Caro Prof. Meo, Ti ringrazio molto per il tuo contributo all’incontro di ieri sera, e per queste tue pertinenti osservazioni e fondati timori. Vorrei rassicurarti, e mi allineo con la risposta di Marco Conoscenti, ma sottolineando che la metodologia proposta dal Centro Nexa deve essere conforme alle Linee Guida sul riuso e dunque deve per forza prevedere il TCO ( il quale però è solo uno dei tanti criteri ). Link al pdf delle linee guida: https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizione... <https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizione...> Aggiungo: - come si evince dallo schema a pag. 10 e dettagli seguenti nelle pagine successive, la soluzione c.d. “Off the shelf” è prevista solo in Fase 3, ovvero laddove la Fase 2 non abbia individuato nessun software già presente nelle PA o nel mondo dell’Open Source. - Pag. 15-16: potrai apprezzare il ventaglio di criteri che si sommano al TCO, il quale deve sottostare ai vincoli di bilancio, quindi si ricade nel ragionamento riportato da Marco Conoscenti - Dalle slide e registrazione dell’incontro di ieri (https://nexa.polito.it/mercoledi-129 <https://nexa.polito.it/mercoledi-129>), si potrà evincere come è stato sottolineato la proposta di integrazione delle LG, che verte su criteri tecnici di qualità del software (secondo modello ISO 25010) e aspetti di contesto organizzato (in particolare le comunità di pratica): se accettate, il TCO avrà un ruolo ancora minore. Se invece il tuo punto è a priori, ovvero proprio nella presenza del TCO tra i criteri e nella possibilità di una Fase 3 con software proprietario, allora il nostro consiglio è di rivolgerti direttamente all’Agenzia per l’Italia Digitale, per sottolineare la tua posizione a riguardo. Ti ringrazio ancora, Un caro saluto, antonio -- Antonio Vetrò, PhD Habil. Assistant Professor (RTD-A) Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino Senior research fellow at: Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it/> FULL <https://full.polito.it/> | Future Urban Legacy Lab Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 Software Product and System Quality Member UNINFO <https://www.uninfo.it/> - Technical Commission on Software Engineering http://www.antoniovetro.it <http://www.antoniovetro.it/> Twitter: @phisaz <https://twitter.com/phisaz>
Il giorno 14 mag 2020, alle ore 15:17, Marco Conoscenti <mrconoscenti@gmail.com> ha scritto:
Caro Prof. Meo,
io mi sono occupato unicamente della parte pratica di questo lavoro, ossia -in termini concreti- ho tradotto in un foglio di calcolo la procedura di valutazione comparativa dei software, i cui criteri di valutazione sono già stati definiti nelle "Linee guida su acquisizione e riuso del software per la PA" di AgID [1]. Inoltre, non sono esattamente un esperto di questi temi.
Ciononostante, provo a dare una prima risposta alle tue perplessità.
Per quanto riguarda le dipendenze con il software proprietario, è sì un criterio di valutazione del software, ma ha un impatto negativo. Intendo dire che, in fase di valutazione di un software, maggiore è il numero di dipendenze che tale software ha con software proprietari, minore è il punteggio ottenuto dal software nella valutazione. Questo dovrebbe in qualche misura disincentivare l'adozione di software che abbiano dipendenze con software proprietari.
Per quanto riguarda invece il TCO, ammetto di non conoscere esattamente quali voci della bilancia commerciale vada ad impattare. Tuttavia, seguendo il modello che abbiamo formulato, immagino che il TCO di un software le cui licenze abbiano un costo nullo sia inferiore a quello di un software con licenze a pagamento; in questo modo, nella valutazione comparativa, il software con licenze a costo zero verrebbe preferito a quello con costi di licenza.
Certamente questa mia risposta non è esaustiva, e le tue domande meriterebbero approfondimenti che vadano al di là dei meri aspetti pratici della procedura di valutazione comparativa.
Un caro saluto,
Marco Conoscenti
[1] https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13... <https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13...> Il giorno gio 14 mag 2020 alle ore 13:48 Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it <mailto:meo@polito.it>> ha scritto: carissimi, ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto. Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia perplessità per le seguenti ragioni: 1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione riguarda "il numero di dipendenze dal software proprietario"? 2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"), famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia commerciale - e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio investimento. Io temo che il documento venga in futuro adottato come "relazione comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare scelte a favore di questo ultimo. Pertanto il proporrei due enendamenti: 1. Mai parlare di software proprietario. 2. Mai parlare di TCO. Scusate il mio fanatismo. Raf _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa> _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa