Proposta di Legge per nazionalizzare gli internet exchange?
La ratio del presente disegno di legge, che definisce la reteinternetcome bene comune che deve essere tutelata e salvaguardata anche a beneficio delle generazioni fu- ture, è quella di*affidare alla pubblica amministrazione, la gestione degli IXP*(«inter- net governance»), in quanto questi nodi rappresenterebbero un punto cruciale del fun- zionamento diinternetnel Paese e quindi diventerebbero fattori strategici di interesse nazionale. http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/339210.pdf
La questione è già all'attenzione degli IXP potenzialmente interessati e di AIIP (di cui MIX, NaMeX e TOP-IX fanno parte). Per il momento si è scelto di tenere un basso profilo. Nel mentre è utile capire quella che sarà l'evoluzione del ddl (potrebbero esserci in agenda provvedimenti legislativi ben più importanti che fanno passare questo in secondo piano) e confrontari con gli altri IXP a livello europeo per accertarsi che non visiano iniziative analoghe in altri paesi (personalmente ne dubito) Stay tuned -- Luca Il giorno mer 26 set 2018 alle ore 09:32 Fabio Pietrosanti (naif) - lists < lists@infosecurity.ch> ha scritto:
La ratio del presente disegno di legge, che definisce la rete internet come bene comune che deve essere tutelata e salvaguardata anche a beneficio delle generazioni fu- ture, è quella di *affidare alla pubblica amministrazione, la gestione degli IXP *(«inter- net governance»), in quanto questi nodi rappresenterebbero un punto cruciale del fun- zionamento di internet nel Paese e quindi diventerebbero fattori strategici di interesse nazionale.
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/339210.pdf _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Non vedo perché gli IXP e non altre infrastrutture critiche. A quel punto perché non la rete stessa. Just my 0.02 talleri borbonici Giorgio Il 26/09/2018 09:32, Fabio Pietrosanti (naif) - lists ha scritto:
La ratio del presente disegno di legge, che definisce la reteinternetcome bene comune che deve essere tutelata e salvaguardata anche a beneficio delle generazioni fu- ture, è quella di*affidare alla pubblica amministrazione, la gestione degli IXP*(«inter- net governance»), in quanto questi nodi rappresenterebbero un punto cruciale del fun- zionamento diinternetnel Paese e quindi diventerebbero fattori strategici di interesse nazionale.
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caro Giorgio, dopo quell'autentica follia collettiva, su cui erano tutti concordi, da Fini a D'Alema, che è stata la privatizzazione della Telecom, vedo difficile il tuo sogno sulla Rete. Raf Il 01/10/2018 18:40, Giorgio Ventre ha scritto:
Non vedo perché gli IXP e non altre infrastrutture critiche. A quel punto perché non la rete stessa.
Just my 0.02 talleri borbonici
Giorgio
Il 26/09/2018 09:32, Fabio Pietrosanti (naif) - lists ha scritto:
La ratio del presente disegno di legge, che definisce la reteinternetcome bene comune che deve essere tutelata e salvaguardata anche a beneficio delle generazioni fu- ture, è quella di*affidare alla pubblica amministrazione, la gestione degli IXP*(«inter- net governance»), in quanto questi nodi rappresenterebbero un punto cruciale del fun- zionamento diinternetnel Paese e quindi diventerebbero fattori strategici di interesse nazionale.
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A me la domanda di Giorgio sembra ottima, dalla risposta niente affatto scontata e diversa per ogni singola infrastruttura. Anzitutto un'analisi seria della questione evidenzierebbe molti problemi profondi. La pubblica amministrazione dispone delle competenze necessarie? No. Non è in grado di comprendere la situazione attuale, ponderare le alternative, figuriamoci scegliere responsabilmente fra di esse o immaginarne di nuove. E come può procurarsele se non è lontanamente in grado di giudicare i candidati? Il curriculum accademico non garantisce competenza reale ma affidarsi a grandi aziende implica accettare di sottomettere la pubblica amministrazione ai loro interessi. Classico deadlock. Trattandosi poi di infrastrutture distribuite esistono tutta una serie di tradeoff fra garanzie di continuità del servizio e problemi di governance, locale e globale. Spesso poi i problemi di queste infrastrutture sono tali da richiedere una totale riprogettazione, in cui salvare solo le esperienze pregresse. Naturalmente ci sono illusi che sperano che tale riprogettazione possa emergere dal mercato, i cui membri non hanno però alcun interesse a distruggere il proprio business model nell'interesse collettivo. E d'altro canto, tale riprogettazione richiederebbe profonda comprensione delle implicazioni sociali, politiche ed economiche di ciascuna scelta tecnologica, mentre i politici i oggi mancano di Visione Politica almeno quanto mancano di una basilare comprensione dei sistemi e delle reti. Chi rimane? Gli hacker? Brutta gente... :-) L'unica FLEBILE speranza è puntare tutto sull'educazione di una nuova generazione di cittadini, capaci di dominare l'informatica come la generazione passata ha imparato a leggere e far di conto. Una generazione che non sappia semplicemente "usare i computer", ma CREARE il mondo che desidera. Una generazione da cui possa emergere una classe politica all'altezza della democrazia cybernetica in cui viviamo. Giacomo Il giorno mar 2 ott 2018 alle ore 11:56 armeo@mail.nexacenter.org <meo@polito.it> ha scritto:
caro Giorgio,
dopo quell'autentica follia collettiva, su cui erano tutti concordi, da Fini a D'Alema, che è stata la privatizzazione della Telecom, vedo difficile il tuo sogno sulla Rete.
Raf
Il 01/10/2018 18:40, Giorgio Ventre ha scritto:
Non vedo perché gli IXP e non altre infrastrutture critiche. A quel punto perché non la rete stessa.
Just my 0.02 talleri borbonici
Giorgio
Il 26/09/2018 09:32, Fabio Pietrosanti (naif) - lists ha scritto:
La ratio del presente disegno di legge, che definisce la rete internet come bene comune che deve essere tutelata e salvaguardata anche a beneficio delle generazioni fu- ture, è quella di affidare alla pubblica amministrazione, la gestione degli IXP («inter- net governance»), in quanto questi nodi rappresenterebbero un punto cruciale del fun- zionamento di internet nel Paese e quindi diventerebbero fattori strategici di interesse nazionale.
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