V. Reding: "The Future of the Internet and Europe's Digital Agenda"
Importante discorso del Commissario Europeo Viviane Reding: http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=SPEECH/09/446&format... Osservo una volta di piu' che non ho mai sentito alcun politico italiano di spicco pronunciare discorsi sul tema Internet di questo livello. juan carlos
Non ti far ingannare da "Lady of the U-Turn". A parole è sempre grandiosa. Prova a vedere però cosa succede nei fatti. Guarda la sua versione dell'emendamento 138 uscita quasi in contemporeanea a quella del Consiglio... è praticamente identica, compreso il diritto ad un equo processo "opzionale". Peraltro, la sua proposta è esattamente la negazione dello spirito di quanto dichiarò non più di 3-4 mesi fa di fronte ad Altroconsumo. Guarda come ha deciso di mortificare il BEREC: esattamente come voleva il Consiglio. Un ufficino per 20 persone che danno consigli, offrono pareri e sono disponibili per consulenze, senza alcun reale potere regolatorio e sanzionatorio. Guarda come dice che il TP protegge la NN quando invece c'è scritto in 6 punti diversi di ben 3 direttive che gli utenti devono essere informati delle "conditions limiting access to and/or use of services and applications". Guarda come sono state applicate le sue promesse di aprile di colpire duramente le compagnie che bloccano il VoIP per pratiche anticoncorrenziali... dopo minacce, tuoni e fulmini in 6 mesi la Commissione non ha mosso un dito e le società di telecomunicazioni mobili che primo non bloccavano il VoIP ora, incoraggiate da tale immobilismo, lo fanno (in Francia TUTTE) e quelle che non lo fanno lo hanno annunciato, e già che ci sono hanno bloccato anche i newsgroups. E per quanto riguarda le pratiche anticoncorrenziali, nessuno, né lei né Harbour né gli altri paladini della "concorrenza che difende la neutralità della rete" sono mai stati capaci di smentire che in accordo agli articoli 81 e 82 del Trattato sarà de facto impossibile dimostrare un comportamento anticoncorrenziale quando una telco o un ISP discrimineranno sui contenuti, in quanto la pratica anticompetitiva può essere configurata solo in presenza di un mercato univoco e ben definito. Per quanto riguarda una direttiva sulla NN, su cui peraltro anche la Trautmann e altri hanno espresso un parere favorevole... iniziare da zero ora una direttiva significa vederla legge negli Stati Membri fra 5-10 anni. Fra 5-10 anni DPI e DPC saranno "industry standard" e se non ci battiamo a livello nazionale la NN sarà una cosa da nostalgici, un po' come nei primi anni di regolamentazione dello spetto si ricordavano i tempi eroici, appena finiti, delle radio pirata. Se le telcos riusciranno a riorganizzare le loro offerte commerciali, a fare il "fine tuning" dei loro apparati di DPI e mettere fuori mercato gli ISP non infrastrutturati strozzandoli sulle interconnessioni con nebulose QoS, sarà molto più difficile tornare indietro, anche perché la massa potrebbe anche credere che "la nuova Internet" sia in effetti migliore della "vecchia" (più sicura, più veloce, più pulita, "priva di rischi per i vostri figli" e baggianate simili). Temo che tutte le dichiarazioni che provengono e che proverranno dalla Reding saranno solo tentativi di indorare la venefica pillola (almeno per Internet) che è il Pacchetto Telecom. Dopo due anni di immobilismo verso i cittadini e grande attività a favore delle grandi società solo i fatti potranno farmi ricredere, non i bei discorsi. Ciao, Paolo J.C. DE MARTIN ha scritto:
Importante discorso del Commissario Europeo Viviane Reding:
http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=SPEECH/09/446&format...
Osservo una volta di piu' che non ho mai sentito alcun politico italiano di spicco pronunciare discorsi sul tema Internet di questo livello.
juan carlos
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Grazie molte, Paolo, del tuo intervento. Fai bene a invitarci a guardare laicamente ai fatti, senza lasciarci sviare da discorsi ben scritti. Resta il fatto che in Italia non abbiamo manco quelli.... Grazie ancora, ciao, juan carlos Paolo Brini wrote (on 11-10-2009 22:05):
Non ti far ingannare da "Lady of the U-Turn".
A parole è sempre grandiosa.
Prova a vedere però cosa succede nei fatti. Guarda la sua versione dell'emendamento 138 uscita quasi in contemporeanea a quella del Consiglio... è praticamente identica, compreso il diritto ad un equo processo "opzionale". Peraltro, la sua proposta è esattamente la negazione dello spirito di quanto dichiarò non più di 3-4 mesi fa di fronte ad Altroconsumo.
