Cara Fiorella, 2013/8/1 fiorella de cindio <fiorella.decindio@unimi.it>
3. infine vorrei infine rispondere alla domanda di Andrea Glorioso che chiede
Sarei particolarmente interessato a capire come intendete affrontare le "considerazioni di scenario internazionale" che, probabilmente per deformazione professionale, ritengo siano di importanza primaria.
l'idea del workshop è nata nel corso dell'ultimo anno, nei numerosi incontri a cui ho avuto la fortuna di partecipare su questi temi, che mostrano un grande fermento e la possibilità che l'Italia sia un laboratorio per capire come migliorare l'esercizio della democrazia (non solo) nel nostro Paese nel "secolo della rete": capire attraverso la sperimentazione consapevole, imparando dall'esperienza, scoprendo cosa funziona e cosa no. Con metodo scientifico e competenze multidisciplinari. Imparando, senza complessi di inferiorità, anche dalle esperienze straniere.
Avevo tanti nomi e disponibilità dall'estero, e un budget che impone una scelta difficile. Caduta su Doug Schuler, con cui condivido da quasi vent'anni l'impegno a usare la rete per "liberare le voci" (dal titolo del suo utlimo libro "Liberating Voices", MIT Press, 2008) di chi non l'ha, pensando che ci si debba "sporcare le mani" sviluppando software. Almeno negli invited ci tenevo alla parità di genere e allora ecco Anna de Liddo, una giovane, entusiasta ricercatrice che dalla natia Puglia è arrivata al Knowledge Management Institute della Open university, dove studia software di visualizzazione della argomentazione. Un aspetto che le piattaforme software che esamineremo il sabato ancora non includono, ma che, se venissero usate massicciamente, dovrebbero considerare. Insomma, una finiestra sul futuro.
Grazie mille per la tua reazione, per i chiarimenti e per le ulteriori informazioni. Solo per evitare malintesi, la mia domanda non implicava un qualsivoglia dubbio sulla portata internazionale del seminario e/o dell'iniziativa. Volevo piu` che altro capire se le riflessioni e le attivita` che state portando avanti in Italia sono collegate a simili iniziative in Europa (al di la` dei casi noti come Liquid Feedback). O, detto in altri termini, credo sarebbe utile avere una risorsa (online) che cataloghi le differenti iniziative in questo ambito. La Commissione finanzia un "portale" (si`, usiamo ancora questo termine!) chiamato ePractice (http://epractice.eu/) e mi chiedo se qualcosa di simile esista per gli esperimenti di "e-democracy" (e perdonate ancora l'uso del suffisso "e-", da veri hipster quasi quanto "portale" :). Ciao, Andrea