On 2026-05-05, antonio via nexa wrote:
This week I discovered the same pattern, executed by Google. Google Chrome is reaching into users' machines and writing a 4 GB on-device AI model file to disk without asking. The file is named weights.bin. It lives in OptGuideOnDeviceModel. It is the weights for Gemini Nano, Google's on-device LLM. Chrome did not ask. Chrome does not surface it. If the user deletes it, Chrome re-downloads it.
L'ha scoperto ora ma non è da ora che c'è quel file. Questa "pratica" è in essere dalla versione 124 di Google Chrome (Linux, Mac, Windows) e 142 di Chrome Android [1] quindi dal 16 aprile 2024. Comunque, anche Microsoft Edge dalla versione 132 (rilasciata a metà gennaio 2025) [2] usa la local AI, immagino con un file di "pesi" di dimensione simile (e via con i miliardi di utilizzatori in più e tonnellate di CO2).
Bravo, grazie! ...e la CO2 è proprio l'ultimo dei problemi. Chissà quante cose persone come l'autore del pezzo eco-clickbait "scopriranno" ancora in merito al software proprietario (figuriamoci poi quando a essete proprietario è l'intero sistema operativo a partire dal kernel). Tutti i dettagli, come al solito, sono qui: https://www.gnu.org/proprietary/all.html
A.
[1] https://chromeenterprise.google/policies/?policy=GenAILocalFoundationalModel... [2] https://learn.microsoft.com/en-us/deployedge/microsoft-edge-browser-policies...
Saluti, 380˚ P.S.: nessuna regola, direttiva, legge o costituzione sarà _pragmaticamente_ in grado di evitare che il software proprietario faccia queste cose; mai, mai, mai. (aka: dateci il codice sorgente o non ci possiamo fidare). -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»