What you should know about USPS — and how it descended into crisis
Luigi Scorca <luigi.scorca@gmail.com> writes: USPS = U.S. Postal Service
https://www.washingtonpost.com/business/2021/03/16/usps-dejoy-what-you-shoul...
Per favore se segnalate articoli dietro paywall prima verificate di poterli salvare e condividere tramite WayBack Machine o servizi del genere. Questo l'articolo non dietro paywall: https://web.archive.org/web/20210317095013if_/https://www.washingtonpost.com... Saluti, Giovanni. -- Giovanni Biscuolo
Per favore se segnalate articoli dietro paywall prima verificate di poterli salvare e condividere tramite WayBack Machine o servizi del genere. Questo l'articolo non dietro paywall: https://web.archive.org/web/20210317095013if_/https://www.washingtonpost.com...
A proposito della "paywallizzazione" del web segnalo una recente intervista a Daria Bernardoni, nuova "head of social media innovation" del gruppo GEDI. https://ellissi.email/2021/03/19/ellissi-meets-daria-bernardoni/ Antonio
Certo, nei limiti del possibile e del lecito, cerchiamo di favorire la lettura di quanto segnaliamo e più in generale diamo precedenza a ciò che è liberamente accessibile online. Ciò detto, colgo l'occasione per sottolineare che in questa lista è del tutto lecito segnalare articoli, libri, video, film, ecc. la cui fruizione richiede un pagamento. Il caso più evidente è quello dei libri: in questa lista chi volesse segnalare, commentare, recensire, ecc. libri di interesse è assolutamente benvenuto, anche se i libri corrispondenti non sono disponibili ad accesso aperto. Ma vale anche, per fare un altro esempio, per le molte riviste che danno un eccellente contributo alla riflessione sui nostri temi, ma che hanno bisogno di un sostegno economico per poter continuare a farlo. juan carlos On 21/03/21 11:36, Antonio Iacono wrote:
Per favore se segnalate articoli dietro paywall prima verificate di poterli salvare e condividere tramite WayBack Machine o servizi del genere. Questo l'articolo non dietro paywall: https://web.archive.org/web/20210317095013if_/https://www.washingtonpost.com... A proposito della "paywallizzazione" del web segnalo una recente intervista a Daria Bernardoni, nuova "head of social media innovation" del gruppo GEDI. https://ellissi.email/2021/03/19/ellissi-meets-daria-bernardoni/
Antonio _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Il caso più evidente è quello dei libri: in questa lista chi volesse segnalare, commentare, recensire, ecc. libri di interesse è assolutamente benvenuto,
Colgo al volo l'invito. E' uscito recentemente (novembre 2020) la traduzione italiana del libro di Carl Benedikt Frey "The Technology Trap" [1], "La trappola della tecnologia" [2]. Molto interessante, specie per chi non ha mai letto nulla sulla storia della tecnologia. Frey tratta l'argomento da economista (quale è) e non, ovviamente, da tecnologo, ma è un punto di vista che ho apprezzato. Ad esempio, la distinzione, secondo me fondamentale in quanto oggi e ancor di più nel prossimo futuro, saranno le seconde a primeggiare, tra tecnologie abilitanti e tecnologie sostitutive. Buona lettura, Antonio [1] https://en.m.wikipedia.org/wiki/Carl_Benedikt_Frey#3 [2] https://www.francoangeli.it/Ricerca/scheda_libro.aspx?Id=26216
Anche a me è stato raccomandato vivamente... L'ho quindi comprato ma non ancora letto (ahimé). grazie! jc On 21/03/21 12:23, Antonio Iacono wrote:
Il caso più evidente è quello dei libri: in questa lista chi volesse segnalare, commentare, recensire, ecc. libri di interesse è assolutamente benvenuto, Colgo al volo l'invito. E' uscito recentemente (novembre 2020) la traduzione italiana del libro di Carl Benedikt Frey "The Technology Trap" [1], "La trappola della tecnologia" [2]. Molto interessante, specie per chi non ha mai letto nulla sulla storia della tecnologia. Frey tratta l'argomento da economista (quale è) e non, ovviamente, da tecnologo, ma è un punto di vista che ho apprezzato. Ad esempio, la distinzione, secondo me fondamentale in quanto oggi e ancor di più nel prossimo futuro, saranno le seconde a primeggiare, tra tecnologie abilitanti e tecnologie sostitutive.
Buona lettura, Antonio
[1] https://en.m.wikipedia.org/wiki/Carl_Benedikt_Frey#3 [2] https://www.francoangeli.it/Ricerca/scheda_libro.aspx?Id=26216 _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Ciao Juan Carlos, On Sun, 21 Mar 2021 11:52:03 +0100 J.C. DE MARTIN wrote:
Ma vale anche, per fare un altro esempio, per le molte riviste che danno un eccellente contributo alla riflessione sui nostri temi, ma che hanno bisogno di un sostegno economico per poter continuare a farlo.
