Budget: 7.000.000 €/year
Personnel: 20 technical developers, 5 management and administration. 3.000.000 €
Infrastructure: datacenters equipment, energy, air conditioning, maintenance. 4.000.000 €.
On 12 Jun 2020, at 09:21, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote:From: "D. Davide Lamanna" <davide.lamanna@binarioetico.it>
To: Frontiere Digitali <digitalfreedomweek@linux-club.org>, "Federico
Leva (Nemo)" <nemowiki@gmail.com>, Maria Chiara Pievatolo
<mariachiara.pievatolo@unipi.it>
Cc: aisa.circuli@listgateway.unipi.it, nexa@server-nexa.polito.it,
"associazione@wikimedia.it" <associazione@wikimedia.it>
Subject: Re: [nexa] [FrontiereDigitali] [Aisa.circuli] Teledidattica e
GARR: un (piccolo?) enigma
Message-ID: <027ffee1-67ba-74f5-fb3f-f583bc599ca9@binarioetico.it>
Content-Type: text/plain; charset="utf-8”
>> Me lo sono chiesto anche io.
Sono un fan sfegatato di GARR, che
ritengo una delle poche strutture in Italia (se non l'unica) in
grado di rendere operative delle infrastrutture cloud-native degne
di questo nome.
L'infrastruttura OpenStack di GARR è
stata costruita da 4 persone ed eroga risorse IT per 150 Kilowatt.
Per servire le scuole ci vorrebbero infrastrutture da 32 Megawatt!
Se non siamo in grado di far girare i nostri workload su nostro
ferro, in stile Private Cloud, l'alternativa si chiama Google
Cloud, Amazon Web Services e Microsft Azure. Con buona pace
dell'indipendenza, della privacy, dell'autodeterminazione.
Il Software Libero, senza
infrastrutture su cui farlo funzionare, serve a poco. Negli USA
hanno costruito le infrastrutture (usando OpenStack, appunto) e
infatti negli USA il Software Libero è un asset fondamentale, non
solo una questione di principio. Dobbiamo batterci e sbatterci per
avere più infrastrutture.
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