Non c’è dubbio che servano più infrastrutture. Al GARR avevo sottoposto un piano molto ragionevole di sviluppo dell'infrastruttura cloud che prevedeva un bilancio di circa 7 milioni l’anno, che sono meno di un terzo del budget annuo del GARR. Budget: 7.000.000 €/year Personnel: 20 technical developers, 5 management and administration. 3.000.000 € Infrastructure: datacenters equipment, energy, air conditioning, maintenance. 4.000.000 €. Per mettere la cifra in prospettiva, ricordo che il CINECA riceve 240 milioni per il suo supercomputer, di cui 120 dal governo italiano. Con quella cifra si potrebbe realizzare una farm per servizi cloud da 120MW. L’esperienza maturata in quattro anni al GARR serviva a dimostrava che investendo in automazione e con un approccio federato, è possibile lo sviluppo di una piattaforma cloud mi grado di venire incontro ale esigenze della comunità di ricerca e formazione. L’approccio federato, consente la partecipazione e il coinvolgimento delle sedi, come già avviene per la rete, e una scalabilità adeguata. Una volta iniziato il percorso, lo sviluppo prosegue secondo le esigenze e l’evoluzione tecnologica. L’approccio federato è quello scelto anche da Gaia-X, l’iniziativa del governo tedesco per il cloud nazionale. — Beppe
On 12 Jun 2020, at 09:21, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote:
From: "D. Davide Lamanna" <davide.lamanna@binarioetico.it <mailto:davide.lamanna@binarioetico.it>> To: Frontiere Digitali <digitalfreedomweek@linux-club.org <mailto:digitalfreedomweek@linux-club.org>>, "Federico Leva (Nemo)" <nemowiki@gmail.com <mailto:nemowiki@gmail.com>>, Maria Chiara Pievatolo <mariachiara.pievatolo@unipi.it <mailto:mariachiara.pievatolo@unipi.it>> Cc: aisa.circuli@listgateway.unipi.it <mailto:aisa.circuli@listgateway.unipi.it>, nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>, "associazione@wikimedia.it <mailto:associazione@wikimedia.it>" <associazione@wikimedia.it <mailto:associazione@wikimedia.it>> Subject: Re: [nexa] [FrontiereDigitali] [Aisa.circuli] Teledidattica e GARR: un (piccolo?) enigma Message-ID: <027ffee1-67ba-74f5-fb3f-f583bc599ca9@binarioetico.it <mailto:027ffee1-67ba-74f5-fb3f-f583bc599ca9@binarioetico.it>> Content-Type: text/plain; charset="utf-8”
Me lo sono chiesto anche io. Sono un fan sfegatato di GARR, che ritengo una delle poche strutture in Italia (se non l'unica) in grado di rendere operative delle infrastrutture cloud-native degne di questo nome. L'infrastruttura OpenStack di GARR è stata costruita da 4 persone ed eroga risorse IT per 150 Kilowatt. Per servire le scuole ci vorrebbero infrastrutture da 32 Megawatt! Se non siamo in grado di far girare i nostri workload su nostro ferro, in stile Private Cloud, l'alternativa si chiama Google Cloud, Amazon Web Services e Microsft Azure. Con buona pace dell'indipendenza, della privacy, dell'autodeterminazione. Il Software Libero, senza infrastrutture su cui farlo funzionare, serve a poco. Negli USA hanno costruito le infrastrutture (usando OpenStack, appunto) e infatti negli USA il Software Libero è un asset fondamentale, non solo una questione di principio. Dobbiamo batterci e sbatterci per avere più infrastrutture.
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