[nexa] [Aisa.circuli] Teledidattica e GARR: un (piccolo?) enigma

Federico Leva (Nemo) nemowiki at gmail.com
Mon Jun 1 09:52:25 CEST 2020


Non conosco la risposta ma applico il rasoio di Hanlon. Paola Pisano 
pare sappia dell'esistenza del GARR dato che è andata  a un loro evento 
<https://www.eventi.garr.it/it/conf19/programma/blog/414-paola-pisano>; 
Lucia Azzolina presumibilmente sa che esiste quantomeno da questa 
riunione del 6 maggio dove hanno dato qualche soldo al GARR 
<https://innovazione.gov.it/CoBUL-sbloccati-fondi-piano-scuole-voucher/>.

Non so dire invece se abbiano letto di questo articolo di Arturo Di 
Corinto del 24 marzo che segnalava i servizi in questione: 
<https://www.repubblica.it/tecnologia/2020/03/24/news/videoconferenze_parte_la_gara_di_solidarieta_per_offrirle_gratis_a_tutti-252205749/>

Né chi ai due ministeri abbia respinto la proposta di includere nelle 
apposite pagine ministeriali questa pagina dove si segnalavano i servizi 
di iorestoacasa e altri:
<https://it.wikibooks.org/wiki/Software_libero_a_scuola/Solidariet%C3%A0_digitale>

Federico

Maria Chiara Pievatolo, 01/06/20 10:04:
> Salve.
> 
> Segnalo anche qui quanto ho scritto altrove, nella speranza che qualcuno 
> sia in grado di rispondermi.
> 
> Perché buona parte delle università (e delle scuole) hanno affidato la 
> teledidattica a piattaforme proprietarie basate su datacenter esteri, 
> quando il consorzio GARR, dal 17 marzo, offre risorse gratuite di ottima 
> qualità?
> 
> IL GARR è "un’associazione senza fini di lucro fondata sotto l’egida del 
> Ministero  dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. I soci 
> fondatori sono CNR, ENEA, INFN e Fondazione CRUI, in rappresentanza di 
> tutte le università italiane" (https://www.garr.it/it/chi-siamo).
> 
> La privacy dei suoi servizi si vede qui: 
> https://cloud.garr.it/terms/#privacy  e qui: 
> https://www.garr.it/it/chi-siamo/informazioni-utili/informativa-privacy  
> E fra le istanze Jitsi in http://iorestoacasa.work  quella del GARR è la 
> migliore di quelle da me sperimentate. Però buona parte delle 
> università, salvo eccezioni 
> (https://poliflash.polito.it/in_ateneo/il_politecnico_digitale_al_via_con_successo_la_didattica_online 
> …)  ha preferito MS e Google.
> 
> Non era una scelta inevitabile o, se lo era, era giustificabile solo 
> all'inizio dell'emergenza, per i motivi che sono chiari, per esempio, al 
> governo francese:
> https://www.numerique.gouv.fr/outils-agents/webconference-etat/
> 
> e che valgono a fortiori per una funzione delicata come l'insegnamento.
> 
> Eppure, incredibilmente, le pagine dedicate del MIUR 
> (https://www.istruzione.it/coronavirus/didattica-a-distanza.html 
> "Piattaforme") indicano solo piattaforme commerciali, dando 
> l'impressione (fuorviante) di un paese talmente povero da non avere 
> un'infrastruttura telematica propria per la didattica e la ricerca e di 
> affidarsi a privati i cui termini di servizio su privacy e copyright 
> sono discutibili 
> (http://copyrightblog.kluweriplaw.com/2020/05/27/emergency-remote-teaching-a-study-of-copyright-and-data-protection-terms-of-popular-online-services-part-i/). 
> 
> 
> Perché le istituzioni italiane, a partire dal M(i)ur, ignorano il Garr, 
> vale a dire se stesse, e consigliano piattaforme commerciali 
> proprietarie - cioè raccomandano il Tavernello del discount come se non 
> sapessero di avere in cantina dell'ottimo Barolo?
> 
> Non è una domanda retorica: chiedo per sapere.
> 
> A presto,
> MCP
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 


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