Re: [nexa] 2010 Internet & Società: considerazioni e auguri per Nexa (in ritardo)
Carissimi, mi scuso innanzitutto per non aver partecipato alla raccolta di indirizzi Nexa 2010 in prospettiva del 'Mercoledì'. La ragione è che non avevo molte delle risposte, e non certo altrettanto concrete come quelle che sono circolate in lista e per le quali mi congratulo. Ho una considerazione a margine sul futuro di Internet e di Nexa, che vorrei condividere con voi. Di recente ho conosciuto (si fa per dire) il filosofo francese Baudrillard, e il suo trattato sulla società dei consumi, che risale agli anni '70, quando appunto ci si fermò - anche - a riflettere sui concetti di ricchezza, bisogno, scarsità, distribuzione, mercato etc. che si stavano consolidando nel contesto capitalistico di allora (e oggi). Dubito che B., nel suo caustico pessimismo, avesse sentore della nascita del web e delle sue caratteristiche 'architettoniche'. Ma se lo avesse avuto si sarebbe entusiasmato! Parafraso brutalmente, cito e poi arrivo a Internet e al mio augurio per Nexa. Secondo B. la nostra non è una società dell'abbondaza ma della penuria strutturale. Significa che non è un luogo in cui tutti i bisogni materiali e culturali vengono soddisfatti. Quello che è soddisfatta è la volontà di produrre, e non i biosgni reali dell'uomo, sul cui disconoscimento riposa il sistema. Questa penuria (o "regno organizzato della scarsità") farebbe astrazione da una logica sociale, in cui il potere è fondato sull'accumulazione, da un alto, e sull'ossessione della scarsità (di beni e mezzi), dall'altro. La società dei consumi, in altre parole, è basata sulla creazione artificiosa e sullo sfruttamento strutturale del sistema dei bisogni*,* che è frutto del sistema della produzione. Il quale, prima di essere destinato a produrre beni, ha la funzione di produrre privilegi e di mantenerli. L’emancipazione da questo stato di follia collettiva può avvenire solo con il sovvertimento della struttura sociale, al cui mantenimento il sistema dei bisogni è votato. Irresistibile la citazione: *"L'imprevidenza e la prodigalità collettiva, caratteristiche delle società primitive, sono il segno dell’abbondanza reale. Noi non abbiamo altro che i segni dell’abbondanza. Noi andiamo alla ricerca, sotto un gigantesco apparato produttivo, dei segni della povertà e della scarsità. Ma la povertà non consiste nè in una scarsa quantità di beni, nè semplicemente in un rapporto tra fini e mezzi: essa è innanzitutto un rapporto tra gli uomini. Quel che fonda la ‘fiducia’ del primitivi e fa sì che essi vivano nell’abbondanza persino nella fame [...] è il fatto che nessuna manipolazione, qualunque essa sia, della natura, del suolo, degli strumenti o dei prodotti “del lavoro”, viene a bloccare gli scambi e a istituire la scarsità. Non c’è accumulazione, che è sempre fonte di potere. Nell’economia del dono e dello scambio simbolico, una quantità debole e sempre finita di beni è sufficiente a creare una ricchezza generale, poichè essi passano costantamente dagli uni agli altri. La ricchezza non è fondata sui beni ma sullo scambio concreto tra le persone. Essa è dunque illimitata, perchè il ciclo dello scambio è senza fine e senza fine persino tra un numero limitato di individui, ciascun momento del ciclo di scambio si soma infatti al valore dell’oggetto scambiato. E’ questa dialettica concreta e relazionale della ricchezza che ritroviamo capovolta come dialettica della penuria e del bisogno illimitato, nel processo di concorrenza e differenziazione caratteristico delle nostre società civilizzate e industraili. Mentre nello scambio primitivo ciascuna relazione incrementa la richhezza sociale, nelle nostre società “differenziali” invece ciascuna relazione sociale incrementa una mancanza individuale, poichè ogni cosa posseduta è relativizzata in rapporto alle altre, mentre nello scambio primitivo essa è valorizzato dalla relazione stessa con gli altri. [...] Poichè la definizione strutturale dell’abbondanza e della ricchezza è nell’organizzazione sociale, solo una rivoluzione dell’organizzazione sociale e dei rapporti sociali potrebbe modificarla. Ritorneremo, un giorno, al di là dell’economia di mercato, alla prodigalità? Al posto della prodigalità abbiamo il consumo forzato a vita, fardello gemello della scarsità. E’ la logica sociale che ha fatto conoscere ai primitivi la “prima” e unica società dell’abbondanza. E’ la nostra logica sociale a condannarci ad una penuria lussuosa e spettacolare.”