[nexa] R: supporto a scuole ed open source

Stefano Quintarelli stefano at quintarelli.it
Fri Mar 6 13:54:05 CET 2020


sul sito lascuolacontinua.it c'e' una board con del materiale sulle 
metodologie didattiche gestito dal centro studi impara digitale che 
risponde anche a domande su quei contenuti.

buon lavoro, s.

On 06/03/2020 11:11, Avv. Maria Cristina Cossu wrote:
> Condivido pienamente sull'esigenza di garantire la continuità didattica e formativa.
> Da parte mia sto sollecitando i dirigenti a farsi portavoce di una nuova modalità di insegnamento e sto cercando una soluzione anche per la formazione dei professionisti.
> Mi sapreste consigliare un "metodo" al quale potrei ricorrere?
> ..il problema è che non ho fondi stanziati dagli organismi di competenza.
> Grazie infinite!
> c
> 
> 
> 
> 
> -----Messaggio originale-----
> Da: nexa [mailto:nexa-bounces at server-nexa.polito.it] Per conto di Giacomo Tesio
> Inviato: giovedì 5 marzo 2020 23:09
> A: Paolo Atzeni <atzeni at dia.uniroma3.it>
> Cc: Nexa <nexa at server-nexa.polito.it>
> Oggetto: Re: [nexa] supporto a scuole ed open source
> 
> Grazie Paolo per la tua prospettiva.
> 
> Provo a partire da qui per alcune considerazioni che spero non essere troppo banali.
> 
> On 05/03/2020, Paolo Atzeni <atzeni at dia.uniroma3.it> wrote:
>> Da una parte sembra importante offrire supporto alla continuità
>> didattica
>>
>> Dall’altra, soprattutto, se per caso la situazione si dovesse
>> protrarre, soluzioni andrebbero trovate e vedere quali possano essere,
>> anche con urgenza,  non mi sembra sbagliato.
> 
> Il punto credo sia proprio questo: la fretta è cattiva consigliera.
> Nell'emergenza (reale o percepita) si perde lucidità, e talvolta questo produce gravi conseguenze nel lungo periodo. Soprattutto se c'è qualcuno pronto ad approfittare della situazione (ed ahimè, la storia ci insegna che c'è sempre qualcuno pronto).
> 
> Proviamo dunque a ragionare sulla questione con lucidità.
> Oggi abbiamo 10 giorni di interruzione, dunque, di fatto, mentre esiste un'emergenza epidemiologica tu mi confermi che non esiste alcuna emergenza didattica.
> 
> Assumiamo che si giunga a 30 giorni di interruzione della didattica.
> A prorogare l'anno fino a luglio, si porrebbe seriamente il problema dei condizionatori di cui parlava, con grande pragmatismo, Marco Fioretti.
> 
> O forse no?
> 
> Da qui a giugno ci sono 3 mesi, un tempo sufficiente per progettare, realizzare e distribuire sul territorio italiano un sistema di didattica online migliore di quello che possiamo realizzare in una settimana, con o senza Google & friends.
> 
> Un sistema di "emergenza", certo (laddove una emergenza non si sarebbe dovuta creare), ma un sistema certamente più resiliente di uno imbastito in fretta e furia, senza preavviso e con scarsa formazione da parte del personale docente e degli studenti.
> 
> On 05/03/2020, Stefano Quintarelli <stefano at quintarelli.it> wrote:
>> soprattutto, se uno vuole usare una cosa, libero di farlo.
>> se non vuole, libero di non farlo.
> 
> Sicuro?
> 
> Se il preside di una scuola decide di usare i servizi offerti da Copernicani (cui va tutta la mia stima per l'impegno profuso, sia chiaro... le mie considerazioni sono più generali), come potrebbe uno studente decidere di non aderire? E se lo decide un insegnante? Quanti studenti avranno la consapevolezza per opporsi?
> 
> Peraltro, costringere di fatto un soggetto (spesso minorenne) a cedere a terzi i propri dati per usufruire di un diritto come l'istruzione, è legale ai sensi del GDPR?
> (chiedo perché temo di sì)
> 
> On 05/03/2020, Davide Carboni <dcarboni at gmail.com> wrote:
>> Poi non è che per forza Aziende == Cattivoni
> 
> Assolutamente! "We shall do no Evil!" :-D
> 
> L'altro giorno ho avuto una lunga discussione su twitter con un docente del Politecnico di Milano che si diceva orgoglioso per la didattica online che viene fornita... da Microsoft.
> https://twitter.com/giacomotesio/status/1234491952403550209
> 
> Ora, io non condivido la critica di Marco alla scuola italiana (troppo vasta, variegata e complessa per essere giudicata così facilmente), ma dal Politecnico di Milano mi sarei francamente aspettato di più.
> 
> Non immaginavo trattassero i dati degli studenti con Office365 "da anni".
> Non immaginavo che si riducessero ad usare Teams (ovvero a far fare a Microsoft), cedendo a Microsoft immagini e voci degli studenti.
> Microsoft che vende profili lavorativi via LinkedIn in tutto il mondo.
> Microsoft che vende sistemi di Facial Recognition
> (https://azure.microsoft.com/en-us/services/cognitive-services/face/)
> etc...
> 
> E parliamo di una delle istituzioni più prestigiose della nostra Università!
> 
> On 05/03/2020, Paolo Atzeni <atzeni at dia.uniroma3.it> wrote:
>> E’ vero che alcune cose si sarebbero potute (e dovute) fare da anni,
>> ma poche ne sono state fatte  e allora proviamo a fare qualche passo in avanti.
> 
> Purché non sia verso un precipizio...
> 
> 
> Con tre figlie in età scolare, sono molto preoccupato per l'impatto che queste interruzioni avranno sulla loro formazione.
> 
> Ma mi preoccupa molto di più vedere queste aziende lanciarsi fameliche sulla scuola.
> 
> 
> Google, Edmodo, WeSchool etc... non sono il diavolo.
> Per vendere l'anima al diavolo firmi consapevolmente un contratto.
> Loro invece la comprano presso terzi (di cui ti fidi).
> 
> 
> Giacomo
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