[nexa] Sorveglianza e democrazia: libertari e libertariani

karlessi karlessi at ippolita.net
Thu Jun 13 21:13:54 CEST 2013


Buonasera,

come gruppo di ricerca Ippolita abbiamo scritto sui temi in oggetto, e 
stiamo scrivendo un pamphlet sui movimenti "digitali" (Arab Springs, 
Indignados, OWS, Piraten, M5S...)

riporto in calce link al nostro ultimo saggio per approfondimenti.

C'è una differenza sostanziale tra libertari e libertariani. Negli USA, 
è più chiaro, perché si distingue fra left libertarians e right 
libertarians. I primi non sono necessariamente anarchici, come 
giustamente sottolinea Arturo di Corinto, ma sono certamente di 
ispirazione socialista. Ritengono cioè che la sfera della libertà sia 
inscindibilmente connessa alla sfera dell'uguaglianza. I secondi, 
invece, ritengono che la libertà si costruisca a prescindere da 
qualsiasi discorso non solo socialista, ma anche sociale. La libertà è 
esclusivamente la libertà individuale.

Naturalmente esistono innumerevoli sfumature, ma per riassumere con 
slogan contrapposti: la libertà libertaria (left) INIZIA dove inizia la 
libertà altrui; la libertà libertariana (right) FINISCE dove inizia la 
libertà altrui.

Corollario: la libertà libertaria necessita per esplicarsi di un numero 
sempre crescente di regole condivise; la liberta libertariana al 
contrario esige l'abolizione di ogni regola. Segna la delega assoluta 
delle capacità deliberative e il trionfo della Fede nella Tecnica.

Ora, gli anarco-capitalisti stanno ai libertariani come gli anarchici 
stanno ai libertari. Se i libertariani sono liberali estremisti, gli 
anarco-capitalisti sono libertariani radicali, che auspicano la 
distruzione dello stato e delle istituzioni sociali in favore del puro 
laissez-faire. Economico, finanziario, e tecnologico. Da notare che su 
quest'ultimo punto il discorso anarco-capitalista converge sul 
transumanesimo: una tecnologia superiore ci libererà. Anche dalla 
condizione umana.

Ed ecco dove entra in gioco la questione della sorveglianza. Pensare che 
gli strumenti di sorveglianza possano essere utilizzati "a fin di bene", 
data l'attuale tendenza all'accumulo di dati (l'hype sui BigData ne è 
chiaro segnale) è chimerico e ingenuo. La dataveglianza, storicamente, è 
sempre stata utilizzata con l'intento di schedare utenti e cittadini. Il 
termine profilazione usato in merito è chiarissimo: deriva da "criminal 
profiling". è corretto sostenere che la profilazione considera 
aprioristicamente i cittadini dei potenziali criminali.

La sicurezza non ha nulla a che fare con la sorveglianza. La sicurezza, 
a volte, puo' essere implementata per via tecnica. Esempio banale: 
l'istituzione "Comune X" desidera aumentare la propria "sicurezza" 
relativa al pagamento del biglietto di trasporto sulla metropolitana. 
Attraverso macchine che controllano il biglietto in entrata e uscita 
dalle stazioni, le frodi risulterano molto ridotte. Installare 
telecamere (controllo), invece, serve solamente ex-post, e solamente se 
si è in grado di identificare chi compie l'illecito.
Ma la via maestra per aumentare la sicurezza nell'accezione di "senso di 
sicurezza", personale e collettivo, è l'educazione. E l'educazione in 
particolare al confronto dialettico e quindi alla costruzione di spazi 
condivisi fra constituency differenti. Non si puo' fare automaticamente 
con qualche software di democrazia 2.0. E qui arriviamo alla democrazia, 
perché tra cyberwar (che esiste da decenni), profiling preventivo di 
massa, targettizzazione a fini di marketing (ma il target non era il 
bersaglio di un'arma?), analisi del "sentiment" e now-casting, è 
finalmente chiaro che l'autoritarismo è un'oscillazione sempre possibile 
nelle società. Soprattutto in quelle che si dichiarano a gran voce 
democratiche.

Possono strumenti di sorveglianza massiva, nelle mani di agenzie 
governative di vario genere, foraggiate con i dati di multinazionali 
senza scrupolo (Facebook, Google, e la lista potrebbe continuare a 
lungo) aiutare la democrazia, cioè la libera espressione del potere dei 
cittadini in uno spazio comune? No, in nessun modo.

Ma, e questo è per noi molto significativo, bisogna fare grande 
attenzione alle denunce anti-controllo: da chi vengono? Il Cato 
Institute, principale think-thank libertariano a livello mondiale, si è 
prodigato nell'attaccare PRISM. Julian Assange, che si è più volte 
dichiarato "ispirato" dal libertarianesimo, si scaglia contro Google dal 
NYT: BiG è reo di non rispettare il suo proprio motto "Don't be evil". 
Siamo perfettamente d'accordo: bisogna porre un freno alla sorveglianza. 
Ma questi signori NON sono interessati a migliorare o difendere le forme 
esistenti di democrazia, semplicemente perché NON sono interessati al 
concetto stesso di cosa pubblica.

Veramente, sarebbe stato meglio agire PRIMA, ed evitare di consegnare 
tutti i dati delle nostre vite ai vari mediatori informazionali. E ora, 
sarebbe sensato smettere di fornire gratuitamente dati ogni giorno, 
smettere di lavorare per i mediatori in maniera continuativa non 
retribuita per i novi padroni digitali. Imparare almeno tecniche di 
auto-difesa digitale. Almeno, affinare competenze di validazione delle 
fonti informative online. E diffonderle. I mediatori (Telco comprese) 
sono privati, e proprio per questo "gratuiti" (almeno online). Già 
perché il pubblico non è gratuito, e la libertà tanto meno: costa cara. 
Dietro le quinte dei servizi "aperti" e "gratuiti" si trova spesso 
l'anarco-capitalismo.

è chiaro che libertari e libertariani trovano un nemico comune 
nell'oppressione della sorveglianza autoritaria, che si chiami Echelon o 
PRISM. Ma dovrebbe essere altrettanto chiaro che si tratta di due 
posizioni radicalmente differenti.

Si dovrebbe partire dal presupposto che la concentrazione in sè di dati, 
e tanto più di dati di sorveglianza, è pericolosa, e studiare sistemi 
tecnici e legali per impedirla. Ci sono molte eccellenti idee in giro - 
in rete!

buona serata,

k.

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"Nell'acquario di Facebook. La resistibile ascesa dell'anarco-capitalismo"
http://www.ippolita.net/it/libro/nellacquario-di-facebook-online


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