eh, sono in parte d'accordo con te Giacomo, ma se entriamo nel tema "semantica" non ne usciamo più... :-) Per molti, la semantica del linguaggio è semantica distribuzionale. Tra i più autorevoli sostenitori ci sono 2 amici italiani, Marco Baroni e Alessandro Lenci, che nel 2020 hanno vinto il Test-of-Time Award della Association for Computational Linguistics per il loro paper del 2010 “Distributional Memory: A General Framework for Corpus-Based Semantics” pubblicato nella rivista internazionale Computational Linguistics (2010). Devo anche ricordare che il prof Attardi è stato tra i primi a lavorare sulle reti neurali. C'erano delle buone premesse in Italia, poi evidentemente qualcosa è andato storto . AB On Fri, May 8, 2026 at 2:31 PM Giacomo Tesio via nexa < nexa@server-nexa.polito.it> wrote:
Ciao Andrea,
8 Mag 2026 12:57:21 Andrea Bolioli via nexa <nexa@server-nexa.polito.it>:
In generale, nei sistemi GenAI ci sono componenti preponderanti di neural networks ma anche componenti software deterministice.
L'importante è ricordare che la relazione fra output e input è statistica, non semantica.
In altri termini, l'output di un LLM cui è stato richiesto un riassunto non corrisponderà ad una sintesi del testo da riassumere, ma ad una sequenza di parole correlata statisticamente a quelle del documento come lo erano nei testi compressi nel LLM.
Un tale output può essere utile[1], come dice Stefano, solo quando è consumato da un essere umano che ha già letto il testo da riassumere: usato come bozza di partenza da ripulire e integrare prima di condividerla con altri esseri umani.
Ma usare tale output senza leggere il testo da riassumere significa non avere idea di cosa ci sia scritto.
Giacomo [1] "utile" qui in senso lato: l'utilità al netto dei costi (economici, ecologici, etc) rimane molto negativa.