tutto ai famigerati "tagli alla sanità". Ha senso, per ogni emergenza o problema costituire nuove unità organizzative che palesemente non sembrano funzionare? E se contassimo di più sulle capacità dei singoli cittadini e delle comunità? Specie ora che abbiamo le tecnologie che lo permettono? Credo che i cittadini abbiano il diritto per ogni euro speso nella sanità, per la Covid-19 innanzitutto, specie con l'arrivo nel 2021 dei fondi del Recovery Fund - ad un aumento diretto del loro potere decisionale, ora sotto lo zero. E proprio sulla sovranità del dato personale credo si possa giocare questa carta. Suggerisco la lettura della proposta di Hardjono e Pentland del MIT 2019 "Data Cooperatives: Towards a Foundation for Decentralized Personal Data Management" https://arxiv.org/abs/1905.08819 I cittadini, sani e malati, sono in primis produttori di dati che acquistano valore a certe condizioni. Non "clienti", "utenti", "beneficiari" e... soprattutto non sono da interpretare solo come "costi"... Sono produttori di dati che vanno a finire in silos privati e pubblici al di fuori del loro controllo e con conseguenze altamente problematiche specie in tempi di Covid-19 (vedi l'appello per avere "dati aperti" che qualcuno ha condiviso su questa newsletter nei giorni scorsi). Ben venga una MG con ambulatori in cui si possa trovare anche uno specialista e fare esami di laboratorio (come in GB), e anche evitare di dover correre al PS, o chiamare la guardia medica o farsi ricoverare per il Covid-19 quando non necessario... Ma la realizzazione di qualsiasi nuova riforma dovrebbe dare ai cittadini un ruolo diretto, voce in capitolo nell'organizzazione che si intende creare. A partire dai dati ((scusate se lo ripeto). Dulcis in fundo, credo che l'Italia sia l'unico Paese al mondo ad aver creato istituzioni con poteri rappresentativi su base monotematica: le Regioni hanno per quasi unico tema della loro agenda la sanità. Forse è stato un grande errore. Confido che si possa porre rimedio a questo e ad altro grazie alla Covid-19, proprio per la sua funzione di evento cattura-attenzione e di accelerazione dell'innovazione. Un caro saluto, Vincenzo Giorgino PS: mi permetto di indicare il stio prendersicura.org per qualche esempio di auto-organizzzazione e co-produzione in questo campo, dalla produzione di mascherine, ai ventilatori, ai test, al vaccino... https://www.prendersicura.org/ Il giorno lun 9 nov 2020 alle ore 11:56 Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
Sperando di fare cosa gradita, riporto di seguito il testo di un comunicato stampa inviato dalla FIMMG Piemonte a diverse testate giornalistiche, nazionali e... non pubblicato da alcuna (per quanto ho potuto verificare).
Credo sia molto interessante per questa lista, in quanto evidenzia le criticità di un sistema cibernetico complesso modificato d'autorità ma senza una minima comprensione del suo funzionamento.
Giacomo __________
COMUNICATO STAMPA Torino, 7 novembre 2020
FIMMG PIEMONTE: ADESSO BASTA, LA REGIONE INVERTA LA ROTTA O LA MEDICINA GENERALE ANDRÀ’ AL COLLASSO
La FIMMG del Piemonte si fa interprete dell’indignazione espressa da tutta la categoria dei Medici di Medicina Generale, dopo le affermazioni dell’Assessore Icardi che ieri 6 novembre ha riversato la responsabilità dei gravi disagi legati al mancato approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali sui Medici di Famiglia; medici che dovranno gestire le conseguenze di un’ulteriore inefficienza del sistema dovendo riorganizzare i calendari per gli accessi in sicurezza dei propri assistiti, con ulteriore frustrazione dei medici e rabbia dei cittadini.
Ma questa è solo l’ultima delle gravi carenze strutturali che stanno rendendo insostenibile il nostro lavoro di ogni giorno. La Medicina Generale, unico servizio del territorio che non ha mai chiuso né riconvertito la propria attività garantendo l’assistenza a trecentosessanta gradi nonostante la grave crisi sanitaria, è prossima al collasso per il carico estenuante di compiti non dovuti, di cui altri avrebbero dovuto occuparsi.
È sotto gli occhi di tutti l’inefficienza dei SISP, cui la legge assegna tutte le funzioni di sorveglianza, di tracciamento dei contatti, di gestione tempestiva dei tamponi dalla prenotazione alla verifica degli esiti, nonché la necessaria disposizione dei provvedimenti di quarantena, funzioni svolte con ritardi tali da lasciare gli assistiti in attesa di risposte che sembrano non arrivare mai.
I Medici di Medicina Generale, per dare supporto ai propri pazienti abbandonati da un sistema che non regge, stanno facendo ben oltre il proprio dovere, richiedendo direttamente i tamponi, isolando i contatti, prenotando direttamente i test per la guarigione dei pazienti ormai asintomatici che diversamente resterebbero abbandonati nel loro isolamento senza fine, certificando una guarigione e un rientro in comunità che solo il SISP, se solo lo facesse, potrebbe decretare.
Ne consegue un carico lavorativo immenso per la gestione di un sistema del tutto inefficiente, con una piattaforma informatica che nelle intenzioni avrebbe dovuto snellire il lavoro, ma che nella realtà drammaticamente lo amplifica, poiché costellata di bug, rallentamenti, aggiornamenti che invece che migliorare la fruibilità la peggiorano, priva di automatismi che semplificherebbero ogni funzione, piattaforma su cui il medico per tutto l’arco della giornata tenta disperatamente di caricare dati, modificare anagrafiche obsolete, inserire sintomi già inseriti tre volte, prenotare tamponi su agende già esaurite, verificare uno per uno gli esiti dei tamponi in assenza di notifiche per quelli negativi, e poi di nuovo, da capo, per il paziente successivo, dal mattino alla sera, dal lunedì alla domenica.
Nel contempo la Medicina Generale sta portando avanti la più massiccia campagna antinfluenzale mai vista prima, sta seguendo attraverso gli strumenti dell’ADI Covid e delle USCA anche migliaia di pazienti a domicilio. Di fronte a tale realtà non resta più spazio per il principale compito della medicina generale, e cioè garantire una assistenza clinica ad una popolazione anziana e fragile, le cui patologie croniche e oncologiche non sono miracolosamente guarite di fronte al Covid ma che richiedono quotidiano ascolto e cura. Siamo prossimi al collasso: quanto potremo reggere ancora a questi ritmi?
Siamo pronti, da sempre, a fare i Medici assumendoci il ruolo clinico che ci è proprio, ma la Regione deve invertire la rotta e l’Assessore pretendere che le nostre richieste vengano soddisfatte dai Servizi di Igiene Pubblica, dal CSI e dai Laboratori, i veri ostacoli oggi ad una gestione efficace dell’emergenza che ancora non ha strabordato dagli argini del territorio solo grazie alla nostra azione vicariante.
Non sono arrivati gli stanziamenti per il personale e per la piccola tecnologia già richiesti durante la prima ondata, nessuna traccia concreta del tanto sbandierato potenziamento della medicina territoriale, a fatica arrivano supporti indispensabili come i DPI. Alla luce di ciò non solo ci aspettiamo una totale e completa revisione delle parole dell’Assessore Icardi, ma anche la solidarietà per una categoria lasciata sola nella bufera. _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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