[nexa] Stanford Professor: Data Indicates We’re Severely Overreacting To Coronavirus

Giacomo Tesio giacomo at tesio.it
Fri Mar 20 23:16:39 CET 2020


Ciao David,

è interessante sentirti in questa occasione.

On 20/03/2020, David Orban <david at davidorban.com> wrote:
> Evidentemente Ioannidis pubblica in base a informazioni che cambiano
> rapidamente.
>
> Gli inglesi hanno fatto dietrofront rispetto al proprio calcolo di
> darwinismo sociale, capendo che il costo politico sarebbe stato
> insostenibile.

Ioannidis sostiene che i dati epidemiologici di cui disponiamo sono
inaffidabili.

Attenzione, NON insufficienti, ma inaffidabili.

Vivo in Piemonte, in una città di medie dimensione e mia moglie vi
lavora come medico di medicina generale, per cui dispongo (mio
malgrado) di una prospettiva in qualche modo privilegiata sulla
gestione dell'epidemia.

In questo momento i test sul Covid-19 vengono effettuati SOLO sui
pazienti che presentano un grave deficit respiratorio SE sono state
scartate tutte le altre possibili spiegazioni (ovvero sono non hanno
risposto ad altre terapie).
Non credo che su questa lista si debba spiegare come questo bias di
selezione alteri la qualità dei dati.

Ciò che forse sfugge è cosa accade alle persone che sono state
infettate dal corona virus, ma non sono eligibili ad un test.
Ovviamente vengono trattati con farmaci sintomatici, ma non sono
sottoposti a quarantena, né vengono determinati i contatti stretti
(meno di un metro per più di 15 minuti) per richiederne la quarantena
fiduciaria.

Giusto oggi, una giovane paziente rientrata ieri sera dall'estero ha
contattato mia moglie: presentava molti dei sintomi tipici di questa
epidemia (fortunatamente in forma lieve) ed era stata a contatto con
un malato nel paese di provenienza. L'ASL non ha autorizzato comunque
il tampone (seguendo le direttive dell'unità di crisi, per quanto ne
sappiamo).
Questa ragazza vive con genitori e fratelli.

Di fronte ad una profilassi come questa, le statistiche sono
semplicemente inutili.

> Ho messo in contatto Ioannidis con Crisanti, che gli darà i dati grezzi dei
> test a tappeto di Vi Euganeo, dopo la pubblicazione su Nature. Infatti la
> Diamond Princess non è più l'unico caso di dati utili dal punto di vista
> statistico ed epidemiologico.

Certamente dati interessanti, ma invece che testare tutta la
popolazione, un approccio di semplice buonsenso sarebbe quello di
testare i malati che presentano sintomi compatibili (anche lievi) ed
in caso positivo, testare i contatti, isolandoli, se opportuno, per il
tempo necessario a rendere attendibile il test.

E' vero che potrebbero sfuggire dei contagiati, ma rimarremmo
nell'ambito dell'errore statistico, mentre oggi abbiamo la CERTEZZA
che sfuggano e non abbiamo idea di come quantificarli.

> I rischi di meccanismi economici complessi che non potranno ripartire
> facilmente cresce con l'allungarsi delle misure.

Non avrei mai immaginato di avere più fiducia nel mercato di te! :-D

Certamente ci saranno dei cambiamenti, ma non credo che agire
frettolosamente sia nell'interesse della collettività. Nelle emergenze
ci sono sempre sciacalli affaccendati a salvare la situazione. Ci sono
certamente grandissimi affari per chi si trova nel segmento giusto in
questo momento.

Basta guardare nelle nostre scuole.
Quante voci di ragazzi finiranno ad alimentare algoritmi di machine
learning? Quanti volti verranno usati per training di sistemi di
facial recognition?

> È certo a mio avviso, per esempio, che le linee aeree riceveranno aiuti
> statali in tutto il mondo per evitarne la bancarotta...
>
> Siamo ancora all'inizio del compito di sbrogliare la matassa.

Su questo hai assolutamente ragione.
Ma la fretta è cattiva consigliera. Come la paura.

E purtroppo ho l'impressione che c'è chi lavora per renderla più
grossa, la matassa. Più complicata.

Talvolta per incompetenza o ignoranza.
Più spesso per interesse.


Giacomo


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