Uber: wage theft by design? (quite literally)
How Can Wage Theft Emerge in App-Mediated Work? invited post by Alex Rosenblat (Data & Society Research Institute) http://therideshareguy.com/how-can-wage-theft-emerge-in-app-mediated-work/ -- Antonio A. Casilli Associate Professor, Telecom ParisTech Research Fellow Edgar-Morin Center (EHESS)
grazie, molto interessante. juan carlos On 11/08/16 12:11, Antonio Casilli wrote:
How Can Wage Theft Emerge in App-Mediated Work? invited post by Alex Rosenblat (Data & Society Research Institute)
http://therideshareguy.com/how-can-wage-theft-emerge-in-app-mediated-work/
davvero, grazie mi pare di vedere una questione di fondo, ovvero che la in un conflitto di interesse tra lavoratore ed azienda, il primo non ha elementi di auditing e probatori per sostenere le proprie tesi ed essendo non-dipendenti, non c'e' un sindacato come controparte. dobbiamo inventare istituzioni nuove. scusate l'auto-promozione... in "costruire il domani" scrivo Questo differenziale tra la velocità di cambiamento tecnologico e quella di innovazione delle istituzioni è una delle fonti del nostro disagio. Dalle garanzie per i consumatori a quelle per i lavoratori alla concorrenza globale non abbiamo sin qui fatto un buon lavoro per costruire le istituzioni necessarie a proteggerci dai rischi e a diffondere ed approfittare dei benefici portati dallo sviluppo immateriale. .. Molte persone percepiscono che forze che non comprendono stringono le loro vite come in una morsa: mentre pochi privilegiati ai vertici della piramide conquistano fette crescenti di ricchezza, molti altri vedono la propria vita più a rischio, il loro futuro più indeterminato, si sentono impotenti. Ma questo senso di impotenza è un fallimento istituzionale; non degli individui. Gran parte delle istituzioni che ci hanno guidato e protetto quando la società e l’economia erano basati sulla materialità oggi sembrano inadatte ad affrontare il nuovo ordine. Il secolo scorso ci ha portato innovazioni istituzionali che hanno accompagnato la trasformazione industriale come l’allargamento della democrazia, il welfare pubblico e privato, le rappresentanze sindacali organizzate di lavoratori e organizzazioni datoriali, la ricerca scientifica dei laboratori ed università. .. Siamo proiettati balisticamente nell’economia immateriale ma ci basiamo ancora su istituzioni ereditate dall’economia materiale industriale del ventesimo secolo, incapaci di proporre una visione per affrontare queste sfide. Abbiamo una società che vive vere e proprie rivoluzioni scientifiche e tecnologiche, con progressi che accelerano in tutti i settori chiave, dalla salute all’energia, ma siamo sostanziali conservatori in politica e nelle istituzioni. Il tutto, per tutelare diritti maturati in una epoca che non esiste più. Nel frattempo, le persone che non avranno le storiche istituzioni di tutela e garanzia devono anche sostenere buona parte del peso delle “vecchie” istituzioni. A quelle persone dovremo dare una nuova visione del futuro. Per quelle persone dovremo inventare nuove soluzioni. È questa la fonte principale del disagio che viviamo: la nostra incapacità di proporre una visione e innovare in modo radicale On 11/08/2016 12:42, J.C. DE MARTIN wrote:
grazie, molto interessante. juan carlos
On 11/08/16 12:11, Antonio Casilli wrote:
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Hello, per complessificare un po' l'annosa questione della rigidità istituzionale vs la pretesa rapidità dei cambiamenti socio-economici, qualche elemento fattuale: - la recente, contestatissima, legge francese del lavoro (Loi El Khomri, promulgata tre giorni fa) ha almeno un punto interessante: stabilisce il diritto di sciopero dei lavoratori delle piattaforme, nonché il diritto di "creare ou aderire a un sindacato" (art. 60). Che poi la cosa sia da mettere nel contesto di 9 mesi di stato d'emergenza, in cui la metà delle libertà sindacali sono state soppresse, questo è un altro paio di maniche... - negli USA i lavoratori du Uber sono già sindacalizzati in diversi stati (Washington, California, NY, Arizona), in alcuni casi avendo aderito al più antico e incazzoso sindacato di trasportatori, i Teamsters. Come per dire, non è che abbiano aspettato per aderire - in Europa, il paese che non ha perso tempo, è stato certamente la Germania: già due anni fa l'Unione federale sindacale aveva pubblicato un white paper su lavoro e piattaforme e si moltiplicano le iniziative di IG Metall, che resta comunque il più grande sindacato europeo in termine di effettivi. In Francia i lavoratori di Uber hanno creato un sindacato l'anno scorso e l'unione nazionale dei sindacati autonomi (UNSA) è stata la prima a creare una sezione speciale per trasporti urbani su piattaforma. In definitiva, e per esperienza personale, i sindacati non sono assenti, e che i delle piattaforme non sono certo - come una certa retorica aziendale insiste - insensibili alla necessità di difendere i propri diritti. Cheers, ---a ----- Mail original ----- De: "Stefano Quintarelli" <stefano@quintarelli.it> À: "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it>, nexa@server-nexa.polito.it Envoyé: Jeudi 11 Août 2016 12:54:42 Objet: Re: [nexa] Uber: wage theft by design? (quite literally) davvero, grazie mi pare di vedere una questione di fondo, ovvero che la in un conflitto di interesse tra lavoratore ed azienda, il primo non ha elementi di auditing e probatori per sostenere le proprie tesi ed essendo non-dipendenti, non c'e' un sindacato come controparte. dobbiamo inventare istituzioni nuove. scusate l'auto-promozione... in "costruire il domani" scrivo Questo differenziale tra la velocità di cambiamento tecnologico e quella di innovazione delle istituzioni è