segnalo questo articolo in accesso aperto Selcen Ozturkcan et al., «Robotoid Humanness: When Selfhood Becomes Machine-Legible», /AI & SOCIETY/, 19 agosto 2026, 15, https://doi.org/10.1007/s00146-026-03299-w
human–AI interaction increasingly resembles a quasi-social encounter rather than a utilitarian interface... We introduce “robotoid humanness” to name an emergent drift in which consumers come to experience themselves as most fluent, correct, or socially viable when they become compatible with machine legibility, machine pacing, and machine logic ... users adapt their self-presentation toward what the system can readily parse and reward, tightening alignment over repeated encounters
in indiretta connessione con quello che ha scritto Marco Calamari:
come si svilupperà il comportamento di chi interagisce fin da neonato con una macchina senza usare comandi, interfacce, bottoni, ma interagendoci da pari a pari come con un essere umano o un animale? Se già l'utilizzo degli smartphone e delle interfacce ha reso magici e incomprensibili gli oggetti informatici e dell'IoT odierni per la maggior parte delle persone, perché le interazioni condizionanti dei /digital pet/ non dovrebbero riuscire a convincere, in maniera viscerale, gli attuali bambini a considerare questi oggetti dell'IoT come esseri umani? https://www.zeusnews.it/n.php?c=32434
Maurizio ------------------------------------------------------------------------ non credo a nessuna liberazione né individuale né collettiva che si ottenga senza il costo di un’autodisciplina, di un’autocostruzione, di uno sforzo italo calvino ------------------------------------------------------------------------ Maurizio Lana