Rodotà: "DAI RICORDI AI DATI L' OBLIO È UN DIRITTO?
Sul tema dell'oblio, segnalo il recente articolo di Stefano Rodotà su la Repubblica. Notate che sul sito di Repubblica (v. link sotto), evidentemente per una svista o malfunzionamento, l'articolo appare monco della sua prima parte (parecchie frasi!) juan carlos DAI RICORDI AI DATI L' OBLIO È UN DIRITTO? 30 gennaio 2012 --- pagina 50 sezione: CULTURA ***** MANCA LA PRIMA PARTE **** * di "rendere silenzioso" il chip grazie al quale si raccolgono i dati personali. La cancellazione della memoria, l' oblio forzato sono antiche tecniche sociali. A Roma, per i condannati per fatti gravissimi, v' era la damnatio memoriae, l' eliminazione d' ogni traccia che potesse mantenerne il ricordo: scomparso il nome dalle iscrizioni, distrutte le immagini e le statue. In Francia, nel 1598, dopo una stagione di guerre laceranti, l' Editto di Nantes stabilì "che la memoria di tutte le cose accadute da una parte e dall' altra, dall' inizio del mese di marzo 1585 fino al nostro avvento al trono, rimanga spenta e assopita come di cosa non avvenuta. Vietiamo a tutti i nostri sudditi, di qualunque ceto e qualità siano, di rinnovarne la memoria". Solo la liberazione dalle tossine del ricordo poteva consentire il ritorno alla normalità sociale. [...] Continua qui: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/01/30/dai-r...
Non sono sicuro, ma qui sembrerebbe completo: http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/57-scienze-a-tecnologie/27414--l... V Il giorno 02/feb/2012, alle ore 18.42, J.C. DE MARTIN ha scritto:
Sul tema dell'oblio, segnalo il recente articolo di Stefano Rodotà su la Repubblica. Notate che sul sito di Repubblica (v. link sotto), evidentemente per una svista o malfunzionamento, l'articolo appare monco della sua prima parte (parecchie frasi!)
juan carlos
DAI RICORDI AI DATI L' OBLIO È UN DIRITTO?
30 gennaio 2012 — pagina 50 sezione: CULTURA
**** MANCA LA PRIMA PARTE ****
di "rendere silenzioso" il chip grazie al quale si raccolgono i dati personali. La cancellazione della memoria, l' oblio forzato sono antiche tecniche sociali. A Roma, per i condannati per fatti gravissimi, v' era la damnatio memoriae, l' eliminazione d' ogni traccia che potesse mantenerne il ricordo: scomparso il nome dalle iscrizioni, distrutte le immagini e le statue. In Francia, nel 1598, dopo una stagione di guerre laceranti, l' Editto di Nantes stabilì "che la memoria di tutte le cose accadute da una parte e dall' altra, dall' inizio del mese di marzo 1585 fino al nostro avvento al trono, rimanga spenta e assopita come di cosa non avvenuta. Vietiamo a tutti i nostri sudditi, di qualunque ceto e qualità siano, di rinnovarne la memoria". Solo la liberazione dalle tossine del ricordo poteva consentire il ritorno alla normalità sociale.
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Continua qui: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/01/30/dai-r... _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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