l'economia, nella società interconnessa digitale, cambia le modalità della produzione di valore ma, senza affermazioni di diritti e i conflitti necessari, non migliora di per sé gli aspetti di giustizia sociale Fiorello ________________________________ Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di J.C. DE MARTIN Inviato: lunedì 26 settembre 2011 7.19 A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: [nexa] Wu Ming 1 sullo sfruttamento digitale Written on 26/09/2011 at 6:45 am by Wu Ming <http://www.wumingfoundation.com/giap/?author=1> Feticismo della merce digitale e sfruttamento nascosto: i casi Amazon e Apple <http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=5241> La settimana scorsa The Morning Call, un quotidiano della Pennsylvania, ha pubblicato una lunga e dettagliata inchiesta <http://www.mcall.com/news/local/mc-allentown-amazon-complaints-20110917,0,79...> - intitolata Inside Amazon's Warehouse - sulle terribili condizioni di lavoro nei magazzini Amazon della Lehigh Valley. Il reportage, risultato di mesi di interviste e verifiche, sta facendo il giro del mondo ed è stato ripreso dal New York Times e altri media mainstream. Il quadro è cupo: - estrema precarietà del lavoro, clima di perenne ricatto e assenza di diritti; - ritmi inumani, con velocità raddoppiate da un giorno all'altro (da 250 a 500 "colli" al giorno, senza preavviso), con una temperatura interna che supera i 40° e in almeno un'occasione ha toccato i 45°; - provvedimenti disciplinari ai danni di chi rallenta il ritmo o, semplicemente, sviene (in un rapporto del 2 giugno scorso si parla di 15 lavoratori svenuti per il caldo); - licenziamenti "esemplari" su due piedi con il reprobo scortato fuori sotto gli occhi dei colleghi. E ce n'è ancora. Leggetela tutta, l'inchiesta. Ne vale la pena. La frase-chiave la dice un ex-magazziniere: "They're killing people mentally and phisically." A giudicare dai commenti in rete, molti cadono dalle nuvole, scoprendo soltanto ora che Amazon è una mega-corporation e Jeff Bezos un padrone che - com'è consueto tra i padroni - vuole realizzare profitti a scapito di ogni altra considerazione su dignità, equità e sicurezza. Come dovevasi sospettare, il "miracolo"-Amazon (super-sconti, spedizioni velocissime, "coda lunga", offerta apparentemente infinita) si regge sullo sfruttamento di forza-lavoro in condizioni vessatorie, pericolose, umilianti. Proprio come il "miracolo"-Walmart, il "miracolo"-Marchionne e qualunque altro miracolo aziendale ci abbiano propinato i media nel corso degli anni. Quanto appena scritto dovrebbe essere ovvio, eppure non lo è. Il disvelamento non riguarda un'azienda qualsiasi, ma Amazon, sorta di "gigante buono" di cui - anche in Italia - si è sempre parlato in modo acritico, quando non adorante e populista. The Morning Call ha rotto un incantesimo. Fino a qualche giorno fa, con poche eccezioni, i mezzi di informazione (e i consumatori stessi) accettavano la propaganda di Amazon senza l'ombra di un dubbio, come fosse oro colato. D'ora in poi, forse si cercheranno più spesso i riscontri, si faranno le dovute verifiche, si andranno a vedere eventuali bluff. Con il peggiorare della crisi, sembra aumentare il numero degli scettici. [...] Continua qui: http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=5241&utm_source=feedburner&utm_mediu... ciao, juan carlos