Guarda come ha deciso di mortificare il BEREC: esattamente come voleva il Consiglio. Un ufficino per 20 persone che danno consigli, offrono pareri e sono disponibili per consulenze, senza alcun reale potere regolatorio e sanzionatorio.
Guarda come dice che il TP protegge la NN quando invece c'è scritto in 6 punti diversi di ben 3 direttive che gli utenti devono essere informati delle "conditions limiting access to and/or use of services and applications".
Guarda come sono state applicate le sue promesse di aprile di colpire duramente le compagnie che bloccano il VoIP per pratiche anticoncorrenziali... dopo minacce, tuoni e fulmini in 6 mesi la Commissione non ha mosso un dito e le società di telecomunicazioni mobili che primo non bloccavano il VoIP ora, incoraggiate da tale immobilismo, lo fanno (in Francia TUTTE) e quelle che non lo fanno lo hanno annunciato, e già che ci sono hanno bloccato anche i newsgroups.
E per quanto riguarda le pratiche anticoncorrenziali, nessuno, né lei né Harbour né gli altri paladini della "concorrenza che difende la neutralità della rete" sono mai stati capaci di smentire che in accordo agli articoli 81 e 82 del Trattato sarà de facto impossibile dimostrare un comportamento anticoncorrenziale quando una telco o un ISP discrimineranno sui contenuti, in quanto la pratica anticompetitiva può essere configurata solo in presenza di un mercato univoco e ben definito.
Per quanto riguarda una direttiva sulla NN, su cui peraltro anche la Trautmann e altri hanno espresso un parere favorevole... iniziare da zero ora una direttiva significa vederla legge negli Stati Membri fra 5-10 anni. Fra 5-10 anni DPI e DPC saranno "industry standard" e se non ci battiamo a livello nazionale la NN sarà una cosa da nostalgici, un po' come nei primi anni di regolamentazione dello spetto si ricordavano i tempi eroici, appena finiti, delle radio pirata. Se le telcos riusciranno a riorganizzare le loro offerte commerciali, a fare il "fine tuning" dei loro apparati di DPI e mettere fuori mercato gli ISP non infrastrutturati strozzandoli sulle interconnessioni con nebulose QoS, sarà molto più difficile tornare indietro, anche perché la massa potrebbe anche credere che "la nuova Internet" sia in effetti migliore della "vecchia" (più sicura, più veloce, più pulita, "priva di rischi per i vostri figli" e baggianate simili).
Temo che tutte le dichiarazioni che provengono e che proverranno dalla Reding saranno solo tentativi di indorare la venefica pillola (almeno per Internet) che è il Pacchetto Telecom. Dopo due anni di immobilismo verso i cittadini e grande attività a favore delle grandi società solo i fatti potranno farmi ricredere, non i bei discorsi.
Ciao,
Paolo
J.C. DE MARTIN ha scritto:
Importante discorso del Commissario Europeo Viviane Reding:
http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=SPEECH/09/446&format...
Osservo una volta di piu' che non ho mai sentito alcun politico italiano di spicco pronunciare discorsi sul tema Internet di questo livello.
juan carlos
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Caro Paolo, On Sun, Oct 11, 2009 at 10:05:25PM +0200, Paolo Brini wrote:
Guarda come sono state applicate le sue promesse di aprile di colpire duramente le compagnie che bloccano il VoIP per pratiche anticoncorrenziali... dopo minacce, tuoni e fulmini in 6 mesi la Commissione non ha mosso un dito e le società di telecomunicazioni mobili che primo non bloccavano il VoIP ora, incoraggiate da tale immobilismo, lo fanno (in Francia TUTTE) e quelle che non lo fanno lo hanno annunciato, e già che ci sono hanno bloccato anche i newsgroups.
