Ciao Andrea, Io sono per la chiarezza al 100%. Il business model del motore di ricerca di Google è AdWords, ovvero un sistema pubblicitario basato sul collegamento delle chiavi di ricerca usate dagli utenti ad un messaggio pubblicitario. Non raccogliamo e trattiamo i dati degli utenti per monetizzarli ma per poter fornire servizi utili. La concorrenza è ad un click di distanza e l'unico nostro vero valore è la fiducia degli utenti, un approccio utilitaristico non avrebbe futuro. Sono d'accordo che si debba essere rispettosi dei vari ruoli e quindi delle indicazioni che ci arrivano dalle istituzioni, ma credo che questa sia la strada che stiamo percorrendo con attenzione e sensibilità. Penso infine che la sincerità e la convinzione in quello che facciamo sia un valore assoluto e nel momento in cui non credessi in quello che dico o scrivo farei prima di tutto un torto alla mia intelligenza ed integrità. E ti assicuro che non ho alcuna intenzione di farlo. Con stima profonda. marco PS David sono d'accordo con te ed a tendere è quello l'obiettivo del DLF; in altre parole, c'è ancora molto lavoro da fare. Ad onore del vero tutti i tool creati dal DLF sono disponibili nella Google Dashboard<https://www.google.com/dashboard/> . On Wed, Dec 15, 2010 at 4:44 PM, David Orban <david@davidorban.com> wrote:
Un ulteriore elemento penso rilevante è che ad oggi Data Liberation Front è un progetto 20% volontario di ingegneri che capita lavorino presso Google, ma non è un progetto ufficiale di Google.
Inoltre, come ha dimostrato l'esportazione dei dati di Facebook, la barra delle giuste pretese degli utenti si è alzata. Esportare il mero dato grezzo oggi non è più sufficiente, quando il valore è nella relazione tra i dati: il mio social graph, le informazioni di visualizzazione dei miei video su YouTube, ecc.
D
David Orban skype, twitter, linkedin, sl, etc: davidorban
2010/12/15 Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it>:
Caro Marco,
(tolgo un po' di liste che non conosco e a cui non sono iscritto)
On 12/15/2010 3:05 PM, Marco Pancini wrote:
Ciao Andrea, Una sola piccola precisazione: l'approccio di Google al trattamento dei dati personali degli utenti è finalizzato a fornire loro il massimo controllo e la possibilità di rientrarne in possesso con un solo click. La nostra iniziativa chiamata data liberation front <http://www.dataliberation.org/> va proprio in questa direzione.
Ti rispondo con molta simpatia e comprensione professionale.
Però cerchiamo di andare al di là delle relazioni pubbliche: l'approcio di Google al trattamento dei dati personali degli utenti è finalizzato a "monetarizzarli", come per altro è ben comprensibile per un'azienda con un "business model" come il vostro.
Dal mio punto di vista, ciò che fa Google con l'iniziativa Data Liberation Front è, per quanto riguarda i dati personali, uno sforzo da applaudire sonoramente - Google è molto più avanti di tante altre aziende - ma che, sempre dal mio punto di vista, è in linea con quanto richiesto in termini di accesso, rettifica, eliminazione etc dei propri dati personali dalla legislazione europea in materia.
Come dico ai rappresentanti di Google e di ogni altra azienda che viene a trovarci a Bruxelles (o, come succede il più delle volte, è già qui) è importante che ognuno svolga il suo ruolo (le autorità pubbliche non distorcano il mercato più del necessario, le aziende private non si ergano a legislatori "de facto") ma è anche importante parlarsi con una certa chiarezza e chiamare le cose con il proprio nome.
Ciao,
Andrea
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-- Marco Pancini European Senior Policy Counsel Google Italy Corso Europa, 2 20122 Milano, Italia Tel. +39 02 36618524 Cell. +39.348.9946222 pancini@google.com Follow me on Twitter: http://twitter.com/googlepolicyit This email may be confidential or privileged. If you received this communication by mistake, please don't forward it to anyone else, please erase all copies and attachments, and please let me know that it went to the wrong person. Thanks.