[nexa] (no subject)

Giacomo Tesio giacomo at tesio.it
Wed Mar 18 17:36:15 CET 2020


http://www.paolomauri.it/come-i-francesi/

[...]

Allora vado ad approfondire e mi imbatto in un tweet del
corrispondente francese del ministero dell’innovazione che mi rimanda
ad una pagina in cui ricorda ai dipendenti pubblici che hanno a
disposizione due strumenti utili per il lavoro a distanza:

    una chat dedicata ai dipendenti statali: Tchat basata sul software
libero Riot
    una videoconferenza dedicata ai dipendenti statali, basata sul
software libero Jitsi

E allora il mio pensiero va a quello che propone il nostro ministero
dell’istruzione: una pagina in cui ha raccolto varie idee di soluzioni
di didattica a distanza in cui per esempio compaiono i due soliti noti
e manca la piattaforma per eccellenza nella formazione a distanza:
Moodle

Moodle ha alle spalle una ricchissima comunità, permette di creare e
di gestire corsi di tutti i tipi con gli strumenti utili per le
attività di didattica a distanza. È utilizzato da molte scuole
superiori, da università in Italia e nel mondo. La rivista Bricks ha
dedicato un numero intero per raccontare esperienze fatte con Moodle.

Non inserire Moodle, e anche altri servizi liberi utilizzabili nella
didattica a distanza, tra le risorse a disposizione delle scuole mi
sembra un errore enorme.

Andando a raccattare risorse gratuite prese dalle aziende è un po’
come se lo stato rinunciasse a costruirsi le scuole, le caserme, gli
uffici centrali e periferici e invece preferisse utilizzare in
comodato tutto in blocco da privati.

L’emergenza di questi giorni ha evidenziato, se ancora ce ne fosse
stato bisogno, che l’infrastruttura digitale è fondamentale per la
crescita e il progresso di un paese, e non mi sembra una buona idea
non dedicarci la progettualità, le risorse e l’impegno necessari senza
affidarsi a soluzioni chiavi in mano di aziende ma facendo ricorso a
strumenti liberi, per costruire servizi per il cittadino, liberi da
logiche commerciali.
_____

Fantastiche parole di Paolo Mauri.

Le sottoscrivo pienamente.

E' possibile. Se lo fanno i francesi, possiamo farlo anche noi.


Giacomo


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