[nexa] (no subject)

Giovanni Leghissa giovanni.leghissa at unito.it
Tue Mar 10 19:17:37 CET 2020


rifarei la domanda - che va nella direzione di quanto scrissi qualche
giorno fa

Il giorno mar 10 mar 2020 alle ore 18:35 Enrico Nardelli <
nardelli at mat.uniroma2.it> ha scritto:

> Beppe
>
> non capisco, ma non ritieni che la democrazia sia in pericolo in caso di
> "asservimento come paria di una larga parte della popolazione"?
>
> Ciao, Enrico
>
> Il 10/03/2020 17:53, Giuseppe Attardi ha scritto:
> > I documenti citati sono di diversi anni fa.
> >
> > Ma ad esempio quello di Dean Baker conclude che si perderanno lavori a
> tutti i livelli e si augura che i professionisti blocchino l’avanzare delle
> tecnologie:
> >
> > In short, there is no reason to believe that technology has any inherent
> bias towards destroying less skilled jobs while enhancing demand for the
> most highly skilled. It is likely to destroy jobs in both areas, although
> it is entirely possible that the most highly paid professionals will be
> able to use their power to block technologies that threaten their
> livelihood, as they have largely done thus far.
> >
> > Non proprio una smentita alla perdita di lavoro.
> >
> > Secondo me i lavori distrutti saranno invece quelli del ceto medio
> mentre nasceranno lavoretti da Gig economy e di bassa manovalanza al
> servizio delle macchine, ad esempio l’annotazione di dati (immagini, video,
> captioning, ecc.) necessari ai sistemi di apprendimento automatic o di
> rilascio di opinioni (review di prodotti, prova di vestiti o di beta di
> prodotti) necessari al marketing, o infine di cavie da esperimenti.
> >
> > Mi immagino un futuro in cui le persone non avranno niente da fare e
> staranno in poltrona con dei bracciali che monitorano il loro stato di
> salute, dei visori e altoparlanti che gli parlano e li tengono sotto
> controllo, come animali da batteria.
> > Se i dati sanitari dicono che sta ingrassando, lo obbligano ad alzarsi e
> fare ginnastica.
> > Il cibo viene portato a casa preconfezionato e scelto in base a
> raccomandazioni di dietologi e amici.
> > Quando il conto in banca scende, viene costretto a mettersi al computer
> a fare qualche lavoretto di annotazione o un game as a purpose, con cui si
> guadagna un cent a annotazione.
> > Chi non riesce a star dietro al ritmo e gli si arrossano gli occhi o
> cade addormentato, riceve un abbassamento del rating, che lo costringe a
> recuperare in altri modi, ad esempio a fare pulizie nei BnB o nei locali
> dove vanno i ricchi (vedi Parasite).
> >
> > Non temo quindi per la democrazia, ma temo il rischio di un asservimento
> come paria di una larga parte della popolazione.
> > Non avendo un lavoro, si riducono ad accettare una condizione da pollo
> in batteria: il padrone della batteria si prende cura dei suoi polli per
> poter vendere essi stessi come prodotti.
> >
> > --
> >
> >> On 10 Mar 2020, at 13:46, Giuseppe Attardi <attardi at di.unipi.it> wrote:
> >>
> >> Grazie della segnalazione, mi era finito nello spam.
> >>
> >> Ma guarda caso Casilli argomenta proprio sulla questione dei bancomat.
> >> Vedi Stefano Quintarelli: a me è chiaro che il calo di occupazione
> nelle banche è venuto dall’online banking, ma chi argomenta che non ci
> saranno cali, usa proprio il caso bancomat.
> >> Sai dire dove finiranno a lavorare le decine di migliaia di licenziati
> da HBC e Unicredit?
> >> Intendo il giorno dopo il licenziamento, non nelle statistiche globali.
> >>
> >> Secondo, Casilli si concentra sull’assenza di crescita della
> produttività, che è un altro problema.
> >> L’office automation non ha aumentato la produttività delle
> dattilografe, perché semplicemente siamo diventati tutti dattilografi.
> >> Ossia si sono spostati compiti da esperti a inesperti: siamo diventati
> noi i cassieri, dattilografi, disegnatori, tipografi.
> >> Con pessimi risultati, in quanto non ne abbiamo le competenze.
> >> Ci mettiamo molto più tempo perché non lo sappiamo fare o perché ci
> sforziamo di fare cose più complicate del necessario.
> >> Ad esempio a formattare i documenti con tante font, colori e immagini.
> Bello (a volte), ma spesso inutile.
> >> Siamo caduti nel tranello di credere che il software ci consenta di
> diventare esperti di tutto.
> >>
> >> Terzo, non è corretto contare la percentuale di occupazione senza
> valutare la tipologia dei mestieri.
> >> Oggi molti sono costieri a fare due lavori parziali e sottopagati per
> poter sopravvivere.
> >> Le statistiche del lavoro non se ne accorgono.
> >>
> >> Leggerò con calma gli altri riferimenti.
> >>
> >> — Beppe
> >>
> >>> On 10 Mar 2020, at 12:03, Stefano Zacchiroli <zack at upsilon.cc> wrote:
> >>>
> >>> On Tue, Mar 10, 2020 at 11:35:51AM +0100, Giuseppe Attardi wrote:
> >>>>> On 8 Mar 2020, at 16:12, nexa-request at server-nexa.polito.it wrote:
> >>>>> veramente (quasi) tutti gli studi piu' recenti riguardo l'occupazione
> >>>>> dicono il contrario...
> >>>>
> >>>> Potresti indicare quali sono questi studi?
> >>>
> >>> La mail di Antonio Casilli in questo thread (8 marzo, seconda sua mail
> >>> in tal data) contiene molti riferimenti. Inoltre argomenta anche
> >>> esplicitamente contro l'esempio della supposta riduzione di bancari
> >>> dovuta agli ATM.
> >>>
> >>> A presto
> >>> --
> >>> Stefano Zacchiroli . zack at upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o
> . o
> >>> Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o
> o
> >>> Former Debian Project Leader & OSI Board Director  . . . o o o . . . o
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