"Io di Internet ho una paura pazzesca" - Il cloud e la protezione dei minori
Nel video recentemente segnalato da Stefano [1], l'intervista di Enzo Iacchetti (di undici anni fa, ricordiamolo) inizia con "Io di Internet ho una pausa pazzesca". Uso questo "gancio" per riflettere e ragionare su una questione relativamente recente, che sicuramente 11 anni fa non c'era. Il cloud e la protezione dei minori da accessi a siti dal contenuto inadatto. In questo periodo di confinamento, di clausura, la famiglia si ritrova sempre più spesso davanti ad uno schermo, sia esso un TV, un PC, un tablet o un telefonino. Partiamo dalla televisione ed in particolare dai sistemi di classificazione delle trasmissioni televisive. Nell'ultimo decennio un po' tutte le emittenti si sono adeguate nell'apporre dei "bollini" ai film e alle fiction. Bollino verde: visione è adatta generalmente a tutti; Bollino giallo: consigliata la visione con un adulto per via di contenuti con un impatto moderato; Bollino rosso: consigliabile solo al pubblico adulto per via di contenuti forti. Trasferiamoci su Internet. Per la natura della rete niente di tutto ciò è ovviamente possibile. Fino ad un po' di tempo fa, però, il genitore (tecnico) poteva, grazie ad un firewall, non dico al 100%, ma in buona parte controllare i siti accessibili dalla rete domestica. Oggi, per via del cloud, è ancora più complicato inserire "filtri". La stragrande maggioranza del traffico è verso i cloud Amazon, Google, Alibaba, ecc. a cui i siti si affidano per risparmiare banda e impatto elaborativo sui propri server. Buona domenica, Antonio [1] https://player.vimeo.com/video/8277770
On Sun, 22 Nov 2020 13:11:19 +0100 Antonio Iacono <antiac@gmail.com> wrote:
Oggi, per via del cloud, è ancora più complicato inserire "filtri". La stragrande maggioranza del traffico è verso i cloud Amazon, Google, Alibaba, ecc. a cui i siti si affidano per risparmiare banda e impatto elaborativo sui propri server.
Dipende. Affidare un minore al Web può essere peggio di affidarlo alla TV. Abbandonarlo con un cellulare che può connettersi ad internet attraverso la rete dati significa rinunciare a qualsiasi possibilità di guidarlo. Magari con la scusa di una malintesa "privacy". (privacy brutalmente violata da sconosciuti male intenzionati, proprio grazie a quell'abbandono iniziale) D'altronde, se i minori si connettono attraverso dispositivi della rete domestica, è sufficiente installare una CA sui client ed un proxy HTTPS per intercettare e o bloccare tutto il traffico entrante ed uscente. Un software libero interessante a questo scopo è https://mitmproxy.org/ Tuttavia un MitM paterno può essere utile, ma mai sufficiente. ;-) Giacomo
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