[nexa] (no subject)

Giuseppe Attardi attardi at di.unipi.it
Tue Mar 10 11:35:51 CET 2020



> On 8 Mar 2020, at 16:12, nexa-request at server-nexa.polito.it wrote:
> 
> veramente (quasi) tutti gli studi piu' recenti riguardo l'occupazione 
> dicono il contrario...

Potresti indicare quali sono questi studi?

Ho letto analisi che si basavano sull'osservazione che l’introduzione di tecnologie come la ATM, che avrebbero dovuto far diminuire l’occupazione bancaria, mentre invece ha prodotto l’aumento delle filiali e dell’occupazione.

In realtà si è trattato di un miraggio e gli effetti opposti li stiamo vedendo adesso che HBC licenzia 13000 dipendenti Unicredit 6000, ecc.
Ci vogliono 15 anni perché una GPT (General Purpose Technology) produca i suoi effetti, diffondendosi a tutti livelli e ogni dove.
Ma quando avviene, gli effetti sono disruptive.

Questa volta (e mi spiace dirlo) la velocità con cui il cambiamento avviene potrebbe essere maggiore e se posti di lavoro si creeranno, saranno altrove quelli a valore aggiunto.
Alle migliaia di lavoratori che perderanno il lavoro sarà di poca consolazione sapere che un centesimo di quesi posti sono stati ricreati all’interno dei grandi oligopolisti, aumentando ulteriormente concentrazioni e disuguaglianze.
I lavori che si creano in maggior numero sono generalmente di basso livello dove gli usano sono al servizio delle macchine per compiti così degradanti che non si adattano nemmeno alle macchine.
Il film di Ken Loach, “Sorry, we missed you”, fa vedere quanto alienanti sono questi mestieri. 

La Ministra Paola Pisano ha citato uno studio di Goldman-Sachs, secondo cui si sarebbero creati milioni di “tipi” di nuovi posti di lavoro.
Milioni di ”tipi” di lavoro?
Tu stesso, Stefano, nel libro Capitalismo Immateriale, fatichi a indicare nuove possibilità di lavoro, oltre i mestieri di badante e infermiere che richiedono interazione diretta in loco con le persone.
Sono proprio i mestieri del film di Loach.

E un altro futuro dispotico in cui la disuguaglianza produce guerre tragiche tra poveri è quello del film Oscar Parasite.

Benvenuti nel futuro tecnologico.
Dovremmo cerchiamo di porre rimedio subito, prima che la curva esponenziale superi il livello di non ritorno.

— Beppe


> ;-)
> 
> On 08/03/2020 13:09, Giovanni Leghissa wrote:
>> Consentitemi di condividere alcune riflessioni con voi, sperando con ciò 
>> di non tediarvi.
>> 
>> Si dice – dati alla mano – che la tendenza globale nel mondo della 
>> produzione ci porterà a una riduzione drastica dei posti di lavoro – 
>> saranno le “macchine” a svolgere molti lavori, e spariranno centinaia di 
>> milioni di posti di lavoro, alcune attività che non possono essere 
>> svolte grazie alle nuove tecnologie sopravvivranno, alcune a livello 
>> alto (lavori strapagati) e altre a livello basso (tipo donna delle 
>> pulizie; quel lavoro lì non lo fa un robot). Ora, a mio modesto avviso 
>> questa tendenza subirà un’accelerazione esponenziale a causa della crisi 
>> generata dal coronavirus. A partire dalla seconda metà dell’anno in 
>> corso sperimenteremo la prima grande crisi globale del nuovo secolo 
>> (nonostante il fatto che tra un anno o poco più ci sarà il vaccino per 
>> questo virus influenzale). Ma sarà peggiore di quella del 29 per una 
>> ragione semplicissima: non vedo nessuno in giro che si ponga come 
>> obiettivo delle politiche redistributive. Di conseguenza, è ragionevole 
>> supporre che si adotterà un po’ ovunque il modello Singapore, cioè una 
>> democrazia totalitaria volta a mantenere i privilegi del famoso un 
>> percento della popolazione composto dai possessori di patrimoni. Inutile 
>> dire che fine faranno la libertà di insegnamento e la libertà di parola. 
>> L’economia, grazie a misure stile piano Marshall a livello globale, in 
>> dieci anni si riprende, ma la democrazia mi sa che non tornerà tanto 
>> presto a farsi viva, se le cose stanno così come stanno ora.
>> 
>> Che ne pensate?
>> 
>> Giovanni

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