* C’è un prodotto della società della scarsità (la nostra) in cui si sono sperimentate forme sociali alternative, radicate strutturalmente sulla parità (tra peers) anzichè sulla differenziazione, sull’infinito decentramento e scambio anzichè sull’accentramento del potere e la difesa – più o meno mascherata – dei privilegi ad esso connessi (P2P). Il tutto avviene, per la prima volta, su una scala globale, cioè confrontabile con quella che oggi governa la produzione e distribuzione di beni materiali industriali. Questo eco-sistema è internet. Il cui "suolo", i cui "strumenti" e "prodotti" si sta cercando di difendere da manipolazioni che ne blocchino gli scambi e istituiscano la scarsità. E' di questo, anche, che Nexa si occupa, no? I "prodotti" della rete sono 'immateriali' e hanno un impatto sociale meno diretto di quelli tangibili, come le merci e, nella fattispecie (mi riferisco ai riferimenti dello scambio Meo, Ricolfi, De Martin) le medicine e il cibo. Ma se invece consideriamo questi prodotti come "semilavorati", che poi si trasformano in merci, cibo, medicine, e se ci soffermiamo ad osservare la rete come un laboratorio di produzione/distribuzione/fruizione di semilavorati in cui si sperimentano strutture sociali radicalmente alternative (sovversive) rispetto a quella 'reale', come si può non pensare che anche i modi in cui queste conoscenze vengono trasformate in beni tangibili e fatte circolare concretamente alle persone, non ne vengano radicalmente influenzati? Vi sembrerà naive e astratto: il mio augurio per l'anno nuovo è che Nexa mantenga una prospettiva d'insieme sul fenomeno Internet come veicolo di potenti innovazioni che riguardano la *struttura* della nostra società (la sua economia, i valori, gli scambi tra le persone), non smetta di considerarlo un fenomeno *rivoluzionario* rispetto alla 'realtà degli atomi', e si ostini a trattarlo come un eco-sistema diverso (privilegiato, in un certo senso, e potenzialmente migliore) da quello in cui esercitiamo le nostre attività, i nostri valori e i nostri scambi, ogni giorno. Per il bene di entrambi. Estendo naturalmente gli auguri di buon 2010 a tutti voi, Irene 2010/1/3 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it>
Buon Anno! Spero abbiate iniziato bene il 2010.
Mercoledi' 13 gennaio si terra' il primo "mercoledi' di NEXA" del 2010 (il 16° dall'inizio della serie), sempre in corso Trento 21 e sempre dalle 18 alle 20.
Questa volta non avremo un ospite, ma collaborativamente cercheremo di redarre una sorta di roadmap 2010 sui i temi "Internet & Società".
Ovvero, proveremo a identificare le priorita', le sfide, le opportunita' per l'anno appena iniziato a livello sia italiano, sia europeo, sia internazionale.
Per preparare l'incontro, invito gli iscritti alla lista a contribuire in questa sede, cosi' da arrivare all'incontro del 13 gennaio con una bozza su cui poi lavorare di persona durante il mercoledi'. I punti su cui vi invito a contruibuire (potete rispondere anche solo a un sottoinsieme e proporne anche di vostri, ovviamente) li trovate a seguire.
Ancora auguri!
a presto, juan carlos
Relativamente a Internet nel corso del 2010: 1. In Italia 1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara' relativo a ... ? 1.2. E la maggiore opportunita'? 1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'? 1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di advocacy (come la Quadrature du Net in Francia o EFF in USA), la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)? Perche'? 1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa, quali sarebbero? Perche'? 1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte) 1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e perche'? 1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche? 1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo maggiore o diverso in relazione a Internet? Se si', quale e perche'? 1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi, istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto auspicabile/piu' efficace la creazione di un organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo della cultura, http://www.kulturrat.de). O entrambe le cose?
2. In Europa: 2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara' relativo a ... ? 2.2. E la maggiore opportunita'? 2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'? 2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di advocacy (come la Quadrature du Net in Francia), la si indirizzerebbe su quale tema europeo (o quali temi, max 3)? Perche'? 2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita' di spesa, quali sarebbero? Perche'? 2.6. se si dovesse interloquire col Parlamento Europeo, 2.6.1. E' stato appena creato .....: che ruolo dovrebbe avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche europee? 2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni europee? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo della cultura, http://www.kulturrat.de).
3. Nel Mondo: 3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet: che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare qualcosa a livello nazionale che abbia un impatto a livello globale? Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che direzione? 3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet Bill of Rights hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR? 3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita' (nel bene e nel male) relativamente a Internet? Perche'?
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Irene Cassarino