Possibile criticità UE su e-voting in arrivo
Ciao a tutti, nel paper EC "On the European democracy action plan" https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/edap_communication.pdf vi è una indicazione, probabilmente inserita da una "manina", che affianca al tema dello sviluppo democratico, l'e-voting. Si dice: "IT is used in elections to tally votes and transmit results, or (albeit rarely in the EU) in the form of electronic voting machines or electronic voting. While Member States have traditionally been reluctant to introduce IT more generally in the voting process, the COVID-19 pandemic and the need for physical distancing has prompted renewed interest in electronic voting solutions21 . The Commission will prepare a compendium of e-voting practices22, together with Member States and in close cooperation with the Council of Europe, which has already issued substantial guidance in this area, including on accessibility for persons with disabilities and older persons." Come ben evidenziato dai paper che hanno analizzato l'e-voting nella micronazione Estone e nei Cantoni Svizzeri di Zug e Ginevra, l'e-voting non aumenta in alcun modo il turnover elettorale, introducendo criticità di integrità democratica irrisolvibili. Addirittura, con l'e-voting, in Estonia si riduce a ogni tornata elettorale la partecipazione degli aventi diritto. Teniamo gli occhi aperti su quanto in arrivo come "compendium of e-voting practices", pronti con critiche costruttive e attenzione laddove fosse biased dal partito del populismo della democrazia elettronica. Fabio
Grazie per la segnalazione, Fabio. Hai un riferimento ai paper che citi che documentano questo effetto di riduzione della partecipazione? Grazie, Enrico Il 03/12/2020 19:22, Fabio Pietrosanti (naif) ha scritto:
Ciao a tutti,
nel paper EC "On the European democracy action plan" https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/edap_communication.pdf vi è una indicazione, probabilmente inserita da una "manina", che affianca al tema dello sviluppo democratico, l'e-voting.
Si dice:
"IT is used in elections to tally votes and transmit results, or (albeit rarely in the EU) in the form of electronic voting machines or electronic voting. While Member States have traditionally been reluctant to introduce IT more generally in the voting process, the COVID-19 pandemic and the need for physical distancing has prompted renewed interest in electronic voting solutions21 . The Commission will prepare a compendium of e-voting practices22, together with Member States and in close cooperation with the Council of Europe, which has already issued substantial guidance in this area, including on accessibility for persons with disabilities and older persons."
Come ben evidenziato dai paper che hanno analizzato l'e-voting nella micronazione Estone e nei Cantoni Svizzeri di Zug e Ginevra, l'e-voting non aumenta in alcun modo il turnover elettorale, introducendo criticità di integrità democratica irrisolvibili.
Addirittura, con l'e-voting, in Estonia si riduce a ogni tornata elettorale la partecipazione degli aventi diritto.
Teniamo gli occhi aperti su quanto in arrivo come "compendium of e-voting practices", pronti con critiche costruttive e attenzione laddove fosse biased dal partito del populismo della democrazia elettronica.
Fabio
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Quando i politici ci raccontano che l'i-voting aumenta la partecipazione, se con dolo non possiamo farci niente, ma se lo dicono per ignoranza condividamogli questi papers: Svizzera: "Using difference-in-differences estimation, we find that i-voting did not increase turnout in the cantons of Geneva and Zurich." https://www.researchgate.net/publication/314858127_Internet_voting_and_turno... Estonia: "Conclusions: There is no significant effect of internet voting on voter turnout" Does internet voting in Estonia affect voter turnout? https://core.ac.uk/download/pdf/95665595.pdf Fabio On 03/12/2020 19:26, Enrico Nardelli wrote:
Grazie per la segnalazione, Fabio.
Hai un riferimento ai paper che citi che documentano questo effetto di riduzione della partecipazione?
Grazie, Enrico
Buongiorno Fabio, "Fabio Pietrosanti (naif)" <lists@infosecurity.ch> writes:
nel paper EC "On the European democracy action plan" https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/edap_communication.pdf vi è una indicazione, probabilmente inserita da una "manina", che affianca al tema dello sviluppo democratico, l'e-voting.
