Re: [nexa] 73.000 blog down in un colpo solo
ciao a tutti, l'unica cautela che forse bisognerebbe avere è quella di non prendere per oro colato quanto ci dice una fonte ovviamente interessata e parziale come torrentfreak che a sua volta fa riferimento ad una dichiarazione di un tizio che, visto il mestiere che fa, ha tutto l'interesse a fare passare un certo messaggio. Concordo poi con Andrea sul possibile dubbio che un blocco o una rimozione in cui siano rispettati i principi del due process costituiscano una violazione del principio di neutralità a presto op ----- Messaggio originale ----- Da: "Paolo Brini" <paolo.brini@iridiumpg.com> A: nexa@server-nexa.polito.it Inviato: Venerdì, 16 luglio 2010 15:30:24 GMT +01:00 Amsterdam/Berlino/Berna/Roma/Stoccolma/Vienna Oggetto: Re: [nexa] 73.000 blog down in un colpo solo Il 16/07/2010 14:43, Andrea Glorioso ha scritto:
Pero` mi ha colpito il tuo riferimento alla neutralita` della rete. Una rimozione (o il blocco di connettivita`) in seguito alla segnalazione di un'autorita` giudiziaria o di polizia, o di una parte privata seguendo le procedure del caso, secondo te - e secondo gli altri partecipanti - e` una violazione del principio della "neutralita` della rete"?
Ciao Andrea, premettendo che con "seguendo le procedure del caso" il discorso si amplia talmente da non essere più pertinente al caso in questione, ritorno sullo specifico e alle procedure specifiche a questo caso per tentare di risponderti. Secondo me nel caso specifico la risposta è ovvia ed è sì. Infatti si tratta di una discriminazione preventiva sia contro un servizio legale sia contro dei contenuti legali (in assenza di una sentenza di un magistrato e inaudita altera parte). Per definizione è quindi una violazione della neutralità della rete (lo sarebbe anche togliendo le parole "contro dei contenuti [legali]"). Apro un'altra parentesi: la discriminazione contro il servizio (in spregio ai safe harbour del DMCA) offerto dal gestore della piattaforma che ospitava (peraltro gratuitamente) i 73000 blog e la discriminazione contro i contenuti legali è avvenuta per presunte illegalità di una frazione piccolissima di altri contenuti ospitati in blog indipendenti fra di loro e sui quali il gestore della piattaforma non aveva né obbligo di sorveglianza né possibilità tecnica di sorveglianza; l'unica "colpa" dei blog "legali" è stata di essere ospitati nella stessa piattaforma. Faccio un'analogia non troppo azzardata: sarebbe come se il blog dell'avv. Scialdone (che è su blogspot) venisse fisicamente rimosso, e con lui tutti i blog ospitati da Blogger, e con loro sequestrato il servizio a Blogger stesso, perché una persona qualsiasi su blogspot si apre un blog con dei link a siti torrent o di streaming. Considero una violazione della neutralità della rete (senza dare ad essa necessariamente un connotato negativo, perché certe pratiche antispam potrebbero anche trovarmi d'accordo, così come la rimozione fisica dei siti che ospitano deliberatamente certi contenuti NON generati dagli utenti, vedi paper MOGiS sulla rimozione dei siti che ospitano immagini di abusi sessuali sui bambini) qualsiasi discriminazione contro servizi e/o contenuti e/o applicazioni e/o protocolli, in particolare (ma non limitatamente) quando questi non sono stati giudicati illegali con le dovute garanzie procedurali. Il caso in questione è ancora più significativo perché 73000 blog rimossi insieme alla piattaforma per una manciata di sospetti sono un numero importante e il provvedimento mi appare del tutto sproporzionato e iniquo. Non sono d'accordo sulla mancanza di sostanza dell'articolo: ieri 73000 blog e un servizio legale c'erano, oggi non ci sono più per volere delle autorità americane, senza un processo, senza una prova, senza un diritto alla difesa. Questo è il fatto di sostanza. L'unico per ora ad aver riportato gli unici documenti disponibili del caso è stato TF... per me anche questa è sostanza. Ciao, Paolo _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Il 16/07/2010 17:02, oreste.pollicino@unibocconi.it ha scritto:
Concordo poi con Andrea sul possibile dubbio che un blocco o una rimozione in cui siano rispettati i principi del due process costituiscano una violazione del principio di neutralità
