lo trovo molto utile per comprendere la posizione dei medici di famiglia in un momento così critico. E credo che questo articolo possa essere di complemento per avere qualche dato in più sul SSN.
Non metto in dubbio la complessità del sistema cibernetico, su cui non sono competente, ma che il SSN necessiti di riforma, questo sì. In primis, il contratto ibrido, nè da lavoro dipendente né indipendente che i MMG hanno conquistato. Non credo favorisca i cittadini... Ogni necessità dettata da emergenza, ogni innovazione sono inseriti nell'agenda della medicina di base come forme "di incentivo a singhiozzo"... Ricordo gli incentivi per l'acquisto del computer, quelli per il software e quelli per realizzare la cartella clinica... Possibile che si dovesse spezzare in componenti separate quelle azioni che portano ad un unico obiettivo: informatizzare i dati cartacei? E che ci siano voluti così tanti anni?
Possibile che per ogni tampone ricevano dai 12 ai 18 euro? E i casi sociali segnalati ai MMG per un contatto siano incentivati con 3 euro ciascuno (con magri risultati)? Questo e altro oltre gli 86 euro pro-capite che ricevono in automatico?
Sicuro che non vada ripensato il sistema creato nel 1978 e poi "aziendalizzato" (per così dire)?
Esso non pare proprio in grado di rispondere all'emergenza per come è stato concepito, al di là di casi di corruzione e mala organizzazione. Io non credo si possa addebitare tutto ai famigerati "tagli alla sanità".
Ha senso, per ogni emergenza o problema costituire nuove unità organizzative che palesemente non sembrano funzionare? E se contassimo di più sulle capacità dei singoli cittadini e delle comunità? Specie ora che abbiamo le tecnologie che lo permettono?
Credo che i cittadini abbiano il diritto per ogni euro speso nella sanità, per la Covid-19 innanzitutto, specie con l'arrivo nel 2021 dei fondi del Recovery Fund - ad un aumento diretto del loro potere decisionale, ora sotto lo zero.
E proprio sulla sovranità del dato personale credo si possa giocare questa carta. Suggerisco la lettura della proposta di Hardjono e Pentland del MIT 2019 "Data Cooperatives: Towards a Foundation for Decentralized Personal Data Management" https://arxiv.org/abs/1905.08819
I cittadini, sani e malati, sono in primis produttori di dati che acquistano valore a certe condizioni. Non "clienti", "utenti", "beneficiari" e... soprattutto non sono da interpretare solo come "costi"... Sono produttori di dati che vanno a finire in silos privati e pubblici al di fuori del loro controllo e con conseguenze altamente problematiche specie in tempi di Covid-19 (vedi l'appello per avere "dati aperti" che qualcuno ha condiviso su questa newsletter nei giorni scorsi).
Ben venga una MG con ambulatori in cui si possa trovare anche uno specialista e fare esami di laboratorio (come in GB), e anche evitare di dover correre al PS, o chiamare la guardia medica o farsi ricoverare per il Covid-19 quando non necessario... Ma la realizzazione di qualsiasi nuova riforma dovrebbe dare ai cittadini un ruolo diretto, voce in capitolo nell'organizzazione che si intende creare. A partire dai dati ((scusate se lo ripeto).
Dulcis in fundo, credo che l'Italia sia l'unico Paese al mondo ad aver creato istituzioni con poteri rappresentativi su base monotematica: le Regioni hanno per quasi unico tema della loro agenda la sanità. Forse è stato un grande errore.
Confido che si possa porre rimedio a questo e ad altro grazie alla Covid-19, proprio per la sua funzione di evento cattura-attenzione e di accelerazione dell'innovazione.
Un caro saluto,
Vincenzo Giorgino