[nexa] R: Sorveglianza e democrazia: libertari e libertariani

Fiorello Cortiana f.cortiana at provincia.milano.it
Thu Jun 27 12:36:12 CEST 2013


Marco giustamente segnala che "lo stato non può giocare contemporaneamente il ruolo di arbitro e giocatore - inoltre la presenza statale crea una distorsione monopolistica del mercato che distrugge l'innovazione della concorrenza." 
Concordo con l'evidenza, ma non riguarda i beni comuni, dall'acqua alla questione più articolata della conoscenza/istruzione/formazione, in questi casi lo stato deve garantire che questi beni comuni non vengano subordinati ad interessi particolari, siano la speculazione imprenditoriale per l'acqua piuttosto che le ideologie o le religioni per l'istruzione/formazione/conoscenza.
Deve insomma garantire una cultura della cittadinanza, della responsabilità e della reciprocità condivise.
Giocare contemporaneamente in due ruoli, cosa da cui Marco giustamente mette in guardia, è quello che il sistema bancario sta condinuando sfacciatamente a fare, garantito da Monti o dalla consociazione benedetta da Napolitano.
 
Fiorello 
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Da: nexa-bounces at server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces at server-nexa.polito.it] Per conto di Marco Baldassari
Inviato: venerdì 14 giugno 2013 12.21
A: nexa at server-nexa.polito.it
Oggetto: [nexa] Sorveglianza e democrazia: libertari e libertariani



Caro karlessi 

Apprezzo l'interesse di ippolita per il movimento libertarian, che ha tradizioni storiche di lunga data.

Ho notato qualche confusione che forse indica una vostra recente azione di ricerca.

Come precisazione suggerisco di considerare una seconda variabile nello spazio dei movimenti politici: oltre a destra-sinistra dovreste considerare la presenza diretta dello stato nella erogazione dei servizi, chiamiamola statalismo.

I libertarians non sono anarco-capitalisti, che come Adam Smith credono fideisticamente nella capacità assoluta del mercato di auto-stabilizzarsi.

Anzi, i libertarians sanno che le regole dello stato hanno una funzione determinante nella stabilizzazione del mercato, che altrimenti deriverebbe in un sistema instabile.

A tale fine era stato concepito il gioco del monopoli, per dimostrare che senza una stabilizzazione statale il mercato implodere.

Dunque la sfumatura tra liberali di matrice socialista e libertaria sta soltanto nel grado di statalizzazione - essendo i liblab socialisti favorevoli a una maggiore presenza diretta dello stato nell'economia.

Questa visione statalista è fallace per due motivi: lo stato non può giocare contemporaneamente il ruolo di arbitro e giocatore - inoltre la presenza statale crea una distorsione monopolistica del mercato che distrugge l'innovazione della concorrenza.

Lo stato imploderebbe in un lievitano che mangia se stesso e l'economia intera, esattamente come sta avvenendo ora in italia.

Dunque il movimento open-source con la hacker ethics sta molto vicino ai libertarians e al cristianesimo, con la fiducia nella capacità del singolo individuo di contribuire e collaborare liberamente secondo la logica del dono, che riequilibra il mercato utilitaristico.

Lo stato deve garantire soltanto quei servizi essenziali che lo giustificano: il rispetto delle regole, con un potere di giustizia e polizia. Punto. Il resto deve essere regolato con leggi che riequilibrano il mercato e il capitale.

Suggerisco di includere nella vostra ricerca sui movimenti libertari e digitali 
istituto bruno leoni e il movimento #fare che usando liquid feedback propone in Italia la applicazione di questi concetti.
http://www.brunoleoni.it

marcobiondo



Message: 2 Date: Thu, 13 Jun 2013 21:13:54 +0200 From: karlessi <karlessi at ippolita.net> To: nexa at server-nexa.polito.it Subject: [nexa] Sorveglianza e democrazia: libertari e libertariani Message-ID: <51BA19F2.1060807 at ippolita.net> Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1; format=flowed

Buonasera,

come gruppo di ricerca Ippolita abbiamo scritto sui temi in oggetto, e stiamo scrivendo un pamphlet sui movimenti "digitali" (Arab Springs, Indignados, OWS, Piraten, M5S...)

riporto in calce link al nostro ultimo saggio per approfondimenti.

C'? una differenza sostanziale tra libertari e libertariani. Negli USA, ? pi? chiaro, perch? si distingue fra left libertarians e right libertarians. I primi non sono necessariamente anarchici, come giustamente sottolinea Arturo di Corinto, ma sono certamente di ispirazione socialista. Ritengono cio? che la sfera della libert? sia inscindibilmente connessa alla sfera dell'uguaglianza. I secondi, invece, ritengono che la libert? si costruisca a prescindere da qualsiasi discorso non solo socialista, ma anche sociale. La libert? ? esclusivamente la libert? individuale.

Naturalmente esistono innumerevoli sfumature, ma per riassumere con slogan contrapposti: la libert? libertaria (left) INIZIA dove inizia la libert? altrui; la libert? libertariana (right) FINISCE dove inizia la libert? altrui.