Salve, provo a dissipare il possibile dubbio. Prima una domanda: ti riferisci ad un due process per l'hosting provider, per il proprietario della piattaforma o per i singoli proprietari dei 73000 blog? Qui non è avvenuto un processo per nessuno dei tre tipi di soggetti (su questo l'articolo è molto chiaro). Ora, in assenza di un due process, la rimozione è da considerarsi preventiva e indiscriminata, e (e qui mi rivolgo ad Andrea Glorioso) a mio avviso non cambia nulla se essa sia stata effettuata per "convenienza" dall'hosting provider o meno, anzi eventualmente enfatizza l'importanza di avere provider che siano mere conduit e ai quali si garantisca di esserlo, cosa che l'amministrazione Obama sta mostrando di non gradire più per i tanti fatti noti. A questo punto faccio un passo indietro, perché forse prima di procedere sarebbe bene chiarire cos'è la neutralità della rete, sospetto che in mancanza della definizione potrebbero sorgere degli equivoci. Infatti per me, come credo anche per tutti voi, la neutralità di una rete è quella condizione in cui il principio di connettività end-to-end è rispettato secondo un livello di accesso maggiore o uguale a quello minore delle due parti nella rete (Tim Berners-Lee). Questo implica che la neutralità è rispettata solo se non ci sono discriminazioni su contenuti, piattaforme, periferiche di collegamento, applicazioni, protocolli e metodi di collegamento. Qui siamo in presenza della rimozione di una piattaforma che ospitava 73000 siti, oltre tutto blog, senza discernimento: per definizione la neutralità della rete è violata e la libertà di espressione limitata (e qui lascio perdere l'antico discorso sul perché la neutralità della rete è importante per la libertà di espressione perché in questa lista sicuramente lo sanno tutti molto meglio di me). Che poi la neutralità della rete sia giusto o meno violarla, o che sia giusto o meno violarla in seguito ad un due process (che comunque in questo caso non c'è stato), e che la libertà di espressione sia un diritto fondamentale da difendere oppure no, è tutto un altro discorso. Ora, qui siamo di fronte ad un caso macroscopico: 73000 blog che spariscono da un giorno all'altro è un fatto sostanziale, non metto in dubbio che andrà approfondito nei prossimi giorni, ma dire che ci sono dubbi che esso rappresenti una palese violazione della neutralità della rete e una limitazione della libertà di espressione mi sembra difficilmente sostenibile, né mi sembra essenziale, per poter dire questo, chiarire se il provider avrebbe potuto discernere cosa cancellare e cosa no (dalle sue dichiarazioni appare che non avesse scelta ma mettiamole tranquillamente in dubbio). E visto, Oreste, che citi la parzialità di TF, che per me è positiva in quanto onesta e dichiarata e perché non esiste a mio avviso una fonte imparziale in questo mondo, ti cito uno dei motivi che mi disturba di più in questa storia e che rendono quindi parziale anche me (più di quanto non lo sia già, intendo, come portavoce di Scambioetico), ma ti premetto che secondo me non è questo il punto essenziale per cui l'avvenimento andrebbe considerato grave: quella piattaforma ospitava diversi (per lo meno quelli che conoscevo io, ma potete verificare finché stanno nella cache di Google) di blog di attivisti e attiviste americani, siriani, iraniani, cinesi, europei, che esprimevano la loro opinione su tanti temi legati alle libertà fondamentali e ai diritti civili e denunciavano quegli avvenimenti che ritenevano ingiusti, dentro e fuori dal loro paese. Per alcune di queste persone trovare metodi di aggiramento dei sistemi repressivi dei propri paesi e accesso a piattaforme come quella non è sempre immediato, soprattutto per coloro tecnicamente meno preparati, e una chiusura procura loro un danno a mio avviso completamente immotivato e immeritato e che può richiedere molto tempo per essere riparato. So benissimo che non possiamo delegare la libertà di espressione alle iniziative di privati, ma allo stesso modo ritengo sia lecito pretendere che autorità e service provider di stati storicamente democratici non prendano iniziative pro-attive per limitarla. Scusate ancora se sono stato prolisso. Ciao, Paolo
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