una delle fonti del nostro disagio. Dalle garanzie per i consumatori a quelle per i lavoratori alla concorrenza globale non abbiamo sin qui fatto un buon lavoro per costruire le istituzioni necessarie a proteggerci dai rischi e a diffondere ed approfittare dei benefici portati dallo sviluppo immateriale. .. Molte persone percepiscono che forze che non comprendono stringono le loro vite come in una morsa: mentre pochi privilegiati ai vertici della piramide conquistano fette crescenti di ricchezza, molti altri vedono la propria vita più a rischio, il loro futuro più indeterminato, si sentono impotenti. Ma questo senso di impotenza è un fallimento istituzionale; non degli individui. Gran parte delle istituzioni che ci hanno guidato e protetto quando la società e l’economia erano basati sulla materialità oggi sembrano inadatte ad affrontare il nuovo ordine. Il secolo scorso ci ha portato innovazioni istituzionali che hanno accompagnato la trasformazione industriale come l’allargamento della democrazia, il welfare pubblico e privato, le rappresentanze sindacali organizzate di lavoratori e organizzazioni datoriali, la ricerca scientifica dei laboratori ed università. .. Siamo proiettati balisticamente nell’economia immateriale ma ci basiamo ancora su istituzioni ereditate dall’economia materiale industriale del ventesimo secolo, incapaci di proporre una visione per affrontare queste sfide. Abbiamo una società che vive vere e proprie rivoluzioni scientifiche e tecnologiche, con progressi che accelerano in tutti i settori chiave, dalla salute all’energia, ma siamo sostanziali conservatori in politica e nelle istituzioni. Il tutto, per tutelare diritti maturati in una epoca che non esiste più. Nel frattempo, le persone che non avranno le storiche istituzioni di tutela e garanzia devono anche sostenere buona parte del peso delle “vecchie” istituzioni. A quelle persone dovremo dare una nuova visione del futuro. Per quelle persone dovremo inventare nuove soluzioni. È questa la fonte principale del disagio che viviamo: la nostra incapacità di proporre una visione e innovare in modo radicale On 11/08/2016 12:42, J.C. DE MARTIN wrote:
grazie, molto interessante. juan carlos
On 11/08/16 12:11, Antonio Casilli wrote:
How Can Wage Theft Emerge in App-Mediated Work? invited post by Alex Rosenblat (Data & Society Research Institute)
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Sono d'accordo, ma non partiamo da zero: una di queste "istituzioni nuove " esiste da 30 anni ed è il codice aperto. Quando si presentano situazioni di conflitto di interesse in cui il fornitore della tecnologia è una delle parti interessate, il codice dovrebbe essere come minimo aperto a audit. Ma il codice aperto non è (ancora) mainstream nelle piattaforme web. Al contrario godono di ottima salute istituzioni che proteggono il software proprietario da indagini più che legittime. Alberto On 11/08/2016 12:54, Stefano Quintarelli wrote:
davvero, grazie
mi pare di vedere una questione di fondo, ovvero che la in un conflitto di interesse tra lavoratore ed azienda, il primo non ha elementi di auditing e probatori per sostenere le proprie tesi ed essendo non-dipendenti, non c'e' un sindacato come controparte.
dobbiamo inventare istituzioni nuove.
scusate l'auto-promozione... in "costruire il domani" scrivo
Questo differenziale tra la velocità di cambiamento tecnologico e quella di innovazione delle istituzioni è una delle fonti del nostro disagio. Dalle garanzie per i consumatori a quelle per i lavoratori alla concorrenza globale non abbiamo sin qui fatto un buon lavoro per costruire le istituzioni necessarie a proteggerci dai rischi e a diffondere ed approfittare dei benefici portati dallo sviluppo immateriale. .. Molte persone percepiscono che forze che non comprendono stringono le loro vite come in una morsa: mentre pochi privilegiati ai vertici della piramide conquistano fette crescenti di ricchezza, molti altri vedono la propria vita più a rischio, il loro futuro più indeterminato, si sentono impotenti. Ma questo senso di impotenza è un fallimento istituzionale; non degli individui. Gran parte delle istituzioni che ci hanno guidato e protetto quando la società e l’economia erano basati sulla materialità oggi sembrano inadatte ad affrontare il nuovo ordine. Il secolo scorso ci ha portato innovazioni istituzionali che hanno accompagnato la trasformazione industriale come l’allargamento della democrazia, il welfare pubblico e privato, le rappresentanze sindacali organizzate di lavoratori e organizzazioni datoriali, la ricerca scientifica dei laboratori ed università. .. Siamo proiettati balisticamente nell’economia immateriale ma ci basiamo ancora su istituzioni ereditate dall’economia materiale industriale del ventesimo secolo, incapaci di proporre una visione per affrontare queste sfide. Abbiamo una società che vive vere e proprie rivoluzioni scientifiche e tecnologiche, con progressi che accelerano in tutti i settori chiave, dalla salute all’energia, ma siamo sostanziali conservatori in politica e nelle istituzioni. Il tutto, per tutelare diritti maturati in una epoca che non esiste più. Nel frattempo, le persone che non avranno le storiche istituzioni di tutela e garanzia devono anche sostenere buona parte del peso delle “vecchie” istituzioni. A quelle persone dovremo dare una nuova visione del futuro. Per quelle persone dovremo inventare nuove soluzioni. È questa la fonte principale del disagio che viviamo: la nostra incapacità di proporre una visione e innovare in modo radicale
On 11/08/2016 12:42, J.C. DE MARTIN wrote:
grazie, molto interessante. juan carlos
On 11/08/16 12:11, Antonio Casilli wrote:
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Stefano Quintarelli