Re: [nexa] nexa Digest, Vol 145, Issue 101
Il 23/05/21 11:58, juancarlos.demartin@polito.it ha scritto:
Date: Sun, 23 May 2021 08:45:30 +0200 From: "J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin@polito.it> To: nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] Technology is driving the future, but who is doing the steering?
Certo, la tecnologia è profondamente politica. Mi permetto di rinviare al breve testo che scrissi in occasione dell'inaugurazione della prima edizione di Biennale Tecnologia: http://demartin.polito.it/tecnologiaeumanita. jc Concordo in toto sul fatto che la tecnologia è profondamente politica. E anche sul fatto che (cito dal post menzionato): La tecnologia esiste solo ed esclusivamente perché degli esseri umani l'hanno immaginata, voluta, progettata, realizzata, finanziata, diffusa, raccontata, accettata, criticata, usata, modificata Io credo che per questo sia necessario conoscere e far conoscere la storia della tecnologia. Se non si conosce la storia è inevitabile (anche qui come in tanti altri ambiti) un presentismo per cui la tecnologia c'è, per cui "la tecnologia capita" (cit. De Martin). Voglio dire che serve fare formazione, serve discorso pubblico, serve che dovunque noi parliamo di tecnologia o ne sentiamo parlare, introduciamo la storia - storia della tecnologia, di /quella/ tecnologia di cui si sta parlando. La riflessione storica è uno strumento conoscitivo tipicamente umanistico. E dentro la storia c'è la politica. L'una non sta senza l'altra. Maurizio
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura, viva l'Italia, l'Italia che non ha paura. l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste, viva l'Italia, l'Italia che resiste. e. de gregori ------------------------------------------------------------------------ Maurizio Lana - 347 7370925
Voglio dire che serve fare formazione, serve discorso pubblico, serve che dovunque noi parliamo di tecnologia o ne sentiamo parlare, introduciamo la storia - storia della tecnologia, di /quella/ tecnologia di cui si sta parlando.
Approfitto di questo intervento di Maurizio che tira in ballo la "storia della tecnologia" per invitarvi alla lettura della prefazione "intorno alla Tecnologia" degli "Annali universali di tecnologia, di agricoltura, di economia rurale e domestica, di arti e mestieri" del ... 1826 (già, di quasi duecento anni fa) ovvero i primi anni in cui il termine cominciava a circolare. Lo trovate qui: https://www.blia.it/giornali/ Antonio
Salve a tutti A proposito di tecnologia. Rifuggiamo dal parlare delle nostre debolezze umane, preferiamo vedere applicazioni di effetti luccicanti e tecnologici dell'ingegno umano. Quanto son belle le frecce tricolori, quant'è bello l'ultimo modello di smartphone. quant'è efficiente la tecnologia. Ma abbiamo mai favorito il pensiero "politico, filosofico, umanistico, per il benessere del più gran numero possibile di persone? Preferiamo nell'immobilismo attendere che la tecnologia ci limiti e soffochi. E allora.... forse ci accorgiamo che sono mancate le finalità, non sono state perseguite finalità di quel benessere che tutti ci auspichiamo. Osservando intorno non vedo molta tecnologia finalizzata a superare le nostre debolezze e i nostri avviluppi. Non vedo volontà finalizzata ad un benessere diffuso nella applicazione e diffusione di tecnologie. Vedo finalità di limitazione e coercizione. Quanto detto premetto ne riconosco un relatività, beninteso. Sono però tentato, in considerazione di valutazioni studi generali e chi più ne ha più ne metta, di chiedere una collaborazione ... realizzare un piccolo o grande centro ricerca sulle finalità che si vorrebbero favorire, con adeguata tecnologia di supporto e gli impedimenti che le più elevate capacità mentali si trovano ad affrontare, per realizzare finalità che "in pectore" tutti vorrebbero. So di avere un certo grado di utopia... non importa accettatemi e accettatevi. Saremmo in grado di fare preliminarmente una sequenza di domande su cose che vorremmo e cose che non vorremmo per manifestare indirettamente (o forse di fatto) quali finalità vorremmo perseguire? e conseguentemente trovare la tecnologia, cultura compresa, che ne favorisca il raggiungimento? Carlo Antonello Ringrazio chi volesse partecipare . se preferite in privato... ilbancodeivolontari@libero.it
Il 24/05/2021 17:34 maurizio lana <maurizio.lana@uniupo.it> ha scritto:
Il 23/05/21 11:58, juancarlos.demartin@polito.it ha scritto:
Date: Sun, 23 May 2021 08:45:30 +0200 From: "J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin@polito.it> To: nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] Technology is driving the future, but who is doing the steering?
Certo, la tecnologia è profondamente politica. Mi permetto di rinviare al breve testo che scrissi in occasione dell'inaugurazione della prima edizione di Biennale Tecnologia: http://demartin.polito.it/tecnologiaeumanita. jc Concordo in toto sul fatto che la tecnologia è profondamente politica. E anche sul fatto che (cito dal post menzionato): La tecnologia esiste solo ed esclusivamente perché degli esseri umani l'hanno immaginata, voluta, progettata, realizzata, finanziata, diffusa, raccontata, accettata, criticata, usata, modificata Io credo che per questo sia necessario conoscere e far conoscere la storia della tecnologia. Se non si conosce la storia è inevitabile (anche qui come in tanti altri ambiti) un presentismo per cui la tecnologia c'è, per cui "la tecnologia capita" (cit. De Martin). Voglio dire che serve fare formazione, serve discorso pubblico, serve che dovunque noi parliamo di tecnologia o ne sentiamo parlare, introduciamo la storia - storia della tecnologia, di /quella/ tecnologia di cui si sta parlando. La riflessione storica è uno strumento conoscitivo tipicamente umanistico. E dentro la storia c'è la politica. L'una non sta senza l'altra. Maurizio
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura, viva l'Italia, l'Italia che non ha paura. l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste, viva l'Italia, l'Italia che resiste. e. de gregori
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