Hai dei riferimenti (possibilmente sostanziati da test) sulla pratiche delle societa` di TLC mobile francesi che bloccano il VoIP? Ciao, grazie, -- Andrea Glorioso || http://people.digitalpolicy.it/sama/cv/ M: +32-488-409-055 F: +39-051-930-31-133 * Le opinioni espresse in questa mail sono del tutto personali * * The opinions expressed here are absolutely personal * "Constitutions represent the deliberate judgment of the people as to the provisions and restraints which [...] will secure to each citizen the greatest liberty and utmost protection. They are rules proscribed by Philip sober to control Philip drunk." David J. Brewer (1893) An Independent Judiciary as the Salvation of the Nation
Avevo risposto solo ad Andrea Glorioso ma forse gli argomenti sono d'interesse per tutta la lista. Andrea Glorioso ha scritto:
Caro Paolo,
On Sun, Oct 11, 2009 at 10:05:25PM +0200, Paolo Brini wrote:
Guarda come sono state applicate le sue promesse di aprile di colpire duramente le compagnie che bloccano il VoIP per pratiche anticoncorrenziali... dopo minacce, tuoni e fulmini in 6 mesi la Commissione non ha mosso un dito e le società di telecomunicazioni mobili che primo non bloccavano il VoIP ora, incoraggiate da tale immobilismo, lo fanno (in Francia TUTTE) e quelle che non lo fanno lo hanno annunciato, e già che ci sono hanno bloccato anche i newsgroups.
Hai dei riferimenti (possibilmente sostanziati da test) sulla pratiche delle societa` di TLC mobile francesi che bloccano il VoIP?
Salve, ecco i riferimenti ufficiali, i blocchi sono dichiarati apertamente e direttamente dalle 3 società francesi, pertanto i test sono superflui anche se da LQDN ma anche "googlando" si possono avere verifiche incrociate (forse Philippe Aigrain segue la lista). Il fatto che i blocchi siano specificati chiaramente non solo da loro ma anche dalla controllata di Telefonica in Spagna e da T-Mobile (controllata da Deutsche Telekom) in Germania dimostra come queste società temano ben poco le autorità regolatorie e men che meno la mano della Commissione, che sul VoIP (non sui newsgroups e sul p2p) *potrebbe* intervenire in quanto a nostro avviso si può dimostrare che siamo in presenza dello stesso mercato (comunicazioni voce mobili), chiaramente definito. Orange: <http://www.orange.fr/bin/frame.cgi?u=http%3A//sites.orange.fr/boutique/mobil...> "Forfaits ne permettant pas un usage voix. Voix sur IP, Peer-to-Peer et Newsgroups interdits." SFR: <http://www.sfr.fr/internet-mobile/offres-internet-mobile-cle-internet-3g/les...> ". Peer to peer, Voix sur IP et Newsgroups interdits. " Bouygues: http://www.laboutique.bouyguestelecom.fr/147-forfaits-internet-mobile--gamme... "...hors usage peer to peer, newsgroup, VOIP et routeur." Colgo la palla al balzo per aggiungere un'informazione che avevo dimenticato, e cioè che mi risulta che ci siano progetti da parte di diverse telcos per bloccare/limitare il video streaming di tutti quei distributori di contenuti che non vorranno pagare tariffe aggiuntive (mi riferisco a tariffe aggiuntive, oltre a quelle già pagate oggi per la banda, da pagare ad ogni singola telco per poter raggiungere con efficacia i clienti di quella telco). Ufficialmente in questo senso posso produrre solo la dichiarazione di intenti di British Telecom: <http://www.numerama.com/magazine/13160-British-Telecom-met-fin-a-la-neutrali...> la quale, per quanto risulta in base alle numerose analisi legali condotte, se attuata non violerebbe alcun articolo delle direttive del Pacchetto Telecom (se l'emendamento 138 alla direttiva quadro (art. 8.4 h) verrà cancellato come temiamo, altrimenti si potrebbe forse inquadrare come limitazione alla libertà di espressione e di informazione) né configurerebbe gli estremi di pratica anticompetitiva ai sensi degli artt. 81 e 82 del Trattato UE. Come abbiamo segnalato al Parlamento Europeo, al COREPER e a diversi ministeri delle telecomunicazioni in Europa, permettere la diffusione di una simile pratica sarebbe catastrofico per il mercato interno e per la sua armonizzazione, in quanto i distributori di contenuti video, commerciali e non commerciali, dovrebbero stringere dozzine di accordi, uno per ogni telco, per aver la certezza di essere accessibili con efficienza alla maggioranza dei cittadini europei (il cap di BT sul video, 768 kbit/s, stronca ogni possibilità di diffondere efficientemente contenuti a medie risoluzioni e certamente non consente lo streaming in alta definizione); una possibilità che economicamente potrebbe essere alla portata solo dei colossi i quali comunque potrebbero trascurare mercati ritenuti non strategici o poco remunerativi. Per i riferimenti alle altre mie affermazioni, puoi consultare il sito di ScambioEtico: <http://www.scambioetico.org> e il wiki del cluster We Rebuild di cui SE fa parte: <http://werebuild.eu/wiki/index.php/Main_Page> Salutoni, Paolo
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