[nexa] un piano per guarire dal "Digital SARS-CoV-2" (was Re: Microsoft Teams goes down as Europe starts working from home)

Giovanni Biscuolo g at xelera.eu
Mon Mar 16 18:19:37 CET 2020


Giacomo Tesio <giacomo at tesio.it> writes:

> https://www.grahamcluley.com/microsoft-teams-goes-down-as-europe-starts-working-from-home/

[...]

> As more and more businesses tell their workers not to travel into the
> office, and more schools switch to teaching pupils online, we’re
> likely to see more internet services stumble as they attempt to handle
> the sudden increased usage.

Molto, molto interessante: va considerato che l'Italia in occidente è
stata la prima ad adottare la misura della chiusura delle scuole e solo
in questi giorni altre nazioni in Europa (dentro e fuori l'Unione)
stanno adottando una misura simile e tra non molto negli USA faranno
altrettanto com molta probabilità.

In Italia, lo so dalla mia piccola esperienza familiare, credo che solo
in _questa_ settimana stiano realmente partendo le attività didattiche a
distanza, fino ad ora è stato "solo" un "giro di prova"; c'è
ragionevolmente da aspettarsi che anche nel resto dell'occidente la
dinamica sarà analoga.

Nella sola Italia ci sono più o meno 800K docenti e 7 milioni di alunni:
non tutti useranno gli stessi servizi e alcuni non ne useranno nessuno,
ma quando arriveranno tutti gli altri nel giro di qualche settimana "il
cloud" avrà un picco di utilizzo potenzialmente in grado di mettere in
crisi Google, Amazon e Trencent (che comunque non sarà coinvolta da
questo assalto) messi assieme... forse ne vedremo delle belle anche da
questo punto di vista (oltre quello sociale e sanitario intendo) :-D

[...]

> Ulteriore aggiornamento: io confermo che Microsoft Teams NON sta
> funzionando in questo momento per alcuni utenti. Per altri sì.

Dipende molto dal fenomeno di "relatività della rete" e non è escluso
che gli USA, dove stanno _fisicamente_ tutti 'sti servizi "in cloud",
decidano di mettere mano anche a quello rallentando opportunamente se
non segando del tutto alcune zone della rete... a proposito di "digital
divide" :-O

Detto in altre parole, non è detto che l'Italia tra due settimane sarà
ancora in grado di fare lezioni online o riunioni di telelavoro (le
connessioni ssh e le email forse ce le lasceranno ancora libere) :-D

> Si tratta di una delle tante idiozie che il coronavirus sta
> smascherando: il cloud dei GAFAM è centralizzato, e NON scala
> all'infinito, checché ne dica il marketing (cui qualsiasi ingegnere
> competente non darebbe alcun credito... ma cosa volete... è merce
> rara).
>
> I sistemi distribuiti, invece, scalano quanto serve.
> Ricordiamocelo.

Giacomo, scusa se mi permetto ma - sebbene i sistemi distribuiti
(federati) siano senza dubbio meglio dei sili dei quali stiamo parlando
- purtroppo nemmeno quelli sono una soluzione in grado di reggere perché
_non_ forniscono sufficiente scalabilità nello scenario che abbiamo di
fronte.

Scusa se mi ripeto ma il problema è di tipo architetturale, a Internet
(oltre ad altri seri difetti) _manca_ il "missing scalable distribution
layer" disegnato in questo schema:

https://secushare.org/img/stack-comparison.png

https://secushare.org/broken-internet#scalability

--8<---------------cut here---------------start------------->8---

The consequence of a missing generic scalability facility is that in
practice only commercial content delivery networks and cloud systems
can deliver this crucial property for popular adoption of any Internet
service.

--8<---------------cut here---------------end--------------->8---

La cosa _estremamente_ interessante di quanto sta accadendo in questa
emergenza è che *forse* nemmeno l'affermazione "only commercial [...]
cloud systems can deliver" è corretta, nonostante loro abbiamo a
disposizione ingenti risorse (soprattutto hardware ma anche di banda)
per _sopperire_ alla mancanza di quel "missing layer" di Internet:
questo significa che forse siamo per assistere alla più grossa crisi di
Internet della storia.

Comunque per adesso non se ne parla nemmeno di poter sostituire Internet
con una nuova rete architetturalmente sana quindi _per_ora_:

> Le scuole non hanno bisogno di Google Classroom, Edmodo, Teams, Zoom etc...
> Hanno bisogno di server in loco, in grado di supportare il carico
> necessario e non di più.
> (ed in grado di rappresentare un'infrastruttura informatica
> riconvertibile in casi di emergenza inattesi)

Sono d'accordo, questa dovrebbe essere la "fase 1" della guarigione da
"Digital SARS-CoV-2": sistemi il più possibile distribuiti e quindi più
resilienti, progettati con medio-basse esigenze di scalabilità (intendo
scalabilità di trasmissione in rete, eh ;-) ) in modo da essere grado di
svolgere dignitosamente il loro compito.

La "fase 2" secondo me è già molto ben progettata da GNUnet (tutto poi
può essere migliorabile): da quella si potrebbe costruire quello che
manca, partendo dai prototipi che già ci sono... ma serve un piano e
finanziamenti (con un ROI *privato* vicino allo zero).

Poi ci sarebbe la "fase 3" (da portare avanti anche in parallelo) che
riguarda l'affidabilità dei dispositivi... ma non voglio entrare troppo
nel tecnico in questo contesto.



Ciao, Giovanni

[...]




P.S.: non sono direttamente coinvolto in GNUnet, sono solo un
appassionato :-D

-- 
Giovanni Biscuolo

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