[Fwd: Re: Fwd: le contraddizioni del partito pirata tedesco...]
---------------------------- Original Message ---------------------------- Subject: Re: [nexa] Fwd: le contraddizioni del partito pirata tedesco... From: philippe.aigrain@sopinspace.com Date: Wed, September 19, 2012 3:44 pm To: "Marco Ciurcina" <ciurcina@studiolegale.it> -------------------------------------------------------------------------- Most takedown notices in Germany occur through initiatives of lawyers who represent full catalogs (or even in some cases do not represent anyone). Since the action must be done on behalf of the author, they always to represent him or her. I would thus join Marco in calling for scrutiny before judging that Julia Schramm had anything to do with the takedown. If she did, indeed this merits publicity and criticism (assuming the posting of copies was non-commercial). I would also question the motivation of Der Spiegel ;-) Best, Philippe
In data mercoledì 19 settembre 2012 12:54:47, Masera Anna ha scritto:
...mi sembra meriti l'attenzione della nostra lista questo articolo dello spiegel che mi segnala Enzo Mazza...
Inviato da iPhone
Inizio messaggio inoltrato:
Da: Enzo Mazza Data: 19 settembre 2012 11:40:07 CEST A: Masera Anna <Anna.MASERA@lastampa.it<mailto:Anna.MASERA@lastampa.it>> Oggetto: le contraddizioni del partito pirata tedesco...
http://www.spiegel.de/international/germany/a-856468.html
Encouraging free sharing of files on the Internet, including copyrighted material, is an official platform of Germany's Pirate Party. This week, however, a senior member of the party has been policing illegal downloads of a book she published through a subsidiary of Random House. Will the party continue to promote its "information must be free" line? Il modo in cui sono presentati i fatti porta a pensare che quel politico non farà molta strada nel PP: pare che abbia avuto un comportamento totalmente incoerente con le idee che rappresenta. Però, leggendo con attenzione, forse la verità è diversa da come appare. Essere contro le aberrazioni del diritto d'autore vigente (che vieta il file sharing per fine non commerciale) non significa essere contro il profitto sulla vendita di libri che incorporano l'opera. Dall'articolo mi pare che sia stato l'editore (e non l'autrice) ad agire per impedire il file sharing del libro. Penso che la Schramm sia stata poco "attenta" quando ha negoziato la cessione dei diritti sul libro al suo editore. Fossi stato in lei avrei negoziato la libertà di licenziare il libro con licenza CC al fine di renderlo liberamente disponibile al download. In sintesi: mi pare un articolo che manipola i fatti per dimostrare una tesi (l'incoerenza del PP) senza fondamento solido. Sarei curioso di sapere di più sulla vicenda per farmi un'idea più precisa.
m.c.
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