Re: [nexa] nexa Digest, Vol 186, Issue 14
Sul tema mi permetto di segnalare la mia monografia in open access ( https://iris.unito.it/retrieve/e27ce434-3995-2581-e053-d805fe0acbaa/vol_88_2...) e, in particolare il terzo capitolo, dove ragiono sull'impatto del lavoro a distanza (agile e telelavoro) sulla disciplina degli infortuni sul lavoro. Vincenzo Cangemi Il giorno ven 11 ott 2024 alle ore 10:36 <nexa-request@server-nexa.polito.it> ha scritto:
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1. Re: E dopo Giannini, De Rita, era: Smartworking (Luigi Scorca) 2. Re: E dopo Giannini, De Rita, era: Smartworking (Michele Pinassi)
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Message: 1 Date: Fri, 11 Oct 2024 10:32:18 +0200 From: Luigi Scorca <luigi.scorca@gmail.com> To: Nexa <nexa@server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] E dopo Giannini, De Rita, era: Smartworking Message-ID: < CAOrNHyMCie2k2dD+wfWmjZ--fy6_21d-SJvN0vf6h7HzbUh1og@mail.gmail.com> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
Un argomento che non trovo mai affrontato (almeno sugli articoli/testi che mi son capitati sotto mano) è la conciliazione del lavoro da remoto con la tutela dei lavoratori per quanto riguarda gli infortuni nonché la sicurezza sul luogo di lavoro...
On Fri, 11 Oct 2024 at 10:27, Michele Pinassi via nexa < nexa@server-nexa.polito.it> wrote:
Bah, mi pare che dietro certe posizioni ci sono interessi diversi dal "benessere del lavoratore". Giova secondo me ricordare che il lavoro da remoto, o de-localizzato, (normativamente diverso dal "telelavoro", dove comunque l'azienda e il dipendente sono legati da obblighi precisi), costringe le aziende a dover misurare in modo diverso dalla "occupazione oraria della sedia" la qualità della prestazione. Che rischia di scatenare malumori e sorprese non sempre gradite, oltre al fatto che alcune posizioni organizzative di mezzo sono fortemente legate anche a quelle procedure di controllo dei sottoposti difficilmente conciliabili con la mancata presenza alla scrivania dell'ufficio.
Personalmente nel lavoro de-localizzato vedo solo vantaggi, che però rischiano di danneggiare rendite di posizione garantire dalla visione fantozziata del lavoro che, come abbiamo visto in altre occasioni, sembrano poter godere di una forza politica non indifferente (giusto per citare due settori: balneari e tassisti). A cui si aggiunge un Governo che sembra fare della propaganda "protezionistica" la sua bandiera.
Eppure, anche solo una riduzione del 10% della massa pendolare che quotidianamente si sposta da casa-lavoro e viceversa potrebbe avere effetti positivi incredibili sulla qualità della vita nelle metropoli, dalle congestioni veicolari alla qualità dell'aria, di cui ovviamente beneficerebbero anche coloro che non possono de-localizzare la loro attività lavorativa (es. maggiore disponibilità do parcheggio, meno code sui mezzi pubblici...).
Una miopia che fatico a comprendere ma che, in un contesto conservatore dettato soprattutto da PMI a gestione familiare, purtroppo non mi sorprende più di tanto.
La speranza era nelle grandi multinazionali ma a quanto pare anche queste stanno tornando indietro, per non danneggiare troppo alcuni mercati.
Mah.
MP
Il giorno ven 11 ott 2024 alle ore 10:14 M. Fioretti < mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
On Thu, Oct 10, 2024 07:03:25 AM +0200, Marco Fioretti wrote:
L'idea che la dimensione sociale del lavoro non sia sostituibile, meglio, da famiglia, amici, volontariato... fa PAURA. Giannini, anzi QUEL modo di pensare, e' fermo all'800. Prima si supera meglio e', proprio e SOPRATTUTTO per non "tracannarsi il cervello". ... Momento finale complottista, giusto per ridere:
Giannini e' contento per i dipendenti di Amazon che saranno meno soli perche' il CEO li ha consegnati in ufficio 5 giorni a settimana. Le malelingue dicono che quella mossa e' per non scatenare crolli immobiliari generalizzati:
De Rita, invece (*):
Recuperare e rafforzare il centro di Roma è fondamentale per attirare turisti in cerca di esperienze autentiche, dove la storia e la cultura locale possano essere vissute in prima persona. ... In conclusione, l’invito di De Rita è deciso: non possiamo cadere nella trappola della facilità del lavoro da remoto. È essenziale rivalutare e rinvigorire la presenza fisica nella capitale, per mantenere viva l’essenza culturale e storica di Roma.
Chiaro, no? Per attirare i turisti in cerca di esperienze AUTENTICHE (come e' noto, lo scopo primario dell'esistenza di una citta') non parliamo di come rendere gli appartamenti del centro affittabili a lungo termine da famiglie giovani con figli, tanto per dirne una.
Evitiamo invece la "trappola della facilita' del lavoro da remoto", costringendo tutti quegli impiegati, rappresentanti, broker, manager, avvocati di una volta, quelli che ormai sono visibili solo nel Marchese del Grillo o in Rugantino, a perdere ore di vita ogni giorno per arrivare in ufficio, per poi pranzare con altrettanto genuinamente romani poke', panini preconfezionati, snack industriali eccetera.
Io boh.
Marco (*) Articolo completo, desolante:
https://www.lacronacadiroma.it/2024/10/linfluenza-dello-smart-working-sul-te...
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