Caro Giovanni... ma LOOL ! ! ! :-D On Wed, 23 Dec 2020 17:01:40 +0100 Giovanni Biscuolo wrote:
Vogliamo che i nostri figli siano cittadini di serie A in una società cibernetica libera, equa, democratica, plurale?
Allora dobbiamo avere un piano politico e culturale più coraggioso.
Perché secondo te quei tre punti della mia modestissima proposta non sono sufficientemente tecnocivici e ambiziosi?
Sono così tecnocivici ed ambiziosi che, indipendentemente, li ho proposti su questa lista qualche ora dopo di te. https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2020-December/019596.html Non ho copiato, davvero! :-D
Nelle tre modeste proposte ho _volutamente_ ignorato l'educazione perché volevo concentrarmi "solo" sugli elementi strategici infrastrutturali.
L'educazione è anche più importante, di sicuro, ma non può prescindere dall'analisi dello stato dell'arte dell'infrastruttura per capire cosa non funziona e deve essere migliorato... e per capirlo serve educazione informatica: siamo in un cul-de-sac :-O
Invece vorrei che noi ci contrentrassimo sull'Educazione perché: 1) nessuno si rende conto che la prima infrastruttura informatica di un Paese consiste nelle menti dei suoi cittadini! 2) l'educazione COSTA e la Scuola è una delle infrastrutture più strategiche di qualsiasi paese democratico 3) di aziende che propagandano l'equivalenza fra connettività (fibra e 5G) e "digitalizzazione" ce ne sono già tante e grosse, e certamente otterranno una bella fetta del recovery fund 4) il software libero, l'hardware libero o persino una rete pubblica e gratuita possono essere condizioni necessarie ma non sono assolutamente sufficienti per GARANTIRE una società cibernetica libera. Su 1 e 2, credo qui di sfondare un portone aperto. :-) Purtuttavia in un momento in cui la scuola pubblica viene smantellata videolezione dopo videolezione, credo sia FONDAMENTALE sottolinearne l'importanza STRATEGICA sia dal punto di vista economico che da quelli sociale, politico e militare. Su 3, il problema è che PRIMA di investire in connettività broadband, bisognerebbe avere un idea di come questa connettività verrà usata. Perché ad usi differenti, corrispondono investimenti differenti. Il quarto punto è però l'aspetto più importante in questo dibattito FRA sostenitori del software libero. Lo ripeto: il software libero, l'hardware libero o persino una rete libera possono essere condizioni necessarie ma non sufficienti per una società cibernetica libera. L'Educazione (storica E informatica) è invece CONDIZIONE NECESSARIA E SUFFICIENTE per realizzare una cibernetica libera. Perché quando gli italiani saranno capaci di sviluppare, modificare, debuggare il software che gli serve, non accetteranno di poter fare niente di meno. Solo allora VORRANNO reti che gli permettano di esprimersi liberamente. Solo allora VORRANNO hardware che possono ispezionare personalmente. Solo allora VORRANNO software che possono modificare e ridistribuire. Se l'Europa e l'Italia avessero il coraggio di investire sulla cultura (informatica e storica) della propria popolazione, diventerebbe la più grande Potenza Cibernetica del pianeta. Una Potenza che si fonda sulla libertà dei propri cittadini. Una Potenza intrinsecamente democratica. E' questo l'obiettivo strategico che vi sto proponendo. Un obiettivo ambizioso, ma raggiungibile. Giacomo