[nexa] FIMMG Piemonte: Adesso basta, la Regione inverta la rotta o la medicina generale andrà al collasso

Giacomo Tesio giacomo at tesio.it
Mon Nov 9 11:56:25 CET 2020


Sperando di fare cosa gradita, riporto di seguito il testo di
un comunicato stampa inviato dalla FIMMG Piemonte a diverse testate
giornalistiche, nazionali e... non pubblicato da alcuna (per quanto ho
potuto verificare).


Credo sia molto interessante per questa lista, in quanto evidenzia
le criticità di un sistema cibernetico complesso modificato
d'autorità ma senza una minima comprensione del suo funzionamento.


Giacomo
__________

                      COMUNICATO STAMPA
                  Torino, 7 novembre 2020


FIMMG PIEMONTE: ADESSO BASTA, LA REGIONE INVERTA LA ROTTA O 
LA MEDICINA GENERALE ANDRÀ’ AL COLLASSO

La FIMMG del Piemonte si fa interprete dell’indignazione espressa da
tutta la categoria dei Medici di Medicina Generale, dopo le
affermazioni dell’Assessore Icardi che ieri 6 novembre ha riversato la
responsabilità dei gravi disagi legati al mancato approvvigionamento
dei vaccini antinfluenzali sui Medici di Famiglia; medici che dovranno
gestire le conseguenze di un’ulteriore inefficienza del sistema dovendo
riorganizzare i calendari per gli accessi in sicurezza dei propri
assistiti, con ulteriore frustrazione dei medici e rabbia dei
cittadini.

Ma questa è solo l’ultima delle gravi carenze strutturali
che stanno rendendo insostenibile il nostro lavoro di ogni giorno. La
Medicina Generale, unico servizio del territorio che non ha mai chiuso
né riconvertito la propria attività garantendo l’assistenza a
trecentosessanta gradi nonostante la grave crisi sanitaria, è prossima
al collasso per il carico estenuante di compiti non dovuti, di cui
altri avrebbero dovuto occuparsi.

È sotto gli occhi di tutti l’inefficienza dei SISP, cui la legge
assegna tutte le funzioni di sorveglianza, di tracciamento dei
contatti, di gestione tempestiva dei tamponi dalla prenotazione alla
verifica degli esiti, nonché la necessaria disposizione dei
provvedimenti di quarantena, funzioni svolte con ritardi tali da
lasciare gli assistiti in attesa di risposte che sembrano non arrivare
mai.

I Medici di Medicina Generale, per dare supporto ai propri
pazienti abbandonati da un sistema che non regge, stanno facendo ben
oltre il proprio dovere, richiedendo direttamente i tamponi, isolando i
contatti, prenotando direttamente i test per la guarigione dei pazienti
ormai asintomatici che diversamente resterebbero abbandonati nel loro
isolamento senza fine, certificando una guarigione e un rientro in
comunità che solo il SISP, se solo lo facesse, potrebbe decretare.

Ne consegue un carico lavorativo immenso per la gestione di un sistema
del tutto inefficiente, con una piattaforma informatica che nelle
intenzioni avrebbe dovuto snellire il lavoro, ma che nella realtà
drammaticamente lo amplifica, poiché costellata di bug, rallentamenti,
aggiornamenti che invece che migliorare la fruibilità la peggiorano,
priva di automatismi che semplificherebbero ogni funzione, piattaforma
su cui il medico per tutto l’arco della giornata tenta disperatamente
di caricare dati, modificare anagrafiche obsolete, inserire sintomi già
inseriti tre volte, prenotare tamponi su agende già esaurite,
verificare uno per uno gli esiti dei tamponi in assenza di notifiche
per quelli negativi, e poi di nuovo, da capo, per il paziente
successivo, dal mattino alla sera, dal lunedì alla domenica.

Nel contempo la Medicina Generale sta portando avanti la più massiccia
campagna antinfluenzale mai vista prima, sta seguendo attraverso gli
strumenti dell’ADI Covid e delle USCA anche migliaia di pazienti a
domicilio. Di fronte a tale realtà non resta più spazio per il
principale compito della medicina generale, e cioè garantire una
assistenza clinica ad una popolazione anziana e fragile, le cui
patologie croniche e oncologiche non sono miracolosamente guarite di
fronte al Covid ma che richiedono quotidiano ascolto e cura. Siamo
prossimi al collasso: quanto potremo reggere ancora a questi ritmi?

Siamo pronti, da sempre, a fare i Medici assumendoci il ruolo clinico
che ci è proprio, ma la Regione deve invertire la rotta e l’Assessore
pretendere che le nostre richieste vengano soddisfatte dai Servizi di
Igiene Pubblica, dal CSI e dai Laboratori, i veri ostacoli oggi ad una
gestione efficace dell’emergenza che ancora non ha strabordato dagli
argini del territorio solo grazie alla nostra azione vicariante.

Non sono arrivati gli stanziamenti per il personale e per la piccola
tecnologia già richiesti durante la prima ondata, nessuna traccia
concreta del tanto sbandierato potenziamento della medicina
territoriale, a fatica arrivano supporti indispensabili come i DPI.
Alla luce di ciò non solo ci aspettiamo una totale e completa revisione
delle parole dell’Assessore Icardi, ma anche la solidarietà per una
categoria lasciata sola nella bufera.


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