Pur condividendo l'intento ultimo (accrescere la riflessione collettiva e la diffusione di nuove idee), ho forti dubbi sul ragionamento. Tu smetteresti di riflettere se non fossi pagato per farlo? Smetteresti di condividere le tue riflessioni? I paywall non rallentano la diffusione delle informazioni? Non avvantaggiano i ricchi, nell'accesso alle informazioni? E se sì, non rafforzano le differenze che straziano la nostra società? Non sono, nel loro piccolo ma su vasta scala, catalizzatori di ingiustizie? Non aumentano il vantaggio dei forti sui deboli? Non sono ancor prima una scelta politica, che economica? Prendi il caso in OP, segnalato da Luigi. Il paywall del Washinton Post è lì solo per noi europei: come ha osservato Giovanni, la Wayback Machine non ha avuto alcun problema ad accedervi, registrarlo e diffonderlo. E' lì per incentivare gli abbonamenti... o per delegittimare il GDPR? Giacomo
Ciao Giacomo, innanzitutto, affinché resti in archivio una versione corretta dei fatti, preciserei che l'articolo originale segnalato da Luigi Scorca non è dietro paywall, basta selezionare l'opzione "Free - Browse now" e poi accettare le condizioni del WashPost su cookies, tracking, ecc. Condizioni che potranno non piacere (anche se non dissimili da miriadi di siti europei), ma che non richiedono un pagamento. Per il resto, confermo quello che ho scritto: in questa lista si possono citare, commentare, raccomandare, ecc. anche fonti che richiedono un pagamento, come per esempio libri, film, riviste, ecc. Dopo essermi occupato, infatti, piuttosto a lungo (dal 2003 con Creative Commons e poi col progetto europeo "Communia", durato dal 2007 al 2010) di produzione, distribuzione, archiviazione, ecc. di opere creative distinguerei tre punti: 1) quale debba essere l'obiettivo politico a cui tendere; 2) come comportarsi nel frattempo; 3) quale condotta individuale seguire. Riguardo a 1), per quello che mi riguarda è trovare un'assetto legislativo ed economico sostenibile che consenta l'accesso, per uso personale, a tutte le opere. In proposito, l'amico (nonché garante Nexa) Philippe Aigrain ha scritto un'opera che resta un punto di riferimento, "Sharing", ma ci sono anche numerosi altri contributi. Riguardo 2), non si potrà che far fronte alla realtà esistente, valutandola caso per caso e trovando, sempre caso per caso, la modalità di comportamento giudicata migliore. Per fare giusto due esempi tra i tanti che potrei fare, ho grande rispetto per chi sta dietro a riviste come https://logicmag.io o https://newleftreview.org/ e, da lettore, rispetterò le loro scelte in merito a che cosa rendono liberamente accessibile e che cosa a pagamento. Apprezzando il loro lavoro, se potrò permettermelo li sosterrò economicamente abbonandomi. Trovo ingiusto dal punto di vista etico, illogico dal punto di vista della realtà economica e controproducente dal punto di vista politico criticarli (ammesso qualcuno li critichi) per il fatto che non mettono tutto liberamente accessibile online. Riguardo a 3), ogni persona, sulla base della sua specifica condizione e dei suoi valori, deciderà come comportarsi. Ci sarà chi vorrebbe mettere tutto disponibile liberamente online, ma non può (perché non può permetterselo, perché non ha potere contrattuale, perchè sarebbe dannoso per la sua carriera, perché è il regista di un film e non decide solo lui/lei, ecc.); ci sarà chi non vuole e basta; infine ci sarà chi vorrebbe mettere tutto (o quasi) online e può, come chi è nella privilegiata posizione del sottoscritto. Chi - come me - può farlo (perché non ha condizionamenti economici o di altra natura) e contemporaneamente professa di credere nella giustizia sociale e nella libera circolazione delle idee, ma non rende liberamente accessibile ciò che scrive è in una posizione, a mio avviso e in linea generale, eticamente discutibile. Sull'argomento forse il punto di riferimento principale in Italia (e non solo) è la collega Maria Chiara Pievatolo (un'altra garante Nexa), che consiglio di seguire e leggere. Di fronte a uno scenario così frastagliato, da valutare caso per caso, prevale quindi l'obiettivo di favorire al massimo lo scambio culturale e da qui l'invito a segnalare in lista senza problemi. Anche se - lo ribadisco - è giusto dare precedenza, ogni volta che ciò è possibile, a fonti liberamente accessibili, non solo per questioni di giustizia, ma anche per favorire la discussione. Buona domenica, juan carlos
Buongiorno, "J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin@polito.it> writes:
innanzitutto, affinché resti in archivio una versione corretta dei fatti, preciserei che l'articolo originale segnalato da Luigi Scorca non è dietro paywall, basta selezionare l'opzione "Free - Browse now" e poi accettare le condizioni del WashPost su cookies, tracking, ecc.
Oh mamma, che sciocco che sono! Chiedo scusa a tutti, Luigi in primis, per il fraintentidmento: ho (sempre) letto frettolosamente, troppo frettolosamente, la pagina del WP che viene presentata per la consultazione degli articoli, confondendola con un paywall; in particolare non ho mai letto il banner "free" confondendolo per una richiesta di registrazione per avere in cambio tot letture gratis. [...]
Anche se - lo ribadisco - è giusto dare precedenza, ogni volta che ciò è possibile, a fonti liberamente accessibili, non solo per questioni di giustizia, ma anche per favorire la discussione.
Il senso della mia richiesta fuori luogo era solo questo: favorire la discussione... e ci sono riuscito benissimo :-D Saluti, Giovanni. -- Giovanni Biscuolo
participants (5)
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Luigi Scorca