Caro Giovanni, i profeti di sventura bene che vada colgono il plauso di alcuni nei salotti buoni, essendo la versione colta dei complottisti. Non essendo io un profeta di sventura, ti dico qual è l’ipotesi che sto vagliando (sottolineo: è solo una vaga ipotesi d lavoro, seducente forse, ma pronta a essere smentita). La guerra con i due partner ostili è abbastanza improbabile (al di là del nervosismo mostrato oggi da Lavrov). Certo, si tratta di potenze messe piuttosto male, da vari punti di vista, e potrebbero voler tentare colpi di forza (Leggi Ucraina da un lato, Taiwan dall’altro) se non altro per saggiare le intenzioni dell’avversario. A questo certo la NATO si sta preparando – e non senza qualche preoccupazione: per fare un esempio, i missili Zirkon, o il sistema Avangard, costituiscono minacce da non sottovalutare, tanto per fare solo un paio di esempi. Ma qui, rispetto a un conflitto armato, vale il motto chi vivrà vedrà. Quel che invece sembra abbastanza sicuro è che la NATO si stia preparando a serrare le fila a livello di coesione culturale e ideologica. Niente di nuovo sotto il sole: sia Clausewitz che il maestro Sun dicono chiaramente che una guerra ha qualche chance di vittoria solo se si è uniti e coesi. Nuovi sono ora i metodi per ottenere tale coesione, visto che i meccanismi di controllo e di persuasione resi disponibili dalle tecnologie digitali sono potentissimi. Ora, la NATO non fa mistero del fatto che la campagna vaccinale si sta rivelando un test efficacissimo per verificare la propria capacità di intervento a livello di cognitive warfare: si tratta di vedere come effettuare il monitoraggio su scala amplissima delle voci ostili alla vaccinazione di massa obbligatoria, e pure di vedere in quanto tempo si riesce a rendere inefficaci tali voci dissenzienti. Ora, non entro nel merito dei contenuti espressi da tali voci – esempio: ma perché puntare solo sui vaccini? Perché non puntare anche sulle cure domiciliari con cortisone antibiotici e altro? Perché occultare a tutti i costi i casi avversi, che saranno anche pochissimi in termini percentuali, ma ci sono (non si è mai visto un farmaco sperimentale senza casi avversi, questo non fa eccezione, tacere la cosa per molti è però molto irritante e ingiusto)? Perché non dire che lockdown e i Green Pass, per quanto necessari in una fase emergenziale, sono in sé e per sé misure liberticide? Perché non dire quando si vorrà entrare in quella fase in cui col virus si convive pacificamente? Non azzardo risposte a tali domande. Ma credo sia importante chiedersi che ne sarà delle nostre democrazie, quale forma istituzionale assumeranno, se la potenza che guida il blocco a cui apparteniamo deciderà davvero di spingere la guerra cognitiva fino al punto da rendere impossibile la pensabilità di ogni dissidenza. La domanda è cruciale, mi pare, perché non credo sia auspicabile vivere in una democrazia che non si distingue dal nemico che vogliamo combattere. Ecco, in sintesi, la direzione verso cui credo si debba dirigere lo sguardo quando si parla della nostra vita immersa nell’infosfera. Giovanni Il giorno gio 2 dic 2021 alle ore 09:20 380° <g380@biscuolo.net> ha scritto:
Buongiorno Giovanni,
grazie mille per la segnalazione, ho una domanda (sotto)
Giovanni Leghissa <giovanni.leghissa@unito.it> writes:
vi giro un documento relativo ai risultati di una ricerca
il testo è disponibile anche in HTML qui:
https://www.epicentro.iss.it/ben/2021/2/conversazioni-vaccini-web-social-net...
