Caro Giacomo, un ultimo mio pensiero in merito a quello che scrivi, giusto per chiarire una cosa che ritengo importante Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes:
Caro Giovanni... ma LOOL ! ! ! :-D
On Wed, 23 Dec 2020 17:01:40 +0100 Giovanni Biscuolo wrote:
[...]
Sono così tecnocivici ed ambiziosi che, indipendentemente, li ho proposti su questa lista qualche ora dopo di te.
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2020-December/019596.html
Aggià che lo avevi scritto pure! Che testa che ho!
Non ho copiato, davvero! :-D
Oh peccato, vorrei tanto essere copiato :-D [...]
Il quarto punto è però l'aspetto più importante in questo dibattito FRA sostenitori del software libero.
Lo ripeto: il software libero, l'hardware libero o persino una rete libera possono essere condizioni necessarie ma non sufficienti per una società cibernetica libera.
Sono completamente d'accordo con te, nell'insistere sugli aspetti infrastrutturali non era assolutamente mia intenzione sminuire il ruolo fondamentale del livello L3-Edu del modello dell'arcobaleno della CDT [1]. Perdonatemi l'autocitazione ma IMHO c'è tanto bisogno di un modello di riferimento; a dirla tutta nel modello manca il livello L-1 (elle meno uno) aka "La macchina"... abbiamo già individuato la mancanza e rimedieremo in un prossimo futuro.
L'Educazione (storica E informatica) è invece CONDIZIONE NECESSARIA E SUFFICIENTE per realizzare una cibernetica libera.
Su questo non siamo d'accordo, secondo me (e gli altri due autori del libro), tutti i "bachi" dei livelli sottostanti si ripercuotono sui livelli superiori con effetto moltiplicatore "a salire", quindi L3 non è affatto sufficiente se i livelli sottostanti non "funzionano bene" (e oggi NON funzionano bene). Attenzione però che L3 è un livello *assai* particolare, Andrea Trentini informalmente lo chiama "livello pivot": è una sorta di leva di attuazione - o agente catalizzatore se volete - tra i livelli bassi L-1 (macchina) fino a L2 (access) e quelli alti da L4 (transparency) a L7 (democracy): se L3 funziona male, la relazione tra i livelli bassi e quelli alti funziona malissimo, quindi - per esempio - il livello decisionale L7 influirà _negativamente_ sui livelli bassi (succede spesso, prendete ad es. i DRM). Quindi sì: L3 aka Educazione è NECESSARIA affinché funzioni bene la relazione tra tecnologia e cittadinanza... è per questo che definisco la situazione come un cul de sac :-O Senza dubbio ci vogliono adeguate politiche per tutti i livelli da L-1 a L3 compreso :-D
Perché quando gli italiani saranno capaci di sviluppare, modificare, debuggare il software che gli serve, non accetteranno di poter fare niente di meno.
Solo allora VORRANNO reti che gli permettano di esprimersi liberamente. Solo allora VORRANNO hardware che possono ispezionare personalmente. Solo allora VORRANNO software che possono modificare e ridistribuire.
Quello che cerco di dire è che non dovremmo aspettare che sia la maggioranza dei cittadini a volere tutte e tre queste cose, altrimenti c'è il serio rischio che ci arriveremo troppo tardi. L'ecosistema "infrastrutturale" digitale impatta pesantemente sui livelli alti della cittadinanza, cercare di sistemare i livelli alti con una infrastruttura/ecosistema digitale - analogo dell'universo fisico con le sue leggi, ma programmate da qualcuno - altamente tossico come quello attuale la trovo un'impresa disperata. Mi piacerebbe che qualcuno che opera nei/sui livelli alti della cittadinanza si renda conto che è necessario un salto di qualità delle politiche in materia di tecnologie digitali *senza* che sia necessaria una pressione "dal basso" di adeguata portata per essere contata come volontà popolare: chiedo troppo? Mi piacerebbe che il mondo accademico, che opera a livello L3 ed è molto ascoltato "ai piani alti", riuscisse ad elaborare un piano organico per infrastrutture digitali (hardware, software, rete) sulla base dell'analisi della situazione attuale e dello stato dell'arte in ciascuno dei livelli, proponendo soluzioni che impediscano gli abusi ai quali abbiamo assistito fino ad oggi. In fondo è scienza, non dovrebbe essere poi così complicato (complesso sì, ma non complicato). [...]
E' questo l'obiettivo strategico che vi sto proponendo.
Un obiettivo ambizioso, ma raggiungibile.
Sì è anche più ambizioso dei tre punti dai quali sono partito ed è esattamente per questo che vale la pena darselo come obiettivo da raggiungere! Grazie Giacomo. Ciao, Giovanni. [1] https://archive.org/details/cittadinanza-digitale-tecnocivismo-libro/page/16... -- Giovanni Biscuolo