Re: [nexa] Apprendimento a distanza, come si stanno muovendo gli altri paesi europei
Intervengo, dichiarandomi pienamente d’accordo, anche se non ho visto il messaggio originale di Enrico. Non ci sono motivi per cui il ministero non possa affidare a una società in-house un servizio per la propria comunità. La condizione di essere in-house richiede che il soggetto sia controllato dall’istituzione e che non svolga più del 20% della propria attività a terzi a pagamento. Quindi creare un soggetto (associazione, come GARR o consorzio, come Cineca) dedicato ai servizi per la didattica in scuole e università è pienamente legittimo. Ritengo che oltre alla realizzazione di un servizio di didattica a distanza, occorre anche supportare il ciclo produttivo di materiali, in formai innovativi, come quelli di FARE, in particolare di contenuti attivi. Questo significa un completo servizio editoriale e non solo di raccolta e pubblicazione. Per esempio, nelle conferenze online, ci si affida a un team che raccoglie i video e i lucidi, semplicemente tramite un browser su un sito web, e si occupa della post-production, di tagliare e confezionare i video definitivi. I contenuti attivi, modalità di coinvolgimento interattivo tra studenti, comprese forme conviviali, di blended learning (https://ec.europa.eu/programmes/erasmus-plus/project-result-content/7dda4d72... <https://ec.europa.eu/programmes/erasmus-plus/project-result-content/7dda4d72...>) sono temi che andrebbero adeguatamente analizzati e sviluppati. Tecnologie e strumenti esistono, ma dobbiamo inventare un modo migliore per utilizzarli, — Beppe
On 30 Sep 2020, at 15:06, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote:
On Wed, Sep 30, 2020 at 11:41 AM Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it <mailto:meo@polito.it>> wrote:
carissimo Enrico, bravo, bravo, bravissimo!!!!! Ricopio le righe finali del tuo intervento, che mi riempiono di entusiasmo: " Partendo dall'esperienza del GARR - a spanne - con 5 milioni di euro l'anno (ma facciamo anche 10) si potrebbe invece fornire l'infrastruttura di base (ferro + assistenza sistemistica) a TUTTE le scuole per poter usare davvero il digitale come supporto migliorativo dell'attività didattica. L'effetto moltiplicativo sul mercato dei fornitori di assistenza applicativa (soprattutto le PM software house italiane che operano sul software libero) sarebbe poi enorme.
Per non parlare poi dell'università. C'è l'esperienza del PoliTO: quanto costa l'anno, in materiale e persone? Facciamo 500k euro? Moltiplichiamolo per 100 e con 50 milioni di euro copriamo tutto il sistema universitario...Anche qua il volano sull'economia italiana non sarebbe trascurabile. " La tua proposta coincide esattamente con quello che in una lettera al mio Rettore ho chiamato "sogno n.1: " L'opzione più ambiziosa ed economicamente più costosa è la fornitura dei servizi di FARE a tutte le scuole d'Italia. Questa scelta implica un enorme investimento in persone e unità di elaborazione presso l'Area Information Technology e presuppone la disponibilità della rete nazionale di trasmissione dati attualmente in fase di definizione a livello governativo nazionale. " Qui facevo riferimento al nostro portale FARE (fare.polito.it <http://fare.polito.it/>) e alla rete GARR opportunamente ampliata. Ho l'impresssione che il mio rettore e quelli che contano al Poli siano contrari al mio progetto. Mi dicono , e temo dicano il vero, che il ministero non ci consente ("per legge"?) di fornire servizi alle scuole. Per questa ragione propongo a te e tutti gli interessati il sogno n.4, così come lo ho descritto al Rettore:
" Un'ultima opzione è rappresentata dalla realizzazione degli strumenti per una facile installazione di un portale FARE su un qualunque elaboratore, lasciando ad altri soggetti - tipicamente, distretti scolastici - il compito di identificare le sedi e i soggetti che ospiteranno i nodi di calcolo. Il Politecnico si limiterà a fornire i servizi di consulenza necessari ed eventualmente la certificazione dei portali. Il suo compito più importante sarà la gestione dell'archivio centrale del materiale didattico, dal quale i singoli gestori periferici selezioneranno il sottoinsieme di "learning objects" di interesse per le scuole da loro servite. " Abbiamo già il prototipo del portale FARE installabile su qualunque macchina. Per le esperienze già vissute teno che le mie proposte saranno o bocciate o ignorate e i finanziamenti previsti finiranno ai soliti ignoti (o ampiamente noti"), con enorme danno per le finanze del Paese e della bilancia commerciale. A te comunque le mie congratulazioni!!!! Raf ______________________
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Giuseppe Attardi