grazie per gli aggiornamenti e per l'invito a mantere un controllo vigile su questa questione! Io sono _totalmete_ concorde sul fatto che il voto elettronico *NON* s'ha da fare perché MATEMATICAMENTE incompatibile con la Costituzione; nel mio piccolissimo, cercherò di fare di tutto perché non venga MAI fatto passare. Mi permetto però di farti notare una cosa, più che altro ne approfitto per aggiungere un paio di commenti che spero siano utili a tenere il punto nel dibattito nexiano sull'argomento. Primo: io lo so che tu e molti altri in questa lista sanno _benissimo_ la differenza, ma purtroppo nel dibattito (*anche* accademico) troppo spesso si fa una confusione insostenibile tra "voto elettronico per elezioni regolate costituzionalmente [1]" e varie forme di consultazione da parte di enti o organizzazioni per scegliere i propri rappresentanti, decidere sulle proprie questioni interne o svolgere _sondaggi_ d'opinione con valenza scentifica piuttosto discutibile. Per fare un esempio banale, una cosa è l'elezione dei parlamentari e un'altra è l'elezione del presidente di Wikimedia Italia... ... o la consultazione online su questioni politiche o - PEGGIO ancora - l'elezione di una carica di un partito politico (il quale partito *determina* la formazione di una lista elettorale). Non sarò io a stare a spiegare perché e percome *ma* oggi in Italia (ammetto di essere ignorante sul resto d'Europa) le consultazioni su TUTTE le questioni di un partito politico [2] sono sostanzialmente equivalenti alle consultazioni per l'elezione del presidente di Wikimedia Italia o la sua linea politica e altre questioni interne. Detto sinteticamente: NON esiste una legge specifica che regoli l'organizzazione dei partiti [2] (e AFAIU IANAL e IMHO) senza modifiche costituzionali non si potrà mai fare. Per tornare a noi. In un recente passato in una email in questa lista [3] tu hai parlato di "voto elettronico" riferendoti alle consultazioni sulla piattaforma Rousseau: siamo d'accordo che è una cosa completamente diversa rispetto alle _vere_ elezioni? Non per sminuire i problemi connaturati a sistemi come Rousseau et al, ma per aver ben chiaro *cosa* è costituzionalmente vietato e _perché_ rispetto a cosa è politicamente e socialmente inopportuno e quindi da migliorare (rimane poi di mettersi d'accordo come). Riporto un brano tratto da un bell'articolo di Emmanuele Somma apparso sul blog del CRVD il 19 Ott 2019: (https://blog.crvd.org/cosi-fan-tutti-i-regimi/) --8<---------------cut here---------------start------------->8--- [...] Capitolo 1 – «Facite ammuina» [...] Il «facite ammuina» nel campo del voto elettronico è perfettamente funzionale agli interessi di chi, su questo tema, ha mire commerciali o di potere “nascoste”. Incontri come quelli ai quali ho assistito, che non hanno un centro o una delimitazione della discussione in modo che chiunque possa dire cose solidamente ancorate ad una realtà, senza che gli interlocutori possano sviare ogni discorso, servono esclusivamente a dare questa impressione di guazzabuglio, con il tentativo malcelato di far passare come errati studi su temi e argomenti dove invece c’è una solidità argomentativa basata su conoscenze, fatti, prove e addirittura certezze matematiche. Se si fosse parlato di voto elettronico per elezioni democratiche a livello nazionale o quantomeno di primaria importanza, tre quarti delle argomentazioni messe in campo nella serata sarebbero apparse fallaci e inadeguate in modo totalmente auto-evidente. Che senso ha, ad esempio, legare il voto locale di alcuni comuni canadesi che stretti nella morsa del ghiaccio non potrebbero fare altrimenti, con le ipotesi di brogli nelle elezioni per il presidente degli Stati Uniti, con i voti per gli ordini professionali, con l’inefficacia del processo di voto per corrispondenza degli italiani all’estero e anche i sondaggi di Roma Capitale sull’uso partecipato del bilancio? Un legame che è difficile da rinvenire, a parte l’abilità retorica che può tenerli assieme, solo per “lanciare” una data conclusione, che vedremo nell’ultimo capitolo. Il «facite ammuina» quindi è perfettamente funzionale a chi non vuole veramente confrontarsi ma semplicemente contribuire a «far rotolare la palla», tenendo il discorso nell’assoluta indeterminazione ben sapendo di essere nelle condizioni privilegiate per rendere l’intero gioco il semplice schermo dei propri interessi. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (agli esempi fatti da Emmanuele aggingo i "referendum" per l'autonomia promossi da diverse regioni italiane, Lombardia in primis) Non voglio certo fare il processo alle parole, però attenzione che il «facite ammuina» non si contrasta con una sorta di «facite controammuina». Secondo: sebbene di primaria importanza, il tema di come DEMOLIRE la partitocrazia è assolutamente indipendente e DEVE essere separato dalle questioni in merito al voto elettronico. La critica ai sistemi di partecipazione democratica va *molto* oltre le consultazioni sulle piattaforme stile Rousseau o Liquid Feedback e simili... e sono *felice* che il M5S sia riuscito a fare tutto questo _casino_ che ci *dovrebbe* costringere ad affrontare (ANCORA una volta?!?) come fare in modo che i cittadini possano effettivamente e liberamemnte partecipare alla determinazione delle questioni politiche che le istituzioni devono affrontare... ANCHE digitalmente. Aggiungo che mi piacerebbe che gli stessi sacrosanti ragionamenti sviluppati attorno al M5S fossero applicati a tutti i partiti che concorrono alla formazione delle liste elettorali, digitalmente o no. Non c'è bisogno che sia io a raccontarvi cosa succedeva in passato e succede oggi con l'elezione dei rappresentanti dei partiti, con la formazione delle liste elettorali, con la determinazione delle loro linee politiche e con il loro *finanziamento* (contando anche le Fondazioni in qualche modo connesse). [...]
Come ben evidenziato dai paper che hanno analizzato l'e-voting nella micronazione Estone e nei Cantoni Svizzeri di Zug e Ginevra, l'e-voting non aumenta in alcun modo il turnover elettorale, introducendo criticità di integrità democratica irrisolvibili.
Terzo: sì ma questo NON è un problema di "voto elettronico" vs "voto cartaceo": se il turnover deve aumentare o meno devono essere gli elettori a deciderlo e non il mezzo di voto... a meno (sempre IANAL e AFAIK) di non stabilire costituzionalmente un limite di mandato, ma qui entriamo in un campo *minato* e io NON vi seguo, grazie. :-D Se siete arrivati fin qui, grazie per la pazienza! Saluti, Giovanni. [1] elezioni rappresentanti in organi istituzionali (parlamento, consiglio regionale, consiglio comunale, sindaco...) e referendum abrogativo (quello consultivo non esiste proprio). [2] e come non menzionare i sindacati dei lavoratori?!? [3] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2020-August/018496.html -- Giovanni Biscuolo
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