Corollario: la libert? libertaria necessita per esplicarsi di un numero sempre crescente di regole condivise; la liberta libertariana al contrario esige l'abolizione di ogni regola. Segna la delega assoluta delle capacit? deliberative e il trionfo della Fede nella Tecnica.

Ora, gli anarco-capitalisti stanno ai libertariani come gli anarchici stanno ai libertari. Se i libertariani sono liberali estremisti, gli anarco-capitalisti sono libertariani radicali, che auspicano la distruzione dello stato e delle istituzioni sociali in favore del puro laissez-faire. Economico, finanziario, e tecnologico. Da notare che su quest'ultimo punto il discorso anarco-capitalista converge sul transumanesimo: una tecnologia superiore ci liberer?. Anche dalla condizione umana.

Ed ecco dove entra in gioco la questione della sorveglianza. Pensare che gli strumenti di sorveglianza possano essere utilizzati "a fin di bene", data l'attuale tendenza all'accumulo di dati (l'hype sui BigData ne ? chiaro segnale) ? chimerico e ingenuo. La dataveglianza, storicamente, ? sempre stata utilizzata con l'intento di schedare utenti e cittadini. Il termine profilazione usato in merito ? chiarissimo: deriva da "criminal profiling". ? corretto sostenere che la profilazione considera aprioristicamente i cittadini dei potenziali criminali.

La sicurezza non ha nulla a che fare con la sorveglianza. La sicurezza, a volte, puo' essere implementata per via tecnica. Esempio banale: l'istituzione "Comune X" desidera aumentare la propria "sicurezza" relativa al pagamento del biglietto di trasporto sulla metropolitana. Attraverso macchine che controllano il biglietto in entrata e uscita dalle stazioni, le frodi risulterano molto ridotte. Installare telecamere (controllo), invece, serve solamente ex-post, e solamente se si ? in grado di identificare chi compie l'illecito. Ma la via maestra per aumentare la sicurezza nell'accezione di "senso di sicurezza", personale e collettivo, ? l'educazione. E l'educazione in particolare al confronto dialettico e quindi alla costruzione di spazi condivisi fra constituency differenti. Non si puo' fare automaticamente con qualche software di democrazia 2.0. E qui arriviamo alla democrazia, perch? tra cyberwar (che esiste da decenni), profiling preventivo di massa, targettizzazione a fini di marketing (ma il target non era il bersaglio di un'arma?), analisi del "sentiment" e now-casting, ? finalmente chiaro che l'autoritarismo ? un'oscillazione sempre possibile nelle societ?. Soprattutto in quelle che si dichiarano a gran voce democratiche.

Possono strumenti di sorveglianza massiva, nelle mani di agenzie governative di vario genere, foraggiate con i dati di multinazionali senza scrupolo (Facebook, Google, e la lista potrebbe continuare a lungo) aiutare la democrazia, cio? la libera espressione del potere dei cittadini in uno spazio comune? No, in nessun modo.

Ma, e questo ? per noi molto significativo, bisogna fare grande attenzione alle denunce anti-controllo: da chi vengono? Il Cato Institute, principale think-thank libertariano a livello mondiale, si ? prodigato nell'attaccare PRISM. Julian Assange, che si ? pi? volte dichiarato "ispirato" dal libertarianesimo, si scaglia contro Google dal NYT: BiG ? reo di non rispettare il suo proprio motto "Don't be evil". Siamo perfettamente d'accordo: bisogna porre un freno alla sorveglianza. Ma questi signori NON sono interessati a migliorare o difendere le forme esistenti di democrazia, semplicemente perch? NON sono interessati al concetto stesso di cosa pubblica.

Veramente, sarebbe stato meglio agire PRIMA, ed evitare di consegnare tutti i dati delle nostre vite ai vari mediatori informazionali. E ora, sarebbe sensato smettere di fornire gratuitamente dati ogni giorno, smettere di lavorare per i mediatori in maniera continuativa non retribuita per i novi padroni digitali. Imparare almeno tecniche di auto-difesa digitale. Almeno, affinare competenze di validazione delle fonti informative online. E diffonderle. I mediatori (Telco comprese) sono privati, e proprio per questo "gratuiti" (almeno online). Gi? perch? il pubblico non ? gratuito, e la libert? tanto meno: costa cara. Dietro le quinte dei servizi "aperti" e "gratuiti" si trova spesso l'anarco-capitalismo.

? chiaro che libertari e libertariani trovano un nemico comune nell'oppressione della sorveglianza autoritaria, che si chiami Echelon o PRISM. Ma dovrebbe essere altrettanto chiaro che si tratta di due posizioni radicalmente differenti.

Si dovrebbe partire dal presupposto che la concentrazione in s? di dati, e tanto pi? di dati di sorveglianza, ? pericolosa, e studiare sistemi tecnici e legali per impedirla. Ci sono molte eccellenti idee in giro -in rete!

buona serata,

k.

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"Nell'acquario di Facebook. La resistibile ascesa dell'anarco-capitalismo" http://www.ippolita.net/it/libro/nellacquario-di-facebook-online

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