Carissimi, Sono terrorizzato dalla proposta Google-Verizon, perchè potrebbe rappresentare la fine di un sogno fantastico che immaginavo eterno. Ricordo che nel 1995, quando collaboravo con Olivetti, proposi ai suoi Capi di introdurre un po' di software libero e un po' di software mio, entrambi assolutamente gratuiti, in una linea di personal computer - gli ECHOS - che così sarebbero arrivati al mercato come "aperti ad Internet". Sarebbe stato sufficiente digitare il numero telefonico di un Internet provider, come quello del Centro di Supercalcolo del Piemonte che dirigevo allora, per ottenere immediatamente la connessione in Rete. La risposta dei Capi fu: "Non c'è futuro per Internet". Probabilmente questa considerazione rifletteva il pensiero di qualche guru vicino alle multinazionali dell'informatica, che proponevano, ciascuna, la propria architettura come soluzione della Rete universale (ad esempio, ricorderete, SNA per IBM, MSN per Microsoft, DECNET per Digital). Non molto tempo dopo le multinazionali si rassegnavano alla sconfitta e accettavano il modello universale di Internet. Ora, con la proposta Google-Verizon, si tenta di ritornare al 1995. Il frutto meraviglioso di un enorme lavoro collettivo verrebbe privatizzato. Per questa mia convinzione ho apprezzato l'articolo di JC su La Stampa e sono stato sconvolto dal successivo articolo di Luca Ricolfi, sostanzialmente favorevole al modello misto proposto da Google e Verizon. Se non avessi una scadenza urgente per un articolo scientifico e non conoscessi, per esperienza pregressa, quanto poche sono le probabilità che La Stampa pubblichi l'articolo di un estremista come me, avrei confutato in dettaglio le singole argomentazioni di Ricolfi. Non intendo farlo ora, ma agli amici di Nexa vorrei trasmettere una brevissima sintesi del mio pensiero. (In particolare, prego Marco Ricolfi di girare al fratello Luca questa mia mail, insieme al mio apprezzamento per altri suoi contributi e le mie scuse per questi miei rilievi polemici). Vi sono diritti collettivi e diritti individuali. Certamente anche i secondi sono importanti, ma i primi, secondo me, lo sono molto di più. Giustamente, Luca Ricolfi distingue una "libertà di.." e una "libertà da..". I poveri sono più interessati alla prima; i ricchi alla seconda. Senza pretendere di identificare una scala di valori, per il rispetto che è dovuto a tutte le idee, la differenza della posizione di Ricolfi sulla questione Google-Verizon rispetto alla mia è la differenza - così acutamente analizzata da Norberto Bobbio nel suo mirabile saggio - fra i modelli oggi dominanti della destra e quelli minoritari della sinistra. Grazie per l'attenzione. Raf
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