[nexa] (no subject)

Giuseppe Attardi attardi at di.unipi.it
Tue Mar 10 17:53:50 CET 2020


I documenti citati sono di diversi anni fa.

Ma ad esempio quello di Dean Baker conclude che si perderanno lavori a tutti i livelli e si augura che i professionisti blocchino l’avanzare delle tecnologie:

In short, there is no reason to believe that technology has any inherent bias towards destroying less skilled jobs while enhancing demand for the most highly skilled. It is likely to destroy jobs in both areas, although it is entirely possible that the most highly paid professionals will be able to use their power to block technologies that threaten their livelihood, as they have largely done thus far.

Non proprio una smentita alla perdita di lavoro.

Secondo me i lavori distrutti saranno invece quelli del ceto medio mentre nasceranno lavoretti da Gig economy e di bassa manovalanza al servizio delle macchine, ad esempio l’annotazione di dati (immagini, video, captioning, ecc.) necessari ai sistemi di apprendimento automatic o di rilascio di opinioni (review di prodotti, prova di vestiti o di beta di prodotti) necessari al marketing, o infine di cavie da esperimenti.

Mi immagino un futuro in cui le persone non avranno niente da fare e staranno in poltrona con dei bracciali che monitorano il loro stato di salute, dei visori e altoparlanti che gli parlano e li tengono sotto controllo, come animali da batteria.
Se i dati sanitari dicono che sta ingrassando, lo obbligano ad alzarsi e fare ginnastica.
Il cibo viene portato a casa preconfezionato e scelto in base a raccomandazioni di dietologi e amici.
Quando il conto in banca scende, viene costretto a mettersi al computer a fare qualche lavoretto di annotazione o un game as a purpose, con cui si guadagna un cent a annotazione.
Chi non riesce a star dietro al ritmo e gli si arrossano gli occhi o cade addormentato, riceve un abbassamento del rating, che lo costringe a recuperare in altri modi, ad esempio a fare pulizie nei BnB o nei locali dove vanno i ricchi (vedi Parasite).

Non temo quindi per la democrazia, ma temo il rischio di un asservimento come paria di una larga parte della popolazione.
Non avendo un lavoro, si riducono ad accettare una condizione da pollo in batteria: il padrone della batteria si prende cura dei suoi polli per poter vendere essi stessi come prodotti.

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> On 10 Mar 2020, at 13:46, Giuseppe Attardi <attardi at di.unipi.it> wrote:
> 
> Grazie della segnalazione, mi era finito nello spam.
> 
> Ma guarda caso Casilli argomenta proprio sulla questione dei bancomat.
> Vedi Stefano Quintarelli: a me è chiaro che il calo di occupazione nelle banche è venuto dall’online banking, ma chi argomenta che non ci saranno cali, usa proprio il caso bancomat.
> Sai dire dove finiranno a lavorare le decine di migliaia di licenziati da HBC e Unicredit?
> Intendo il giorno dopo il licenziamento, non nelle statistiche globali.
> 
> Secondo, Casilli si concentra sull’assenza di crescita della produttività, che è un altro problema.
> L’office automation non ha aumentato la produttività delle dattilografe, perché semplicemente siamo diventati tutti dattilografi.
> Ossia si sono spostati compiti da esperti a inesperti: siamo diventati noi i cassieri, dattilografi, disegnatori, tipografi.
> Con pessimi risultati, in quanto non ne abbiamo le competenze.
> Ci mettiamo molto più tempo perché non lo sappiamo fare o perché ci sforziamo di fare cose più complicate del necessario.
> Ad esempio a formattare i documenti con tante font, colori e immagini. Bello (a volte), ma spesso inutile.
> Siamo caduti nel tranello di credere che il software ci consenta di diventare esperti di tutto.
> 
> Terzo, non è corretto contare la percentuale di occupazione senza valutare la tipologia dei mestieri.
> Oggi molti sono costieri a fare due lavori parziali e sottopagati per poter sopravvivere.
> Le statistiche del lavoro non se ne accorgono.
> 
> Leggerò con calma gli altri riferimenti.
> 
> — Beppe
> 
>> On 10 Mar 2020, at 12:03, Stefano Zacchiroli <zack at upsilon.cc> wrote:
>> 
>> On Tue, Mar 10, 2020 at 11:35:51AM +0100, Giuseppe Attardi wrote:
>>>> On 8 Mar 2020, at 16:12, nexa-request at server-nexa.polito.it wrote:
>>>> veramente (quasi) tutti gli studi piu' recenti riguardo l'occupazione 
>>>> dicono il contrario...
>>> 
>>> Potresti indicare quali sono questi studi?
>> 
>> La mail di Antonio Casilli in questo thread (8 marzo, seconda sua mail
>> in tal data) contiene molti riferimenti. Inoltre argomenta anche
>> esplicitamente contro l'esempio della supposta riduzione di bancari
>> dovuta agli ATM.
>> 
>> A presto
>> -- 
>> Stefano Zacchiroli . zack at upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o
>> Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o
>> Former Debian Project Leader & OSI Board Director  . . . o o o . . . o .
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