Molto chiaro.Grazie per aver condiviso le Sue considerazioni ed esperienze..e di aver offerto importanti spunti di riflessione.Cordialmente.C Inviato da smartphone Samsung Galaxy. -------- Messaggio originale --------Da: "Ing. Dino Bortolotto" <d.bortolotto@infotechsrl.it> Data: 06/03/20 16:19 (GMT+01:00) A: Nexa <nexa@server-nexa.polito.it> Oggetto: [nexa] Modelli economici x il trasporto digitale Salve, è molto che leggo questa interessante ed utile mailing list ma è la prima volta che scrivo quindi è opportuno che mi presenti, sono il presidente di Assoprovider la più numerosa associazione italiana di fornitori di accessi a reti di trasporto digitale e cioè di PMI delle TLC totalmente italiane e soprattutto totalmente auto-finanziate. Ho scorto diversi scambi riguardanti la diatriba tra infrastruttura in mano ai privati e infrastruttura in mano pubblica, come se queste fossero le uniche due opzioni sul terreno, entrambe partono dal presupposto che le infrastrutture debbano essere gestite, pianificate, finanziate SOLO ed esclusivamente in modo centralizzato. Peccato che si tratti di beni/erogati in modo geograficamente distribuito perché le utenze sono geograficamente distribuite e che di conseguenza debbano essere realizzati facendo uso di risorse geograficamente distribuite (attraversamento di spazi fisici, utilizzo di porzioni dello spettro elettromagnetico) ... e quindi con le infrastrutture, la produzione NON PUO' ESSERE DELOCALIZZATA, l'infrastruttura va costruita li dove si trova l'utilizzatore(ed il grosso dell'investimento è spesso in strutture EDILI costruite sul territorio dell'utente) Non saremmo ancora qui a parlare di digital divide da 20 anni se tutto fosse risolvibile a livello centralizzato. Fortunatamente per i cittadini non esiste un solo modello di infrastrutturazione (centralizzato) dove vi sia da decidere solo chi sia il proprietario (pubblico o privato) ma esistono modelli distribuiti di realizzazione delle infrastrutture che variano in funzione della densità di utenza ( o concentrazione geografica di utenze) cosi accade che se si abbandona l'ideologia centralistica (dominante e funzionale solo ad una certo tipo di finanza) e si scende sul campo si scopre che il medesimo servizio alle medesime condizioni economiche è erogato in una zona digital divisa da un soggetto che però ha caratteristiche economiche/organizzative totalmente diverse dai soggetti che da 20 non battono chiodo in quella stessa zona. Non è quindi di un futuro sogno utopico che sto parlando ma di una realtà che in Italia è rappresentata da circa 1000 imprese che attuano questo modello e danno il proprio servizio di connettività a circa 3 milioni di italiani e lo fanno con la MEDESIMA QUALITA' tecnologica delle big telco (scavano, posano ed accendono fibra, posano tralicci ed accendono base station) ed anche il resto dell'Europa è piena di soggetti con le MEDESIME caratteristiche e che NON sono una big telco ne necessitano in alcun modo di essere una big telco per erogare un servizio di trasporto di altissimo livello. Perché dico tutto questo? perché il vero ostacolo all'espansione di una infrastruttura che abbia tempi e servizi dettati dal territorio e non da ritorni finanziari ai soggetti centralizzati è collegato prima ancora che all'uso di denaro pubblico a soggetti privati tanto maggiore quanto maggiore è la dimensione del soggetto (che faccio MOLTA fatica a far conciliare con il concetto secondo il quale l'incremento di dimensione dell'azienda DETERMINEREBBE anche l'incremento di efficienza) ...ma è collegato all'utilizzo esclusivo (e quindi discriminatorio) di beni collettivi territoriali come ad esempio lo spettro elettromagnetico ... come dire che al paese X servirebbe un ponte (bene collettivo) e lo stato però effettua una gara che garantisce al soggetto Y l'esclusiva di costruire i ponti ovunque in Italia ma lascia libero Y (nei fatti) di decidere se costruire o meno il ponte nel paese X . Non sarebbe forse MOLTO più LIBERALE e da VERO LIBERO MERCATO e molto meno da capitalismo truccato che fosse il paese X a decidere se e quando costruire un ponte sul suo territorio e chi incaricare della costruzione? specie se oggi con l'evoluzione tecnologica non serve una azienda con 500 dipendenti per costruire l'infrastruttura ma un singolo individuo tecnicamente preparato? Lo stato italiano ha fatto una gara per l'assegnazione delle frequenze denominate 5G e l'assegnazione è stata ovviamente di tipo esclusivo sull'intero territorio Italiano ... pensate veramente che un qualsiasi operatore big telco andrà mai a piazzare una cella 5G in un paese con meno di 1000 abitanti? (in italia sono circa 2000 e quelli sotto i 2000 abitanti sono circa 6000) Non lo farà mai perché il modello di costi di una big telco implica che quella cella NON RITORNERA' mai dei costi sostenuti per gli apparati e per la gestione (CAPEX+OPEX), ma fortunatamente esistono soggetti italiani in grado di attivare celle che offrono i medesimi servizi con un profilo costi (CAPEX+OPEX) che possono arrivare ad essere un decimo di quelli della Big Telco ed il cui unico OSTACOLO è l'accesso a quelle frequenze in quel territorio. La gara per l'assegnazione delle frequenze 5G avrebbe anche previsto il principio "use it, lease it, loose it" (peccato che come al solito si sia enunciato il principio ma poi non si siano dettate le regole per applicarlo) il principio sostiene che un assegnatario se non utilizza le frequenze su di un territorio o le affitta oppure le perde. Tutto ciò determina maggiori costi per lo Stato? NO Tutto ciò determina una perdita economica per la Big Telco?NO, perchè l'operatore conduttore sarebbe ben disposto a pagare alla big Telco il costo di assegnazione delle frequenze ... circa 2 euro/abitante/anno e quindi per la Big Telco saremmo in presenza addirittura della riduzione del costo di accesso alle frequenze ... della cui esosità da esse stesse determinata si lamentano in continuazione nel tentativo di vedersi ritornare in modo diretto od indiretto dallo stato parte degli importi di gara (in gara dico che sono disposto a pagare 100 cosi tutti gli altri soccombono ma poi a gara finita pretendo di pagarne solo 50 perché altrimenti fallisco e sarebbe un problema per il paese se ciò accadesse) Perché non si fa? semplice perché dopo 30 anni che frequento questo settore (da dipendente, consulente, imprenditore) una cosa l'ho capita e cioè che alle grandi/grandissime aziende PRIMA ANCORA dei profitti e/o dei ricavi interessa il CONTROLLO TOTALE del mercato e potersi assicurare che non nascano competitori. Saluti Dino Bortolotto -- ------------------------------------------------------------------------ InfoTech S.r.l. |ph : +39 049 8703958 fax: +39 049 760153 Galleria Spagna, 28 |cell: +39 347 4577298 skype: dbortolo 35127 Padova |e-mail: d.bortolotto@infotechsrl.it ------------------------------------------------------------------------