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L’esitazione vaccinale viene definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come “ritardo o rifiuto della vaccinazione, nonostante la disponibilità di servizi vaccinali” (2) ed è considerata dall’OMS una minaccia per la salute globale (3). Negli ultimi anni la sovrabbondanza di informazioni presenti online sui vaccini, accompagnata spesso alla condivisione di dubbi, paure e fake news, ha avuto un ruolo importante nella riduzione della fiducia della popolazione nei confronti dei vaccini (4).[...]
La mappatura della conversazione online sui vaccini, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo, è uno strumento imprescindibile per comprendere la posizione degli utenti riguardo i vaccini, studiare le comunità coinvolte nel discorso e intercettare precocemente la diffusione di fake news, con l’obiettivo di controllare e contrastare la loro diffusione (5).
[...] due processi basati su algoritmi di machine learning: l’Influencer analysis e la Early-signal detection:
- l’Influencer analysis permette di individuare gli utenti più influenti e più attivi nella conversazione sui vaccini su Twitter, con lo scopo di monitorare i “nodi” cruciali delle comunità coinvolte, sia nelle comunità favorevoli ai vaccini, sia nella comunità dei no vax;
- l’Early-signal detection permette l’intercettazione di utenti che usano nuovi hashtag, quindi utenti nuovi al tema dei vaccini. L’hashtag (che si crea inserendo il tasto # davanti alla parola o frase desiderata, ad esempio, #vaccini oppure #iononmivaccino) è uno strumento che serve come aggregatore tematico su alcuni social network ed è stato introdotto da Twitter come segnale di parole chiave e per richiamare l’attenzione degli utenti su alcune parole o temi particolari. Il Visualization layer infine permette la visualizzazione dei risultati, rende le informazioni estrapolate comprensibili e le comunica in maniera semplice ma rappresentativa, in modo da poter comprendere più facilmente i dati visualizzati.
[...] È da sottolineare la natura sperimentale della piattaforma finora sviluppata, che costituisce una sorta di “pilota”, potenzialmente arricchibile con ulteriori funzionalità che potrebbero migliorarne la capacità di fornire dati d’interesse (come, ad esempio, la posizione degli utenti nei confronti dei vaccini).
Una piattaforma come questa può avere diversi tipi di impatto sulle attività di sorveglianza dei programmi vaccinali, e in particolare sulle attività di comunicazione istituzionale con il pubblico.
[...] Una funzionalità aggiuntiva della piattaforma, che al momento è in corso di sviluppo, è relativa all’utilizzo di tecniche di intelligenza artificiale, basate su metodiche avanzate di analisi del linguaggio naturale, per la classificazione automatica della posizione nei confronti dei vaccini espressa nei tweet. [...] in particolare:
- intercettazione precoce degli argomenti di interesse;
- intercettazione precoce di paure;
- intercettazione precoce delle fake news;
- sorveglianza degli utenti più coinvolti nella diffusione di disinformazione;
- identificazione degli utenti in grado di diffondere più efficientemente messaggi di promozione delle vaccinazioni;
- misurazione in tempo reale della portata e dell’efficacia di eventuali campagne di comunicazione.
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a parte il marketing, il punto dirimente è la "sorveglianza degli utenti..."
volta a monitorare gli umori degli utenti del social media in materia vaccinale trovo che qui si aprano prospettive inquietanti,
posso chiedere quali sarebbero queste (nuove?) prospettive secondo te?
soprattutto se si mette in relazione tale rilevamento di paure relative ai vaccini con i programmi NATO relativi alla cognitive warfare (mando qui un link in merito)
https://www.act.nato.int/articles/innovation-challenge-2021-2-countering-cog...
quindi il controllo MILITARE niente po' po' di meno delle MENTI attraverso la somministrazione di informazioni e notizie, perché siamo in perenne stato di guerra (con noi stessi), come candidamente ammesso anche da Mario Monti [1]?
Ho letto una frase azzeccata recentemente: «la mia libertà finisce dove inizia la tua paranoia»
Saluti, 380°
[1] https://www.huffingtonpost.it/entry/mario-monti-la-liberta-di-parola-e-le-te...
-- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.